Su di me:Credo che sia arrivata l'ora: durante l'ultimo mese ciao non mi è mancato, e questo ritengo un segno...
Iscritto da:21.06.2004
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A Natale dell'anno scorso ricevetti da parte di una mia carissima amica un regalo a me molto gradito: un libro. Non che mi piacciono tutti i libri, ho gusti difficili, ma preferisco un libro in generale ad ogni tipo di cioccolatini, che non mangio, o profumi, che non uso. Se poi è anche una scelta fatta conoscendo i gusti della persona amica, è il regalo più bello che io possa desiderare. Chi mi conosce sa quanto amo gli usi e le tradizioni in generale, che vado a ricercarli ovunque mi trovo nel mondo, per non parlare delle usanze della mia terra d'adozione.
Durante i tanti anni che vivo in Sicilia ho partecipato a innumerevoli matrimoni, qualcuno della "Catania bene", dove sfarzo e dimostrazione di presunta ricchezza sono l'unico pensiero. Altri, in paesi dell'interno siciliano (come Nicosia, San Fratello, Agira e Cerda) e su due isole minori (Linosa e Lipari), dove costumi e tradizioni ancora oggi hanno grande importanza. Ma nonostante ciò non avrei mai potuto cogliere la completezza dell'iter matrimoniale siciliano, rispettato ancora fino a poco tempo fa e in rari casi ancora oggi, se non avessi letto il libro del quale vi voglio parlare:> Usi Nuziali e Mangiar di Nozze in Sicilia < di Giuseppe Coria.
Con le parole "Il matrimonio, fin dai tempi antichi, ed in ogni religione, ha avuto come scopo ultimo le perpetuazione della vita, attraverso l'unione dei due sessi per procreare figli..." prende inizio un affascinante percorso che termina con il "Mangiar di Nozze". Il libro suddiviso in tre parti è piccolo di formato (perfettamente "tascabile" per letture sotto l'ombrellone, nel treno o nell'aereo) e di volume (solo 96 pagine), contiene però anche delle fotografie di copie di sposi e corredo d'epoca e di disegni descrittivi delle ricette.
1° parte - USI NUZIALI IN SICILIA
L'età matrimoniale (degli futuri sposi): "Fimmina a diciottànni, o la mariti o la scànni." (proverbio) Lo sposo era "al punto giusto" verso i ventotto anni, una volta assolto il servizio militare.
La conoscenza (il cosìdetto 'nguaggiu): La madre del ragazzo metteva gli occhi su una ragazza non forestiera (che singifica tutt'ora in Sicilia dello stesso paese, per non dire dello stesso quartiere) e dello stesso rango sociale. Il contatto con la madre della ragazza avveniva con una scusa qualunque e ricevuto il consenso le due donne mettevano su carta la "minuta", ovvero l'elenco della dote da dare ai rispettivi figli.
La vagghiàta (o stimatùra della dote): Trattasi della revisione della minuta stilata da parte delle consuocere alla combinazione del matrimonio, che sarà rettificata su base delle possibilità economiche delle famiglie. Così il corredo della biancheria ragazza sarà composto da tre, sei, otto o dieci pezzi per ogni voce. L'estimo si effettuava nella casa della futura sposa alla vigilia delle nozze e a conteggio compiuto si decideva l'importo in unzi che il futuro sposo doveva mettere come dote.
Le nozze: I matrimoni non si svolgevano mai a Maggio o Agosto, sempre di Domenica o in coincidenza di feste patronali o principali. La spiegazione per questa usanza ci da già Ovidio, che visse 2000 anni fa. Gli antichi Romani commemoravano i loro defunti prima a Maggio (quando ebbero il calendario di 10 mesi) e poi ad Agosto (quando il calendario romano fu portato a 12 mesi). L'abito della sposa non era sempre bianco. Nell'ottocento in diverse città siciliane si usavano anche altroi colori, come il vestito celeste a Terrasini o il giubbettino bianco su una sottana celeste a Milazzo. Le tradizioni legati alle nozze in Sicilia erano tantissime e diversi per luoghi: a Mazzara del Vallo si gettò frumento sugli sposi, a Modica si usava spargere del vino davanti all'uscio di casa. Al pranzo di nozze partecipavano un poeta, che declamava versi, ed i suonatori, che accompagnavano le danze. A termine della festa i sposi furono portati da tutti gli invitati , illuminati dalla luce delle fiaccole, fino a casa per rimanere finalmente soli. In molti paesi era usanza che la madre della sposa preparava il letto, svestiva la sposa e rimaneva nella stessa casa per tutta la notte per eventuali "bisogni" della sposa.
La fuitina: Nel caso due giovani si piacevano e si innamoravano, per potersi sposare fra di loro, ricorrevano in molti casi alla fuitina. Ciò significa che fuggivano insieme, stabilendo prima data e luogo e aiutati spesso da una parente o amica, mettendo i genitori davanti al fatto compiuto. Il tempo "stabilito" per regola non scritta era, che i due innamorati rimaneva insieme per tre giorni, tempo sufficiente per consumare il matrimonio. Seguivano immediatamente le "nozze riparatori", ma se un giovane ci avesse ripensato si poteva considerare potenzialmente morto.
Superstizioni: La Sicilia è piena di credenze per ogni fase della vita ed ogni situazione, molti riguardano le diversi fasi del matrimonio; qui un esempio: Nella casa della fidanzata si deve spazzare sempre e spesso, per evitare che due fuscelli di paglia si mettano a croce.
2° parte - MANGIAR DI NOZZE
Il "Mangiar di Nozze", da sempre ed ovunque punto centrale di grande importanza della giornata del matrimonio, non e legato a specifici piatti. In ogni paese e regione usa di scegliere per questo giorno piatti tra le migliori espressioni gastronomiche della tradizione locale, combinando dei menu ricchi con piatti elaborati.
Gli Antichi Romani mangiavano un minestrone di farro accompagnato da pane di farro, preparato dalle Vestali. Il farro era già alloro simbolo della fecondità per la sposa, dal quale la cerimonia della nozze prendeva il nome: "conferreatio".
Nei secoli il "banchetto da sposi" diventava sempre più importante, a tal punto di assumere lo stesso significato della parola "nozze". Infatti, si usava dire "fecero tante nozze" (ovvero un grande pranzo).
Il primo piatto era sempre il più importante e succulento, e fra tutti non mancavano mai le arancine di riso, la pasta al forno e "i macrrùna di siti al ragù" (ovvero"maccheroni di fidanzati"). Tra i secondi di carni pochi piatti di carne bovina, più comune carne ovina e immancabile il pollame. Nei paesi di montagna si usava cucinare capretti ed agnelloni interi al forno, nel Modicano si preparavano le galline ripiene. Al primo posto la carne di maiale, presente in forma di gelatina e ragù, costate e costolette, e ovviamente salsicce di ogni misura in grande quantità. Il tutto accompagnato dai contorni di stagione, come carciofi arrostite, asparagi selvatici e caponate. La quantità dei dolci dipendeva dal ceto sociale della famiglia, partendo dei generici come cotognata, fichi secchi e mostarda fino ai dolci della stagione: cannoli di Carnevale, 'mpanatigghi nella Quaresima, la cassata della Pasqua ed i dolci natalizi, quali pignulata, nucàtuli, mustazzòla e tanti altri.
Al termine del banchetto si usava ballare fino ad arrivare al taglio della torta; il significato simbolico di questo taglio da parte della sposa aiutata dallo sposo rappresenta la perdita dell'illibatezza della donna.
3° parte - ANTICHE RICETTE NUZIALI IN SICILIA
Questa parte riporta dettagliatamente tante ricette per primi e secondi piatti, dolci, altre portate (contorni ed insalate) per finire ai vini "d'altri tempi". Per gli amanti della cucina tradizionale e delle ricette particolari questo libro vale oro, è una raccolta di piatti prelibati, che si preparano in parte ancora oggi nelle case siciliane per i giorni di festa e che si possono assaggiare anche in qualche trattoria sul nostro territorio.
Non sto qui ad elencare tutti, ma vi do qui la mia scelta personale per un menu nuziale siciliano: - Pastizzu di cavatéddi cavàti - Cunìgghiu all'aurudùci - Bucciddàti di casa
Descrizione dei piatti del menu qui sopra: 1° piatto - Pasticcio di pasta (specialità agrigentina): involucro dolce con ripieno salato di cavateddi di ragù di carne, piselli in umido, rigaglie di pollo e dadi di caciocavallo; 2° piatto - Coniglio all'agrodolce: coniglio tagliato a pezzi rosolato in olio con aceto e miele cotto unitamente ad una caponata di cipolla, sedano, olive verdi, carota, pepe e peperoncino e servito con chicchi di melagrana; personalmente preferisco accompagnare il coniglio con l'insalata d'arance (arance e cipolla tagliati a fettine, con qualche chicco di melagrana); Dolci - Buccellati di casa: biscotti farciti con fichi secchi, uva passa, mandorle tostate, noci e miele aromatizzati con cannella, vaniglia, e chiodi di garofano;
Personalmente preferisco il vino della Solicchiata, zona situata sulle falde occidentali dell'Etna, dove il sole da all'uva una particolare carica. Il vino di questa zona si trova anche imbottigliato, ma io lo vado a prendere sfuso con la damigiana: senza aggiunta di zuccheri mantiene il suo gusto naturale, leggermente aspro e adatto ad un menu dolce-salato.
L'AUTORE: Giuseppe Coria, nato a Vittoria nella provincia di Ragusa nel 1930 e scomparso nel 2003, era figlio di una nobile famiglia di viticoltori. Lui amava descriversi "Vignaiolo" e ha dedicato grande parte della sua vita allo studio delle tradizioni e del folklore della sua terra, nonchè alla gastronomia. Coria apparteneva ai grandi giornalisti della gastronomia, era membro dell'Accademia Italianadella Cucina, dell'Associazione Nazionale dei Giornalisti Enogastronomie e del urismo e della Federation Internationale de la Presse Gastronomique Vinicole e Touristique. Scrisse fra tanti altri libri anche: >Profumini di Sicilia - i piatti di carne bovina e ovina<, >Diavoli e diavolerie in Sicilia< e >Profumi di Sicilia - il libro della cucina Siciliana<.
IL LIBRO: > Usi Nuziali e Mangiar di Nozze in Sicilia < Edizione: Cavalotto - Catania Pagine: 96 Formato: 11,5x16 1° edizione: anno1994 - Ristampa: 1995 2° edizione: 1997 - Ristampe: 1999, 2001, 2005 Prezzo: € 11.00 Acquisto online: www.cavallotto.it
Troppo forti gli usi nuziali..... mi ricordo che una mia amica di Cinisi mi spiego tutti i preparativi del suo matrimonio.... addirittura lì il matrimonio si programma all'atto del fidanzamento!!!!
iliana. Un rituale esaminato in tutte le sue fasi e negli elementi caratterizzanti: "l'età matrimoniale", il "nguaggiu", la "vagghiata", ma anche nell'aspetto fondament...
23.11.2006 18:23
Molto, molto interessante. Lo leggerò, se un giorno dovessi decidere di sposarmi.....
02.11.2006 15:46
Troppo forti gli usi nuziali..... mi ricordo che una mia amica di Cinisi mi spiego tutti i preparativi del suo matrimonio.... addirittura lì il matrimonio si programma all'atto del fidanzamento!!!!
05.09.2006 14:18
Anche a me piacciono questi libri...