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Uomini che odiano le donne (Stieg Larsson)

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Lisbeth Salander - Che donna!

5  28.11.2008

Vantaggi:
Bello, coinvolgente, grandi caratterizzazioni e trama avvincente

Svantaggi:
nessuno

Consiglio il prodotto: Sì 

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Raffaele75

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Opinioni:64

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In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 84 utenti Ciao

Da quando sono tornato ad opinionare lo scorso settembre vi ho sempre tediato con libri a puntate. Interminabili attese per conoscere un eventuale lieto epilogo o peggio ancora la possibilità che lo stesso epilogo non venga nemmeno alla luce.
Ebbene sì, a modo mio sono un po' masochista, quindi perchè terminare proprio ora?
Quindi nuovo libro e nuova trilogia, ma non preoccupatevi: finalmente il libro è auto conclusivo. Prima di giungere all'opinione vera e propria vi anticipo già che è un giallo di ottimo livello, un misto tra poliziesco e legal thriller. Dopo una moltitudine di noir tascabili poco credibili, finalmente un giallo che si rispetti fatto di intuizioni e duro lavoro.
Uomini che odiano le donne dello svedese Stieg Larsson arriva sul mio comodino, in solitudine tipo caduto da un albero, ma si è fatto preannunciare grazie alle sue ottime referenze.
Di critica: elogi e premi a profusione.
Di pubblico: milioni di copie vendute in tutta Europa e destinate ancora ad aumentare.
Di amici: di quelli che se ti dicono che un libro è bello allora è davvero bello.
Alla fine l'unico tallone d'Achille sembra essere il prezzo 19,50€ di copertina, ma utilizzando i punti della fidelity card della libreria l'ho portato a casa senza sganciare un soldo. Meglio di così!

TRAMA


Micheal Blomkvist, giornalista specializzato in articoli denuncia nel mondo finanziario, si ritrova condannato per diffamazione dopo aver scritto pezzo bomba sullo speculatore Wennestrom senza poterne però confermare le fonti. Una grandissima cantonata che gli costa oltre a tre mesi di detenzione e a un bel po' di quattrini di multa anche un'enorme scotto sulla sua credibilità di giornalista. Si ritrova così senza un impiego e l'onda mediatica sull'esito del processo lo mettono in luce nei confronti dell'ormai anziano industriale Henrik Vanger che gli proporrà un affare che con il senno di poi gli cambierà totalmente la vita. Scrivere la storia della sua famiglia e nel frattempo indagare sulla scomparsa della nipote Harriet Vanger risalente a ben oltre quarant'anni fa.
Per il vecchio è un chiodo fisso, una delle poche parenti nella dinastia Venger che lui abbia amato e ora che il suo tempo è agli sgoccioli prova il tutto per tutto. Purtroppo il compito sembra impossibile, come può un semplice giornalista riuscire dove i più esperti investigatori hanno fallito? La chiave di volta, per prendere in carico un compito che lo dovrebbe occupare per un anno intero, non sarà il lauto compenso, ma la promessa da parte di Henrik di avere informazioni utili contro Wennestrom.
La trama si svolge nell'arco temporale di un anno che BlomKvist trascorrerà in un'isoletta del mar baltico accanto alla malvagia famiglia Venger. Pochi amici, ma per fortuna ad aiutarlo ci sarà una ragazza decisamente strana che è una maga nel reperire informazioni: Lisbeth Salander.

Considerazioni e approfondimenti


Le 676 pagine che compongono Uomini che odiano le donne si articolano nell'arco temporale di circa un anno, per la precisione da novembre al novembre dell'anno successivo ed è proprio il fattore temporale in cui l'autore suddivide i capitoli: 5 gennaio - 7 gennaio, e così via. Da un punto di vista invece dell'evolversi della trama, la suddivisione, per così dire funzionale è spezzata in 4 parti ben distinte e che utilizzerò per approfondire l'opera.
Parte I - Presentazione degli eventi e dei personaggi principali

Grossomodo si racconta ciò che già ho evidenziato nella trama, ma ne approfitto del paragrafo per delineare meglio i due protagonisti:

Micheal Blomkvist - Ha da poco superato i quarant'anni, sicuramente un uomo che piace alle donne, anche perchè non ha particolari difficoltà ad entrare nei loro letti, soprattutto contando il fatto che è lui a venir sedotto. Sicuramente un ottimo giornalista, sempre attento ai dettagli e quando fiuta qualcosa la rivolta come un calzino e ciò che maggiormente lo contraddistingue dalla massa è il suo modo di vedere e fare giornalismo. Per lui la maggior parte degli articoli di natura economica sono da definirsi spazzatura in quanto hanno sempre elogi facili e raramente mettono in discussione l'etica di qualche imprenditore. Preferiscono compiacersi sbattendo in prima pagina eroi della new economy, quando scavando risultano solamente dei grandissimi speculatori. Al contrario il giornalismo politico tende sempre a guardare il pelo nell'uovo nei politici, amministratori pubblici, ecc. ma almeno è ciò che accade in Svezia. Da lettore di quotidiani italiani, qui le cose sono ben diverse. Difficilmente giungono critiche sferzanti aggiunte da buon senso e desiderio di fare servizio pubblico. Che i quotidiani del bel paese siano politicizzati è un dato di fatto, ma neppure quando devono criticare l'altra fazione non lo fanno con a cattiveria giusta. Sparare a zero a destra o a sinistra su personaggi alquanto loschi dovrebbe essere un dovere, ma l'ordine dei giornalisti viene in parte lobotomizzato al momento dell'assunzione. L'intervento riguarda la loro memoria a lungo termine che trovo alquanto carente ... SCUSATE, STO DIVAGANDO.
Tornando a Blomkvist, alla fine non ha particolari capacità o un passato fosco come la maggior parte dei protagonisti di gialli d'oltreoceano, ma è la sua semplicità, il suo saper stare piacevolmente con il prossimo e il suo senso del dovere a renderlo positivo agli occhi del lettore, soprattutto confrontandolo con la sua compagna d'avventure ...

Lisbeth Salander - Un personaggio più da manga che da letteratura e per me è anche buona parte del successo del libro. Il termine corretto per definirla è SPECIALE, sì una persona speciale in tutti i sensi, fisico, psicologico e intellettuale. Chi non la conosce la scambia spesso per una quattordicenne anoressica a causa del suo metro e cinquanta e ad una magrezza tale che nemmeno i seni si sono sviluppati, ma mangia come un lupo. Capelli neri, corti e una serie interminabile di tatuaggi e piercing non la fanno assolutamente passare inosservata, soprattutto in ambienti altolocati quali quelli relativi alle avventure di questo romanzo. Affascinante è il suo non essere assolutamente un persona normale. A dodici anni ha vissuto un trauma che l'ha completamente cambiata e a causa di una malattia degenerativa della madre le hanno sempre attribuito dei tutori legali, anche oggi che ha ormai passato i ventidue anni, non è in grado di disporre della propria vita a proprio piacimento, almeno legalmente. Aggressiva, non risponde mai ad una domanda personale e soprattutto è una fredda calcolatrice estremamente vendicativa. Nonostante sia completamente dissociata dal concetto di leggi sociali lei comunque vive con una propria integerrima morale che almeno le impedisce di scatenare tutta l'aggressività di cui sarebbe capace. Per questo e per la sua caparbietà nel non rispondere a domande personali, in particolar modo alla miriade di psicologi che hanno tentato di comprenderla, ha rischiato più volte di essere internata in centri di cura mentali. Ma è un genio, memoria fotografica e un conoscenza strepitosa della matematica. Per mestiere fa la cacciatrice di informazioni per una azienda, è la migliore nel suo campo e non si sa come riesce a trovare i tutti i segreti di ognuno. Sono pochi (lettore compreso) che riescono almeno in piccola parte a scalfire le sue difese e più la conoscono più riescono ad amarla, di quell'amore protettivo che lei odia con tutta se stessa, Lisbeth si basta da sola.

Due protagonisti che sono uno l'antitesi dell'altra, ma oltre al senso del dovere e il desiderio di verità hanno una grande cosa in comune: il caffè. Macchinetta sempre in funzione, litri di brodaglia nera (sono solo affezionato all'espresso italiano) in qualunque ora del giorno e della notte e i nostri caffeinomani ogni qualvolta c'è tra loro un diverbio uno dei due si alza e ... prepara il caffè. Credo di non aver mai letto un libro in cui a parte il nome dei protagonisti la parola più ricorrente sia una una bevanda.
Parte II - Raccolta di informazioni

La parte più riflessiva e in parte noiosa del libro. Michael Blomkvist si è trasferito in una capanna solitaria nel freddissimo nord vicino alla casa di Henrik Vanger. Tra i due inizia una amicizia, ma per il resto il nostro protagonista rimane chiuso in casa a leggere tutto il possibile sulla famiglia e tutti i dossier raccolti negli anni relativi alla scomparsa di Harriett. Qui esce l'odio di Henrik per la sua famiglia, un albero genealogico intricato che esaspera sia il giornalista che il lettore. Non è facile ricordare nomi e legami di parentela, ma non preoccupatevi. Il tutto serve unicamente per spiegare che ben pochi in quella famiglia si salvano da un punto di vista morale. Quasi tutti pescecani che tentano di mangiarsi uno con l'altro. Ad un certo punto il lettore si ritrova ad avere una confusione inenarrabile, ma mano a mano che vengono anche incontrati personalmente la nebbia si dirada. Ad ogni modo mi è molto piaciuto un po' lo spirito solitario che aleggia. L'inverno gelido e ricco di neve, l'essere bloccati in casa e un paesino che a parte un bar non raccoglie nessun altro tipo di possibilità di svago. E' un po' essere prigionieri a casa di Babbo Natale, ma con la primavera cambia tutto e soprattutto i destini di Michael e di Lisbeth si incrociano.
Parte III - Il mistero di Harriet

Qui il libro decolla e assicuro sarà difficile sbarazzarsene.Finora qualunque tentativo di trovare nuovi elementi sulla scomparsa e probabile morte di Harriett Vanger, sono stati del tutto vani. Tutto nasce da un'intuizione di Blomkvist e da un colpo di fortuna che non fa mai male, ma se abbiamo solamente dei vaghi indizi sarà solo grazie alla bravura dei protagonisti a permettere di svelare il mistero di Harriett.
Quindi la fortuna ha solo in piccola parte un ruolo determinante, al contrario di molti best seller del genere che sfruttano fin troppo facilmente gli aiuti della dea bendata per dare nuovo vigore a trame che difficilmente potrebbero evolvere positivamente.
Parte IV - La vendetta del Millennium

Ricordate che Blomkvist era stato condannato per diffamazione da uno dei più grandi speculatori finanziari Svedesi? Poteva il nostro eroe farsi due mesi di galera senza aver l'opportunità di ribattere? Certo che no! Ma di questa parte non vi racconto nulla, anche perchè getterà le basi per il nuovo romanzo.

Prima di darvi un giudizio definitivo sull'opera che ormai avrete capito sarà più che positivo, ho l'obbligo di accennarvi il tema che grosso modo aleggia in tutto il romanzo. La violenza sulle donne e non a caso il titolo è "Uomini che odiano le donne". Molti sono gli avvenimenti in merito che Larsson ci racconta, con fredda cronaca, lasciando i commenti morali direttamente ai protagonisti. Schiavismo, stupri, violenze psicologiche, ecc. Poco è tralasciato e sebbene nel momento in qui sto scrivendo queste righe è passato un giorno dalla giornata mondiale contro la violenza sulle donne, credo che il fenomeno sia peggiore di quanto presentato dai mass media. Unica nota nota positiva data dall'emancipazione femminile è la possibilità di una moglie, una figlia o una fidanzata di permettersi una certa libertà economica e poter denunciare il proprio o i propri aguzzini, senza avere il timore del futuro. La strada però è ancora lunga e finchè una corretta moralizzazione permetterà alle vittime di sentirsi in colpa quando dovrebbero essere incazzate molti reati rimarranno impuniti; o peggio ancora presi alla leggera dalle autorità giudiziarie. So benissimo che la colpa è di noi perversi maschietti che fortunatamente la maggior parte sono ottimi genitori e mariti, ma aggiustare le menti bacate credo sia difficile, se non impossibile. Intanto sarebbe un buon risultato che tutte le violenze vengano alla luce e che le vittime vengano bene accolte nella società anche grazie ad aiuti, fondi e strutture di sostegno.
In buona parte Lisbeth ha ragione a prendersela con la vittima di un sadico, stupratore e assassino. Se lo avesse denunciato o direttamente ucciso qualche tempo prima molte altre donne sarebbero oggi felici madri vive e vegete.
Stieg Larsson riporta anche molti dati, percentuali di donne vittime di soprusi in Svezia, se i dati sono solo in parte veritieri quasi mi vergogno di essere uomo.

Conclusione


"Uomini che odiano le donne" è un libro che mi ha davvero appassionato nella maggior parte degli aspetti toccati. Eccellente romanzo giallo, il giornalismo, la denuncia contro la violenza sulle donne e altre punti che per onestà non ho desiderato toccare per non rovinare un'ottima lettura.
Unico aspetto un po' triste del contesto invece riguarda l'autore. Dopo aver completato la trilogia, purtroppo è venuto a mancare nonostante la "giovane" età di cinquant'anni. Peccato, perchè i primi due suoi libri li ho davvero apprezzati e ci lascia con un'eredità dei soli tre romanzi. Infatti "Uomini che odiano le donne" è il suo primo lavoro e mi fa apprezzare che le cose migliori lette ultimamente riguardano autori alle prime armi.
Ho letto anche,da qualche parte, che verrà realizzato il film su questo libro: ulteriori soldi agli eredi, e purtroppo avendo già letto il libro non mi ispirerà ad andare a guardarlo. Il libro nelle parti migliori è introspettivo e conoscere Lisbeth senza aver la possibilità di approfondire il suo modo di pensare la sminuirà di certo, soprattutto per il fatto che sono convinto che buona parte del successo dei romanzi sia per merito della sua caratterizzazione.
Ritengo che la prossima opinione tratterà del seguito, ma trovo difficoltà a mettere insieme utili informazioni senza svelare nulla di questo romanzo che ribadisco nuovamente essere completamente auto conclusivo.
Ormai Natale si avvicina e per coloro che amano regalare libri mi sento in tutta franchezza di consigliarlo come strenna per voi o per i vostri amici. Credo di avervi dato le corrette informazioni su ciò che vi troverete all'interno delle sue pagine e se credete che sposi i vostri o gli altrui gusti allora cosa aspettate?

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Commenti su questa Opinione
Francesco_19

Francesco_19

07.01.2012 21:05

Se vi è piaciuto leggete anche il bellissimo A PRIMA VISTA di Stefano Zeppilli, un autore esordiente. L'ho recensito pochi giorni fa. E' un libro ricco di suspance.

figliadlelvento

figliadlelvento

22.01.2011 16:22

bellissimo!!

sazzy

sazzy

13.01.2011 18:13

Eccellente!

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