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Uomini che odiano le donne (Stieg Larsson)

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Opinione Diamante

Inizia l'avventura di Lisbeth e Mikael

5  28.08.2009 (23.04.2010)

Vantaggi:
Lisbeth, avvincente e mozzafiato, le ambientazioni nordiche, caratterizzazione dei personaggi

Svantaggi:
nessuno

Consiglio il prodotto: Sì 

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forrestgump75

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In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 64 utenti Ciao

Chi mi conosce un pò qui su ciao sa che personalmente, salvo qualche rara eccezione non amo particolarmente leggere i thriller. E ancor meno amo le saghe, preferendo quelle storie che si esauriscono in un unico libro.
Ma Stieg Larsson, morto prematuramente poco dopo il suo clamoroso boom letterario, è riuscito a farmi ricredere in entrambi i sensi. E così eccomi qui a raccontarvi l'affascinanante e ipnotico UOMINI CHE ODIANO LE DONNE. Un libro che desta una voracità famelica di pagine nel lettore, sono ben 670 ma si divorano in maniera implacabile; nell'attesa di leggere gli altri due capitoli della Trilogia Millennium e, perché no, anche di provare a vedere la recente trasposizione cinematografica di questo primo libro.
Siamo in Svezia, Mikael Blomkvist è un integerrimo giornalista di economia e finanza prima free lance, ma da qualche tempo redattore capo e socio di MILLENNIUM, una piccola e agguerrita rivista indipendente.
Uomo piacente che ha da poco passato la quarantina, separato e padre di una figlia adolescente; la principale predilizione professionale di Blomqvist sta nel denunciare e mettere alla berlina coi suoi articoli le beghe più losche del mondo finanziario svedese: Corruzione, frode, traffici illeciti e/o discutibili. Ma Mikael non è mai stato tenero nemmeno con tutti quei colleghi giornalisti che, anziché svolgere una funzione sociale di denuncia come da sempre tenta di far lui, si mostrano compiacentemente asserviti ai potenti della finanza e dell'economia.
Alla vigilia di Natale però, ecco arrivare sulla sua testa una condanna a tre mesi di reclusione più una salatissima multa per diffamazione nei confronti dell'intoccabile magnate Wennestrom e del suo impero finanziario.
L'impossibilità a provare le accuse portate avanti nel suo articolo, costano infatti una deleteria perdita di credibilità tanto al giornalista quanto a Millennium. E così di comune accordo con Erika Berger, direttore del giornale, migliore amica di Michael e sua amante di lungo corso; questi decide di cambiare aria per un pò, chiamandosi fuori dal polverone sollevato dal suo articolo e dalla successiva condanna, nella speranza di garantire almeno la sopravvivenza al suo giornale.

Henrik Wanger è un vecchio ex magnate dell'economia, che ormai da tempo vive ritirato a Hedeby , un'isola - villaggio soltanto all'apparenza ridente e tranquillo. L'isola è quasi per intero posseduta dal clan dei Wanger. All'interno della numerosissima famiglia si diramano sottili e pericolose alleanze, rivalità e intrigli per ottenere il controllo del loro impero finanziario; per la verità da un pò di tempo a questa parte, da quando da quando Henrik per l'appunto ha deciso di ritirarsi dagli affari affidandone la gestione al nipote Martin. in palese affanno. Martin è volenteroso questo è innegabile, ma non esattamente uno squalo del settore e appare totalmente incapace di risollevare le sorti delle industrie Wanger.
Ciò che da il tormento ad Henrik da più di quarant'anni, e che l'ha progressivamente spinto a ritirarsi appunto a vita privata, è la misteriosa scomparsa della nipote Harriet, sorella di Martin. Capire cos'è successo il giorno della festa di mezza estate del 1966 è stato per quarant'anni il cruccio e l'unica occupazione dell'anziano industriale: al punto che gli altri membri della famiglia sono portati a considerarlo ormai soltanto il passatempo ossessivo di un vecchio incapace di rassegnarsi al destino. Ma il fatto vuole che di Harriet non venne mai ritrovato il corpo, e quel giorno abbandonare l'isola causa un incidente avvenuto sul pontile era proibitivo; non si venne mai a conoscenza delle reali circostanze in cui scomparve. E anche se le sue indagini ormai da tempo si sono arenate ad un punto morto, Henrik è ancora fermamente convinto che fu qualcuno della sua famiglia a ucciderla e farne sparire il corpo.

Attratto dal clamore mediatico suscitato dall'affare Wennestrom; tramite l'avvocato di famiglia Dirk Frode, henrik organizza un incontro con Michael per proporgli un lavoro.
Stabilirsi a Hedeby per un anno, per scrivere la storia della famigla Wanger sin dagli albori del clan. Questo quantomeno, è l'incarico ufficiale che giustificherà la sua presenza nell'isola agli occhi degli altri membri della famiglia. Mikael dovrà in realtà sopratutto indagare sulla scomparsa di Harriet, cercando di far luce su questo indistricabile mistero.
Mikael tentenna sin da subito di fronte a tale proposta. Lui è un giornalista non certo un detective, e Hedeby non è sicuramente il posto più confortevole dove trascorrere un anno intero della propria vita, sopratutto d'inverno per le sue rigide temperature; è in ultimo ha ancora i tre mesi di detenzione della condanna da scontare, presumibilmente in primavera.
Il risoluto Henrik Wanger però riesce a prevenire e controbattere ogni sua obiezione, e a porre sul piatto della bilancia la contropartita giusta che porterà il giornalista ad accettare l'impossibile incarico. Non tanto e non solo un compenso faraonico; ma sopratutto la promessa che ad indagini concluse, anche se queste non dovessero condurre ad alcun risultato concreto, Henrik offrirà a Mikael le prove giuste per inchiodare Wennestrom a quelle accuse che finora il giornalista era stato incapace di dimostrare.

Lisbeth Salander è una ragazza "strana e insolita", che lavora da indipendente per un'importante ditta investigativa: la Milton Security.¨Piercing e tatuaggi riempiono a profusione il suo esile corpo da anoressica; e il suo aspetto fisico sembra più quello un'adolescente disadattata, che non quello di una donna di 25anni bisessuale.
Che poi disadattata Lisbeth in un certo senso lo è realmente. Complice un'infanzia difficile, per via della malattia degenerativa della madre che l'ha portata sin da bambina ad essere sottoposta a dei tutori legali. E anche adesso che ha ormai raggiunto l'età adulta i servizi sociali tendono a limitare la sua autonomia mantenendola ancora sotto tutela legale, per via della sua natura aggressiva e spesso anche violenta, della sua indole asociale che le crea non pochi problemi a relazionarsi con gli altri, il suo profondo senso del rancore che la porta sovente ad essere vendicativa.
Ma Lisbeth non è soltanto una ragazza difficile. Ha anche delle doti fuori dal comune. È un hacker sopraffina, non esistono computer e hard disk ai quali non riesca ad accedere; anche le sue capacità investigative, che beneficiano senza dubbio dei suoi "crimini" informatici, sono fuori dal comune. Le basta pochissimo tempo per riuscire a scoprire qualsiasi informazione sul più riservato e oscuro dei personaggi su cui le viene chiesto di indagare. In aggiunta a ciò ha anche una spiccata memoria fotografica
Non ama parlare di se, e si chiude a riccio se qualcuno prova a far breccia nel suo mondo.Prova una forte repulsione per le forze dell'ordine, dalle quali preferisce tenersi costantemente a debita distanza. Ma ancor più forte è la repulsione che prova verso gli uomini sadici e masochisti che esercitano violenze e prepotenze sulle donne. Ogni qualvolta ne incontra uno per la sua strada, si risveglia in Lisbeth un'implacabile sete di "vendetta".
E l'immagine triste che viene fuori della Svezia al riguardo, anche coi dati statistici che Larsson riporta all'inizio di ogni capitolo, è quello di un paese in cui le violenze sulle donne (spesso impunite) sono all'ordine del giorno. Un paese sorprendentemente e deprimentemente misogino, in cui più che una cultura nordica sembra quasi dominare una concezione "islamica" delle donne. Ma questa è solo una mia osservazione personale che spero non finisca con l'offendere qualcuno.
Tornando a noi, sarà proprio Lisbeth la chiave che darà un'importante svolta alle indagini di Mikael. Anche se preferisco non svelare le circostanze che daranno il via al loro incontro e alla loro collaborazione.
Insieme i due scopriranno che il mistero di Harriet è ben più fitto di quello che sembrava inizialmente. Non stanno "semplicemente" indagando su una sedicenne scomparsa nel nulla nel 1966. Il mistero è ben più ampio. Siamo forse in presenza di due generazioni di sadici serial killer che operano in Svezia, mai scoperti e indisturbati, sin dal 1949. E sullo sfondo del loro crimini incombono le tetre ombre della violenza sulle donne, del fanatismo religioso con ripetuti riferimenti al libro Bibblico del Levitico e dell'estrema destra nazista svedese.

Qui mi fermo e anche se la mia narrazione ai più potrà esser sembrata lunga, vi garantisco che ho semplicemente "introdotto" quelle che sono le figure e i personaggi chiave del romanzo. Senza svelare il benché minimo dettaglio delle pieghe che assumeranno la storia e l'indagine. Questo lo lascerò senz' altro scoprire a voi.
Perché, parliamoci chiaro e senza troppi giri di parole, ci troviamo al cospetto di un grandissimo libro. Un giallo raffinato e elegante, ma al tempo stesso ad altissima tensione e ricco di imprevedibili colpi di scena.
Le suggestive e affascinati ambientazioni Nordiche poi, costituiscono a loro volta un autentico valore aggiunto alla bellezza di questo libro.
L'altro valore aggiunto, quello più forte e dominante, è l'innegabile fascino e carisma esercitato sul lettore dalla figura di Lisbeth. Malgrado anche quello di Mikael, non eroe ma comunque uomo puro e "senza macchia", sia un bel personaggio; è lei l'autentica eroina del libro.
Uomini Che Odiano le Donne, malgrado costituisca come dicevo all'inizio della mia opinione il primo capitolo di una trilogia, è una storia auto concludente; ha un suo inizio e una sua fine. E questo, per chi come me non ama molto le saghe che obbligano il lettore ad aspettare mesi e mesi il capitolo successivo per sapere come prosegue il tutto, è un vantaggio non indifferente.
Lettura imperdibile a 5 stelle a mio avviso.

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Sabry90

Sabry90

21.10.2011 22:29

Libro eccellente, buona opinione!

rapidella

rapidella

14.03.2011 19:11

Mi è piaciuto molto questo libro, non posso dire altrettanto degli ultimi due.

opera2007

opera2007

23.04.2010 16:55

Anche questa l'avevo già valutata.

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