Come è nel mio stile non perdo tempo a delineare la trama o i personaggi ma vado all'essenza del film e ad illustrare le impressioni che mi ha suscitato. In particolare ho notato una serie impressionante di parallelismi tra questo film fantapolitico e la nostra storia reale. Le poche critiche che ho da fare le anticipo al resto.
Premetto che non conosco il fumetto originale da cui il film è stato tratto e dunque non so giudicare quanto la pellicola sia stata fedele alle strisce. Quel che so è che certi toni fumettistici si apprezzano chiaramente nel film: l'eroe mascherato è un incrocio fra Batman (il rifugio segreto sotterraneo, colmo di cimeli e meraviglie) e Zorro (i pugnali e la V lasciata come marchio) e volendo potremo aggiungere anche qualche superpotere alla Superman (le mutazioni nel sangue che lo salvano dal virus, la resistenza all'incendio). Allo stesso modo sono eccessivamente da eroe dei fumetti le scene di combattimento, che da Matrix in poi sono tutte un po' influenzate da quello stile alla "Morpheus" e dai proiettili (o coltelli, in questo caso) al rallentatore con l'aria che turbina intorno... mancavano giusto i vari swish, argh, sgozz e szock in sovraimpressione!!!
Queste naturalmente sono le critiche ma i pregi del film le controbilanciano appieno.
Innanzitutto la tematica portante: creare ad arte il caos e poi presentarsi come fautori dell'ordine, facendosi consegnare dal popolo non solo il potere ma ciò che vi è di più prezioso nell'uomo: la sua libertà di pensiero, parola e azione. Non è certo una tematica nuova nè questo film la rende meglio di altri ma è un bene che in un mondo dove la gente pensa sempre meno con la propria testa qualcuno ricordi cosa può succedere se tutti deleghiamo le nostre libertà in cambio di "ordine" e tranquillità. E' già successo in passato: in Italia l'era fascista, in Germania il Nazismo, in Russia il regno del terrore di Stalin e potrei continuare ad libitum.
Quei modelli di dittatura oggi sono inconcepibili e obsoleti ma c'è un nuovo tipo di dittatura, più subdola, più ipocrita e non meno pericolosa... quella mediatica. Alcuni autori furono profetici a riguardo: il richiamo a 1984 di Orwell in questo film è evidente e l'alto Cancelliere è solo un altro nome per il Grande Fratello. Oggi la libertà di pensiero è in pericolo perchè c'è chi controlla le informazioni sulla base delle quali noi formuliamo i nostri pensieri. Il parallelismo (1°) con gli USA è evidente: in America un presidente è stato rieletto, ha mosso una guerra ancora in corso e riottenuto il consenso perduto perchè la gente ha creduto alle armi di distruzione di massa di Saddam (mai trovate) e perchè ha vissuto per la prima volta uno scenario di guerra sul suo territorio... quel famoso 11 settembre che ha cambiato la storia planetaria. Ma (e veniamo all'inquietante interrogativo che si pone a un certo punto l'ispettore di polizia nel film) se i terroristi non esistessero? O meglio: se fossero creati dal governo stesso a suo personale tornaconto?
E non c'è solo il terrorismo delle bombe di cui aver paura, c'è quello biologico, che può fare molti ma molti più morti. Anche qui mi è balzato alla mente un evidente parallelo (2°) con l'AIDS, un virus molto probabilmente costruito ad arte in laboratorio e sfuggito poi di mano (fino al 1981 non esisteva nulla di simile nella virologia planetaria) e che oggi frutta alle case farmaceutiche che producono gli antiretrovirali miliardi e miliardi di dollari di fatturato. Parallelo che nel film è tanto più evidente quando ci si riferisce alle epidemie come castigo di Dio per i deviati (cosa purtroppo realmente detta quando l'HIV colpì inizialmente gli omosessuali e i tossicodipendenti)
La gente ha paura di tutto questo e pur di evitarlo si consegna, quasi senza accorgersene, al novello Hitler di turno (3° evidente parallelo quando l'esercito marcia quasi col passo dell'oca durante un discorso del cancelliere) e al suo regime di coprifuoco, polizia segreta, censura ecc.
Tuttavia non è una bella morale che il rimedio a tutto questo siano le bombe, anche se distruggono i palazzi con la finalità di distruggere le idee nefaste che vi si annidano.
La violenza chiama violenza e far sfociare una rivoluzione in una sommossa non è mai un qualcosa da augurarsi o men che meno da prefiggersi.
La madre di tutte le rivoluzioni, quella francese, per quanto animata da nobili ideali, finì nel sangue e nel periodo del terrore per poi concludersi con Napoleone, cioè di nuovo con una dittatura.
Non mi piace dunque l'idea della violenza nobilitata in virtù del suo fine: la violenza è comunque deplorevole e non è il solo mezzo con cui condurre una rivoluzione: Gandhi non ci ha proprio insegnato nulla?
Detto questo il film è meritevole d'esser visto, non foss'altro che perchè suscita tutti questi spunti riflessivi.
Buona inoltre la fotografia, gli effetti speciali e la colonna sonora.
Ottime le doti interpretative della protagonista femminile e splendido il doppiaggio italiano di Vi.
Due chicche:
1) Vi sta per vendetta ma anche per 5 in numeri romani, come la cella del protagonista e come il 5 novembre, data rievocata nel film.
2) La frase contenente solo parole che iniziano per V, in latino, incisa su uno specchio in casa di Vi
31.10.2006 13:45
Ottima opinione. Ciao
28.04.2006 09:51
Vorrei votare vostra visione: valutazione volentieri veritiera!
27.04.2006 16:44
ottime riflessioni!