Un tram che si chiama desiderio (Elia Kazan)

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Un tram che si chiama desiderio (Elia Kazan)

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Tra sogno, realtà, pazzia e morte...

5  05.10.2004

Vantaggi:
Il capolavoro di Elia Kazan :  ben diretto, ottima fotografia, splendidi attori

Svantaggi:
Uno solo :  un "buco" nella sceneggiatura abbastanza vistoso (ne parlo nell'opinione)

Consiglio il prodotto: Sì 

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Tra il fumo e la confusione della stazione di New Orleans si fa strada una donna: ha l'aria fragile e delicata, è vestita di candidi merletti, sembra quasi una figura d'altri tempi e si guarda attorno, smarrita: "Mi hanno detto di prendere un tram che si chiama Desiderio, poi un altro che si chiama Cimitero... Io devo raggiungere mia sorella, che abita nel quartiere dei Campi Elisi...". E' Blanche Dubois (Vivien Leigh), venuta in città per trascorrere un periodo di tempo a casa di sua sorella Stella (Kim Hunter). Blanche è vedova di un uomo morto giovanissimo, suicida, e vuole stare un po' con sua sorella per cercare di recuperare un minimo di quella serenità che ha perduto... Ma lei, che viveva in una splendida casa "piena di colonne" chiamata "Belle Reve (Bel sogno)", si sente a disagio nelle "due stanzette più bagno" in cui sua sorella abita con suo marito Stanley Kowalski (Marlon Brando), in un vecchio, caotico quartiere "coloniale"... La povera, fragile Blanche che nasconde l'età e vela le lampade con paralumi di carta per attenuare le luci, così che la loro crudezza non colpisca il suo viso e mostri le ferite del tempo, lei che vorrebbe poter vivere e sognare ancora, ma porta dentro di sè segreti che pesano come macigni...
Lei che beve un bicchierino, "ma uno solo, mi raccomando"... e poi invece un altro, e un altro ancora... troppi per la sua fragile mente, troppi per il suo cuore sconvolto... Lei che vorrebbe ricostruirsi una vita con un amico di Stanley e che infrange i suoi sogni contro la durezza con cui il cinico cognato sbatte in faccia la realtà all'ignaro corteggiatore... E' come un vortice, un turbine perverso, quello da cui Blanche è scappata credendo di poter dimenticare, di poter ricominciare a vivere, ma nel quale ricadrà in pieno... La morte di suo marito, la vendita della casa di "Belle Reve", sepolta dai debiti... e poi l'alcool, gli uomini... tanti, troppi... due anni passati a dimorare in un alberghetto malfamato, fino all'ultimo scandalo... Blanche non ha chiesto un'aspettativa alla scuola in cui insegnava, come ha sempre raccontato, ma è stata espulsa perchè l'hanno trovata in atteggiamenti intimi con un suo allievo minorenne...
Quanto pesa tutto questo su madamoiselle Dubois, quanto pesa su sua sorella Stella, sul bambino che sta per avere? Povera Stella... come è difficile per lei accettare tutto questo, come è difficile incassare il duro colpo di sapere che la bella casa della loro infanzia felice non c'è più, e contemporaneamente fare in modo che sua sorella sia un po' più serena... Come è difficile fare in modo che Blanche non senta Stanley urlare "Ma quando se ne va questa?" e poi vedere suo marito e sua sorella recitare l'eterno gioco della seduzione, gioco che Blanche porterà avanti perchè è nella sua natura, perchè lei vuole piacere agli uomini per sentirsi ancora viva, vuole comandare un gioco che per lei avrà conseguenze devastanti, nel gorgo della pazzia che avanza inesorabile...
"E se Blanche avesse detto la verità?" chiede angosciata Stella ad Eunice, amica e vicina di casa. "Mia cara, Blanche non è in grado di dire nessuna verità..." risponde lei, disincantata...
Il velo si è squarciato. O forse no?
Uscito nelle sale nel 1951, "Un tram che si chiama desiderio" è la trasposizione cinematografica "lucida" e senza fronzoli, fatta da Elia Kazan, dell'omonimo, famosissimo dramma di Tennessee Williams. Kazan costruisce per il film una New Orleans cupa e sporca, brulicante di vita ma al tempo stesso è ben presente, anche se impalpabile, una srta di misterioso "senso di morte" che aleggia sulla casa di Stella e sulle vite dei personaggi del dramma. Tutto è irreale, sospeso, eppure tremendamente vero, in un'alternanza di sogni, incubi e realtà più o meno amare che Kazan porta magistralmente in scena, alternandole esattamente così come aveva voluto Williams nel suo dramma. Splendide, in questo senso, anche le prove dei tre attori principali: approppriata Kim Hunter nella parte di Stella, fragile e forte, che finisce travolta dagli eventi ma sempre con lo sguardo alto, e riesce a non perdere la sua dignità... ma se dovessi dire chi dei due, tra Vivien Leigh e Marlon Brando, "spicca" di più... credetemi, sarebbe davvero difficile!
Brando ha dalla sua un certo tipo di fascino "rude" che lo ha reso famoso in tutto il mondo, con quelle canottiere attillate e l'aria strafottente di colui al quale scivola tutto addosso, in un certo senso una "summa" dei peggiori difetti di un uomo... eppure un sex-symbol irresistibile, per le generazioni a venire. Non a caso, qualsiasi attore abbia portato in scena, negli anni successivi, il personaggio di Stanley, ha sempre dovuto misurarsi con l'incisiva interpretazione di Brando, che peraltro contribuì anche notevolmente alla fama dell'allora neonato "Actor's Studio".
Ma ancora più incisiva, a mio avviso (e qui forse vado un po' controcorrente) l'interpretazione di Blanche ad opera di Vivien Leigh... I suoi sguardi smarriti, la sua angoscia, le sue illusioni... tutto reso in maniera magistrale, con la dovuta enfasi ma senza eccessi "caricaturali"... perfetta, semplicemnete perfetta. E dire che Kazan non la voleva nemmeno... gli fu letteralmente "imposta" dalla produzione!
Unica nota stonata, all'interno del film: avrete sicuramente capito che la pellicola trattava argomenti decisamente scabrosi, almeno per l'epoca (1951), e la sceneggiatura "arranca" vistosamente nel momento in cui lo spettatore capisce che il marito di Blanche si è suicidato, ma non ne intuisce il motvo: nel dramma di Tennessee Williams, il suicidio è dovuto al fatto che Blanche lo ha sorpreso in atteggiamenti intimi con un uomo anziano e al fatto di non poter sopportare, quindi, una tale vergogna. Del resto, il tema dell'omosessualità è stato spesso presente nelle opere di Williams, e quasi sempre in toni cupi e drammatici...

P.S. Per chi pensa che io abbia "svelato" troppo della trama: credetemi, ho svelato poco più di nulla: è un film talmente denso di messaggi, di significati, di interpretazioni, che... bisogna vederlo. E basta.

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Hatsumi

Hatsumi

02.12.2007 17:18

Opinione veramente bellissima, si intuisce proprio quanto ti piaccia il film!!!!!!

Capote

Capote

03.02.2005 18:27

Se lo dici tu mi tocca rivederlo. Non stravedo per questo film, gli attori sono stupendi, la povera Vivien Leigh strabiliante, ma c'è qualcosa che non mi convince, ho letto prima il dramma di vedere il film, e qui tu hai già detto quello che andava detto in proposito

AndreaeSergio

AndreaeSergio

14.10.2004 18:09

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