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Un destino ridicolo (Fabrizio De André, Alessandro Gennari)

Opinione

per Un destino ridicolo (Fabrizio De André, Alessandro Gennari)
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4 Stelle de andrè e gennari fra genova mantova e l malavita
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L'autore

Crysania Dal 9 apr 2001

Ciao a tutti, è da molto che non scrivo su ciao, ma da oggi spero di poter essere più presente ^_^ continua

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Due grandi amici, Fabrizio De Andrè e Alessandro Gennari, cantante l'uno scrittore l'altro. Questo libro porta sulla copertina il nome di tutti e due. E racconta di Genova, non quella patinata ma quella che traspare dalle canzoni di De Andrè, avete presente Via Del Campo? La Genova del porto, con le sue zone malfamate, i suoi delinquenti e l'apparentemente normale quotidianità della loro vita.
In questo libro si incontrano molte storie, e molti personaggi. Un pastore sardo riesce a scontare solo 5 anni di prigione invece di venti e parte per Genova. Qui incontra Veretta, una donna di proprietà del pappone Carlo. Al bar che frequentano tutti c'è il maturo Bernard, la cui vita è ricca di leggende per tutti gli altri che lo ammirano incondizionatamente. Poi c'è Fabrizio, un giovane che recentemente ha inciso con successo i suoi primi due dischi, e Maritza, una sua fan che venne apposta a Genova per fare l'amore con il suo idolo, ragazza disincantata che non ha vergogna nel frequentare chi vuole o nel fare l'amore con chi le pare. Non bada a cose come la reputazione.
Le vite di tutti questi personaggi si incrociano irrevocabilmente, e sembrano giungere ad una svolta quando Bernard propone a Carlo e a Salvatore (il pastore sardo) un colpo che avrebbe fruttato 100 milioni di lire ai due e per lui un imprecisato di più. Anni dopo, quando le strade di tutti si saranno separate, Bernard andrà a vivere con la sorella a Mantova e qui conoscerà i ragazzi che frequentano un bar, così simili ai ragazzi che conosceva nel bar di Genova, e stringerà amicizia soprattutto con Alessandro, un giovane cresciuto cantando le canzoni di Fabrizio e che aveva lasciato la musica per decidere di fare lo scrittore. Qui le strade di tutti avrebbero potuto intrecciarsi di nuovo, ma il destino ci mette lo zampino e le cose vanno a modo loro. Venti anni dopo Fabrizio leggerà il primo libro di successo di Alessandro e vorrà incontrarlo.. restiamo spettatori dei racconti della vita di ognuno, di come il destino abbia cambiato le persone o abbia giocato con loro, le abbia fatte perdere ritrovare salire in alto o cadere fino a non riuscire più a rialzarsi. Non si vogliono dare morali o lezioni, nessuno dei personaggi giudica gli altri, ognuno ha le sue colpe i suoi problemi le sue tristezze che non gli permettono di giudicare.
E alla fine arriverà il finale, che forse vi sarete aspettati forse no, che può apparire come un lieto fine o magari no a seconda dei punti di vista magari. Un finale che può apparire anche ridicolo, volendo, perchè ridicolo è il destino di questi personaggi. Questo è il libro, ed io vi consiglio di leggerlo, di darci un'occhiata.
Io lo lessi anni fa, quando conobbi in tv Alessandro Gennari. Aveva un piccolo spazio in una trasmissione della rai, in cui leggeva una poesia ogni giorno. Ne parlava brevemente poi la leggeva. E badate bene che dico "leggeva", non "recitava", e proprio per questo mi piaceva moltissimo. Una poesia non va recitata, perchè deve fluire attraverso le labbra come un fiume che avanza dolcemente. E lui la leggeva, con voce calda, lenta, avvolgente. O almeno così pareva a me, e per questo mi piaceva. Così cercai qualcosa di suo e trovai questo libro che mi incuriosì. Lo lessi e chissà perchè mi coinvolse molto più di quanto non mi abbia coinvolta questa volta. Ricordo che ad un certo punto piansi e scrissi anche un raccontino riguardante uno dei personaggi. Ricordo che adesso mi sembra bizzarro e strano, perchè sebbene il libro mi sia piaciuto anche questa volta, ed ho capito cose che non avevo capito anni fa, pure non mi ha provocato nessuna forte emozione del genere. Mi ha toccata dentro a causa di certi punti che fanno pensare alla vita, al destino, alle proprie scelte.
Io non credo ad un destino già scritto per tutti, ma piuttosto ad una moltitudine di destini possibili fra cui ne scegliamo inconsapevolmente uno ad ogni nostra scelta arbitraria. Tuttavia se non vogliamo parlare di destino parliamo allora di vita, e la vita a volte può apparire ridicola ad uno sguardo disincantato.
Questo libro è stato pubblicato nel 1996, prima che un destino altrettanto ridicolo quanto quello di questi protagonisti facesse sì che i due amici morissero entrambi a poca distanza l'uno dall'altro. Carlo, ad un certo punto, si lamenta che di lui non rimarrà nulla, nessun ricordo. Questi due uomini ne hanno lasciati molti, e pur essendo genovese confesso che da ragazzina non conoscevo le canzoni di De Andrè fino al giorno in cui un uomo con lo sguardo timido e la voce calda che parlava di poesie non parlò anche dell'amico cantante, un caro amico che scriveva bellissime poesie e racconti in musica, e un paio di volte ne cantò le più famose in tv. Da allora li scoprii tutti e due.


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Avete domande riguardo Un destino ridicolo (Fabrizio De André, Alessandro Gennari)? Domanda
Pagina 1 di 3 | 1 - 5 di 15 commenti
  • Abby2 01/09/2003 14:24
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    sto leggendo il libro in questi giorni. Quello che mi aspetto nel finale è che si verifichi quanto ha detto il giudice

  • movida2001 08/11/2002 00:11
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • antigua 07/11/2002 18:16
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • tiz-taz 07/11/2002 14:15
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • seby72 07/11/2002 10:51
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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