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Un amore (Dino Buzzati)

Opinione

per Un amore (Dino Buzzati)
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4 Stelle Che sentimento strano l'amore
21 su 21 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi un bel romanzo di un grande della letteratura

Svantaggi nessuno

Dettagli

Contenuti
Reperibilità 0
Layout: mediocre
Qualità Materiale mediocre
Prezzo

L'autore

ariel270 Dal 8 gen 2001

Spariscono di nuovo i soldi, fantastico! continua

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Dino Buzzati è uno degli scrittori che amo di più fin da quando ho letto "Il deserto dei Tartari", il suo romanzo più famoso.
Trovo che questo autore abbia scritto libri che sprigionano un fascino molto particolare e ne ho avuto la conferma leggendo "Un amore", un breve romanzo scritto nel 1963.
La vicenda è ambientata proprio negli anni Sessanta a Milano ed ha come protagonista Antonio Dorigo, un architetto e scenografo quasi cinquantenne. Dorigo è un uomo professionalmente affermato, ma in fondo ha scarsa stima di sé: non ama particolarmente il proprio aspetto e non ha una vita sentimentale soddisfacente, anzi è un frequentatore abituale delle case di tolleranza. Quando si sente solo compone un certo numero di telefono e gli risponde la signora Ermelina, che gestisce una delle case più esclusive della città e che gli fissa un appuntamento con una ragazza di suo gusto preferibilmente bruna, perchè le bionde non lo entusiasmano. Un freddo giorno di febbraio Antonio chiama e così ha l'occasione di incontrare una donna che sconvolgerà la sua vita.
Lei ha solo vent'anni, potrebbe essere sua figlia, ma sa esercitare un certo ascendente sugli uomini.
La ragazzina si chiama Adelaide, ma tutti la chiamano più brevemente Laide. E' una ballerina di fila alla Scala, ma ovviamente non ha possibilità di emergere ed ha un gran bisogno di soldi, così per integrare i suoi guadagni di sera si esibisce in un locale e di giorno si prostituisce. Laide è graziosa, ma non bellissima, è vivace e piena di contraddizioni che il maturo architetto scoprirà col passare del tempo. Neppure lui sa cosa l'attrae di quella ragazza così lontana dal suo mondo e dalla sua sensibilità, ma qualcosa lo conquista, tanto che farà sempre più fatica ad accettare di doverla dividere con altri.
All'inizio Dorigo pensa che vederla ogni tanto possa essere una soluzione poco impegnativa e soddisfacente, ma non è così perchè il pensiero di quella ballerina maliziosa e intrigante non lo abbandona mai. Quante bugie gli racconta Laide! Forse lo fa perchè le viene naturale o forse perchè lui si rivela troppo possessivo e lei è pur sempre una prostituta, che non può ovviamente promettere fedeltà a nessuno. Ma nello stesso tempo la giovane donna vuole coltivarsi questo maturo cliente che cerca di esserle amico e di aiutarla quando si trova nei guai.
Per tenerlo tranquillo Laide è costretta a mentirgli, a sorvolare sugli altri uomini che incontra, sui posti che frequenta, sui misteriosi impegni che ha, perfino sul suo vero cognome. Però la ragazza sa di poterselo permettere: lui non riesce a imporsi con lei, ci prova ma finisce per assecondarla in ogni esigenza e in ogni capriccio.
L'amore è un sentimento strano: talvolta unisce persone che sembrano molto diverse, che si fanno del male reciprocamente forse, ma che trovano un loro misterioso equilibrio incomprensibile agli altri.
"Ma che ci trovi in quella ragazzetta?" chiedono tutti all'architetto che sta perdendo la sua dignità e che sta facendo la figura del cretino davanti alla Milano-bene che è abituato a frequentare.
Che ci trova? E chi lo sa! A volte Laide gli sembra molto seduttiva, in altre occasioni gli appare scialba e volgare. In genere è molto abile a raccontargli frottole, lui sa che non può fidarsi ma la ragazza è così disinvolta nel mentire che Dorigo ad un certo punto non sa più cosa pensare, non sa quale sia la verità e neppure se gli convenga davvero conoscerla. Laide tiene a lui solo per i soldi o lo apprezza anche per altri motivi? Si vergogna della forte differenza di età? Finirà un giorno questo rapporto morboso, ma in fondo molto forte?
Questo lo scoprirete da soli leggendo il romanzo, se vorrete.
Io da parte mia l'ho letto tutto di un fiato, come sempre mi capita con questo autore. E' un personaggio interessante Buzzati, un giornalista che di notte, mentre era alle prese con il lavoro alla redazione del
"Corriere della Sera", fantasticava e metteva a punto una storia di grande suggestione, quella del tenente Giovanni Drogo e della Fortezza Bastiani. E' un artista vero e proprio, che non ha solo scritto dei libri, ma si è cimentato anche con la pittura. E' un autore che non delude mai, anche quando una ventina di anni dopo "Il deserto dei Tartari" si è preso la briga di raccontare la storia, solo apparentemente banale, della passione di un uomo maturo per una giovanissima prostituta. E'insomma un personaggio ed uno scrittore tutto da scoprire, se ancora lo conoscete solo superficialmente!


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Pagina 1 di 5 | 1 - 5 di 21 commenti
  • morus 12/09/2003 18:16
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    grazie per la segnalazione

  • andrea1436 10/04/2003 10:28
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Eeeh... ormai sta per arrivare la mezza età anche per me... chissà che non entri anch'io in crisi e mi trovi una mia Laide, ora che le case di tolleranza le riaprono... Vabbe', lasciamo stare, valà... ;) Scherzi a parte, questo libro di Buzzati non l'ho letto... per la verità ho letto solo "Il deserto dei tartari" e una raccolta di racconti, davvero particolari, inquietanti e con uno stile inconfondibile che ricordo ancora a distanza di anni.

  • francescarita 03/04/2003 17:53
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Ho letto questo libro tanti anni fa. Non lo ricordavo ma dopo questa tua me lo ricordo bene!! Ciaoo

  • sendic 30/03/2003 13:29
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • pino.nespoli 27/03/2003 10:47
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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