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per Uno, nessuno e centomila (Luigi Pirandello)
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4 Stelle Uno che è centomila volte nessuno Opinioni con immagini
32 su 32 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi l'incipit di una riflessione esistenziale che offre un grande spunto

Svantaggi lo stile retorico è chiassoso e a volte poco scorrevole

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Contenuti
Reperibilità edicola
Layout: mediocre
Qualità Materiale mediocre
Prezzo vari

L'autore

Groudy.Blue Dal 25 mag 2004

Ho pubblicato il mio libro Mosaico Scampia, uno studio sociologico (che trovate anche su Ciao... continua

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Essere o non essere?
Questo è il problema.

Per l'Amleto shakespeariano l'esistenza si traduceva in due risvolti: la vita o la morte. Un drastico contrasto tra bianco e nero.
Un concetto universale dell'uomo di tutte le epoche in conflitto con sé stesso. Ma ci si dimentica di qualcosa, il bianco e il nero, e tra i due opposti.. dov'è il grigio?
Dunque 'l'essere è non essere' è una filosofia se non del tutto fallace, veritiera solo in parte.

Perché? Uno, Nessuno E Centomila è qui a spiegarlo ed entra in gioco Pirandello e allora si sa dove si va a parare: un piccolo particolare apparentemente insignificante che prende forma e sostanza fino a trasformarsi paradossalmente in un'ossessione di vita tra analessi ed esclamazioni irregolari.
E qui la regola non sfugge, anche in questo Uno, Nessuno E Centomila, pubblicato per la prima volta a puntate sulla rivista Fiera Letteraria tra il 1925 e il 1926.

Il protagonista, un gagliardo uomo qualsiasi della soleggiata Sicilia: Vitangelo (Gengè) Moscarda, ignaro schiavo del suo tempo imprigionato come un cane a due teste: sa di essere ma agli altri non appare così e cìò che sembra appare non essere. Concetto leggermente aggrovigliato, ma districhiamo i nodi.

UNO: Gengè si guarda allo specchio: le solite sopracciglia ad accento circonflesso ^ ^ e una scoperta sconvolgente, la pendenza del naso verso destra. Un particolare mai notato prima eppure quello che tutti gli altri notavano in lui.
Dunque,un decadimento delle certezze umane, l'impossibilità di 'autovedersi' all'infuori del riflesso nelle specchio, troppo progettato e innaturale.
Un'indagine di autoanalisi pressocchè impossibile da portare avanti: com'è Gengè quando non è in posa davanti allo specchio, come siamo noi stessi agli occhi degli altri? Una drammatica curiosità che non potrà mai essere colmata se non con la parziale idea di chi ci osserva da fuori.

Semplice, ma solo in apparenza. Ognuno giudica qualcuno secondo il proprio livello emozionale e soggettivo: impossibile dunque trovare due individui che abbiano su una stessa persona un'idea univoca al massimo grado delle probabilità. Qui nascono così i CENTOMILA, l'uno dell'essere di Gengè si frammenta e va in crisi dinanzi a migliaia di opinioni che lo riguardano e che non lo appartengono. Ognuno tende inoltre ad autogiudicarsi per la propria visione interiore, mai concretizzata del tutto al mondo concreto che pure crediamo sia il nostro più visibil biglietto da visita.

Tutto si spacca, sotto i piedi dell'uomo contemporaneo senza punti fermi fino ad annullare se stesso creando un'ode all'essere NESSUNO costretto a scorrere nella propria tragicità.

Senz'altro un' argomentazione dai tratti essenziali e pure saggiamente articolata per essere idonea ad una lunga analisi di pensiero complessa e pure consequenziali, poco meno di 200 pagine in tutto.
Scorrevole si, ma solo nel senso, dato il senso retorico altamente fragoroso e frastornato da epifanie di esclamazioni e grida che rimbombano quasi come un interferenza nella lettura che così si rende affannosa (d'altronde la particolarità di quest'enfasi di scrittura rende l'opera pirandelliana originale e significativa).

► NOTE : (PRE)fazione?

Come ogni libro che si rispetti, l'editoria mette a disposizione un riassunto minimo di contenuti della trama pre e postfazioni. Bene, la prefazione, è li che volevo andare a mettere il dito nella piaga.

Nelle edizioni che vanno dallo scorso decennio ad oggi è sempre più presente nelle ristampe il commento di Francesco Merlo intitolato 'Il vademecum de perfetto italiano'.
Prefazione solitamente significa introduzione ai contenuti di un'opera. Bene. Allora, prendete questa sorta di 'prefazione' e saltatela a piè pagina. Con questo non voglio discriminare il pensiero di Merlo ma lo accantonerei quanto meno ad un ruolo di post fazione. Questa breve sorta di saggio breve introduttivo fa della filosofia de Uno Nessuno E Centomila un mulino a cui iniettare riferimenti dell'Italia politica con tanto di riferimenti su Craxi e Berlusconi ( N.B Pirandello scrive la sua opera nel 25').
Insomma, sarà pure un valido sfogo politico letterario. Ma cosa centra con la fedeltà al concetto originario apolitico e anacronistico? Quanto può esso aiutare a (dis)orientare il lettore rovinando l'approccio all'incipit?


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di Groudy.Blue Groudy.Blue

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Commenti

Avete domande riguardo Uno, nessuno e centomila (Luigi Pirandello)? Domanda
Pagina 1 di 7 | 1 - 5 di 33 commenti
  • maryreds 16/03/2010 18:50

    Questo libro offre innumerevoli spunti di riflessione. Da leggere

  • Rock_Betz 13/09/2008 18:04
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Bello, dev'essere veramente molto bello. Affascinante. Mi riprometto di leggerlo.

  • DolceLettrice 30/05/2007 09:45
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    L'ho comprato tempo fa assieme ad altri.. è in coda per essere letto.. bene, meno male che è bello!

  • taniapaolo 26/11/2006 12:00
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Dovrei leggere di piu

  • Kier_Elixyr_64 14/03/2006 22:30
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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