Un povero ricco (Pasquale Festa Campanile, 1983)

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Un povero ricco (Pasquale Festa Campanile, 1983)

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... Una commedia carica di buoni sentimenti ma che non scade mai nel retorico, e anzi, se guardata con lo spirito giusto, sarà in grado di far sognare lo spettatore come accade ormai troppo poco spesso. In questa pellicola, degna di menzione è la presenza di una giovanissima Ornella Muti ... Leggi l'opinione





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REGISTA: Pasquale Festa Campanile| ATTORI: Corrado Olmi;Mila Stanic;Ornella Muti;Piero ... continua
Mazzarella;Renato Pozzetto;Ugo Gregoretti|
PRODUZIONE: Medusa Video| DATA DI USCITA:
11/03/2009| ETA CONSIGLIATA: Tutti| DURATA: 88
min| TITOLO IN LINGUA ORIGINALE: Un Povero Ricco|
DATI TECNICI: Wide Screen - Dolby Digital Mono -
Area 2 (Europa/Giappone)| DESCRIZIONE: Eugenio  un
industriale quarantenne ossessionato dall'incubo
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Oh poveretto, questo ricco!
Una Opinione di epizumia su Un povero ricco (Pasquale Festa Campanile, 1983)
24.12.2006


La valutazione di questo autore:   


Vantaggi: Renato Pozzetto
Svantaggi: N e s s u n o

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Opinione completa

Siamo nella Milano degli anni '80, e il signor Eugenio prende congedo dall'azienda nella quale ha lavorato per tanti anni tra gli insulti dei suoi colleghi e persino della sua segretaria; si chiude nella sala riunioni ormai deserta e si butta giù dalla finestra, tremante e urlante. Ed è proprio con un urlo che Eugenio si sveglia da quello che è il proprio incubo peggiore, quello di scopririsi povero e ridotto sul lastrico. Dopo aver discusso con la moglie, e ricordandosi dell'impegno del mattino successivo, Eugenio si rimette a letto.


Cesare Morbelli è morto, e i coniugi si recano al suo funerale. E l'ossessione del fallimento imminente si fa per Eugenio sempre più profonda. Si reca quindi dallo psicanalista per riuscire a venire a capo di questo suo problema, che gli suggerisce, per affrontarlo, di sperimentarlo su di sè, di trascorrere un periodo proprio come se fosse un vero povero. Eugenio provvede quindi a preparare tutto quanto è necessario, auto-assumendo il proprio alter ego povero in una delle sue aziende in qualità di fattorino, acquistando vestiario adatto ad un uomo di ceto sociale medio basso e sgattaiolando fuori di casa in piena notte, con la scusa di un viaggio di lavoro. L'unica persona a conoscenza del bizzarro esperimento di Eugenio è il suo maggiordomo, dal quale si congeda con la raccomandazione di non aiutarlo in nessun modo.


Il viaggio in autobus è tremendo, l'approdo in S.o.f.r.a.m., la ditta di sua proprietà presso la quale lavorerà sotto mentite spoglie è piuttosto traumatico, e l'accoglienza peggio che peggio. Al nuovo arrivato vengono affidate le mansioni più sgradevoli: la pulizia dei bagni, passare l'aspirapolvere, lavare la macchina della guardia giurata... Fino a che, allo squillare della campana di fine giornata, il nostro eroe si reca in quella che sarà la sua casa, nella periferia più a Sud di Milano. Nemmeno lì troverà un pò di pace: non c'è l'ascensore, la porta rotta... Il baccano provocato dall'incidente gli fa conoscere la sua nuova vicina, Marta. La casa è buia, grigia e triste, le finestre si rompono e le persiane per poco non decapitano il povero Eugenio. Marta, sentite le sue urla, lo invita a casa propria, dove davanti ad un aperitivo fanno un pò di conoscenza. Rincasato, si mette a suonare l'armonica, il cui suono piace molto a Marta, che gli porta una coperta per non morire assiderato.


Il giorno seguente in ufficio riprende la serie di lavori forzati, ma la sua conoscenza della lingua giapponese e le sue competenze nel campo della logistica e dei trasporti gli permettono di mettersi in luce con uno dei pezzi grossi. Torna a casa e Marta gli fa trovare una piacevole sorpresa in cucina; Eugenio va a bussare alla sua porta per ringraziarla, ma la trova alle prese con un bambino urlante mentre fa la baby sitter. Cerca di darle una mano, mangiandosi la pappa del bimbo e addormentandolo facendogli fare l'areoplanino sui fornelli del gas. Eugenio lascia la casa di Marta e va a dormire, ma il bambino si risveglia, costringendolo a suonare la dolce melodia di sua composizione con l'armonica.


La vita di Eugenio trascorre di giorno in giorno in questo modo, ma qualcosa inizia a girare per il verso sbagliato: chiama la moglie per rassicurarla che vada tutto bene, mentre qesta se la spassa con il suo avvocato; viene licenziato, e va a raccogliere le sue cose che nel frattempo sono state raccolte da Marta. Tra i due sta per accadere qualcosa, quando Marta riceve una telefonata che la inquieta, e la costringe a cacciare via Eugenio. Alla ricerca di una sistemazione per la notte, viene derubato, e così si rifugia nell'atrio della stazione Centrale, su una panchina, dove si addormenta di schianto. E' in questo momento che entra in azione un simpatico clochard che, adocchiate le sue vesti e le sue scarpe, gliele ruba con sapiente e maturata esperienza. Al suo risveglio viene adocchiato da un pervertito, al quale ruba le scarpe per recarsi nel luogo e all'ora precisa dell'appuntamento di Marta con un misterioso signore. Fanno il loro ingresso in un albergo, seguiti da un determinatissimo Eugenio che, scoprendo Marta in procinto di prostituirsi, la tira fuori dai guai con un'astuta pensata. In piena crisi, Eugenio chiede la carità davanti alla Standa, e si imbatte in un clochard che sostiene di essere il boss delle zone di Sempione, Monterosa e Piazza Castello, che è lo stesso che l'ha derubato dei suoi vestiti in stazione! Fa quindi il suo ingresso alla Standa, dove viene colto in flagrante durante un tentativo di furto. Ma interviene il clochard che, tramite un delizioso trucchetto, lo scagiona e lo prende con sè a "lavorare", alloggiandolo alla stazione ferroviaria. I due trascorrono molto tempo insieme, ed Eugenio comincia a capire, attraverso lo stile di vita e il pensiero del clochard, quali siano le cose importanti nella vita, soldi a parte.


Estenuato dalla vita di strada e dalla povertà, fa ritorno nottetempo a casa propria, e assiste ad una scena molto triste: il suo avvocato in atteggiamenti spinti con sua moglie. Fa quindi ritorno da Marta, passano la notte insieme e il giorno successivo va a trovare il clochard: deve trovare un sacco di soldi per aiutare Marta, ma...


Questo film, uscito nel lontano 1983, ci mostra un Renato Pozzetto nel pieno della sua forma, carico di una vena di comicità esilarante che ben si sincronizza anche in quei momenti drammatici che qua e là compaiono nel film. Il personaggio di Eugenio è in perenne evoluzione e, seppure si tratti di una commedia, la trama del film ha intenti chiaramente didascalici. Eugenio intraprende un "viaggio" alla ricerca di sè stesso e dei veri valori, quelli che portano alla vera felicità, quella che fino a quel momento, accecato dal dio denaro, non aveva mai avuto la possibilità di gustare. Una commedia carica di buoni sentimenti ma che non scade mai nel retorico, e anzi, se guardata con lo spirito giusto, sarà in grado di far sognare lo spettatore come accade ormai troppo poco spesso.


In questa pellicola, degna di menzione è la presenza di una giovanissima Ornella Muti che, seppure alle prime armi, comincia a lasciare intravedere un sicuro futuro da attrice professionista. Ed è altresì degna di nota la performance del clochard, impersonato da Piero Mazzarella, un vero e proprio cammeo la cui comparsa riempie la pellicola di una luce e di risvolti assolutamente nuovi e positivi. Le gag che lo vedono protagonista sono divertentissime e allo stesso tempo, i momenti di assoluto lirismo di quando tenta di istruire Eugenio raggiungono un'intensità interpretativa direi ammirevole.


Consiglio la visione di questo film, e in generale, di tutta la produzione cinematografica di Renato Pozzetto, a tutti coloro desiderino trascorrere delle serate all'insegna di una sana risata accompagnata da un sottile messaggio ad essa annesso.


   
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Vantaggi: Da vedere!
Svantaggi: Nessuno

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molto utile

27.06.2009
Una favola moderna
Valutazione del Prodotto Un povero ricco (Pasquale Festa Campanile, 1983) scritta da andrew85

Vantaggi: attori ispirati
Svantaggi: storia forse scontata

...Nel 1983 Pasquale Festa Campanile gira questo film,una favola moderna con protagonista un bravissimo Renato Pozzetto e una bellissima Ornella Muti. Trama: Eugenio,industriale affermato alla soglia dei quarant'anni,è ossessionato dall'incubo del falliment ... Leggi l'Opinione

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molto utile

16.12.2005
Ricco di denaro povero di sentimenti
Valutazione del Prodotto Un povero ricco (Pasquale Festa Campanile, 1983) scritta da lucscan76

Vantaggi: semplice e simpatico
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27.05.2011
Mini Opinione su Un povero ricco (Pasquale Festa Campanile, 1983)
Valutazione del Prodotto Un povero ricco (Pasquale Festa Campanile, 1983) scritta da pupo72

Buffa e divertente (asprazzi) favoletta social-sentimentale di Pasquale FestaCampanile che ruota attorno a uno dei temi più abusati del cinema, fin dai tempi di Charlot. Il bravo e simpatico Renato Pozzetto, guarda trasognato i Navigli cavando da un copi

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25.02.2008

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