V per Vendetta (James McTeigue Usa/Ger 2005)

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V per Vendetta (James McTeigue Usa/Ger 2005)

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Vittoria, Violenza, Vendetta, V come V

5  28.06.2006

Vantaggi:
trasposizione curata del fumetto, accattivante, interessante e coinvolgente

Svantaggi:
non ne ho trovati .

Consiglio il prodotto: Sì 

zodiacus

Su di me: Penso proprio che a breve torno. Ho fatto incetta di DVD, quindi spero di recuperare =P MSN:zodzodia...

Iscritto da:15.04.2006

Opinioni:47

Fiducie ricevute:20

In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 32 utenti Ciao

Non è propriamente una novità del cinema, ma è comunque uscito da pochi mesi. Probabilmente tra poco arriverà anche la versione in DVD che mi accaparrerò. Si tratta di "V per Vendetta", celebre film ispirato al fumetto di Alan Moore e David Lloyd.
Si tratta quindi di una trasposizione cinematografica di un fumetto da parte del regista J. McTeigue e adattata dai fratelli Wachowski, celebri per aver lavorato nella trilogia di Matrix. Solitamente creano un po' di problemi queste trasposizioni perché spesso e volentieri si perde il significato che originariamente aveva questo prodotto. V per Vendetta, il graphic novel (romanzo a fumetti) era indubbiamente un fumetto fantasioso, ma che non lesina una denuncia grave ai regimi totalitari che si erano sviluppati tempo fa.
Riesce a non snaturare il fumetto? Prima di dare la risposta a questa domanda iniziamo ad analizzare un po' questo film.

V è un fantomatico personaggio che va in giro mascherato da Guy Fawkes, un noto bombarolo che si era già schierato contro il sistema totalitario che vigeva in Gran Bretagna e che fu giustiziato 30 anni prima rispetto al presente del film. Il film è difatti ambientato in una Londra futuristica del 2030, futuristica, ma non così tanto tecnologicamente evoluta come ci si potrebbe immaginare. Il regime impone controlli delle comunicazioni, campi di concentramento, sperimenti su persone, libertà personale molto limitata. Non ultimo tutti gli individui che vivono in questa Gran Bretagna sono controllati a vista da telecamere a circuito chiuso. Il tutto rende un'atmosfera decisamente oppressiva che richiama molto il famoso libro "1984" di George Orwell, famoso scrittore inglese che tramite metafore criticò aspramente i regimi totalitari sviluppatisi nella prima parte del secolo scorso (nota: Se siete interessati all'argomento procuratevi anche "La fattoria degli animali" sempre di Orwell, in cui la critica aspra viene rappresentata in modo figurato ed accattivante).
Il governo è rappresentato da una schiera di persone, delle quale si conosce molto poco, tranne le loro azioni e il loro modo di governare molto rigido e assoluto. Queste sono Adam Sutler, Lewis Prothero e infine il capo della polizia Creedy. Questi personaggi rappresentano in maniera fisica ciò che sta uccidendo la libertà individuale degli abitanti inglesi riducendoli a delle semplici forme di vita che vivono la loro quotidiana routine. Sono le persone contro cui V combatte.
Ma chi è V? Una maschera dal ghigno inquietante, una maschera da cui non traspaiono emozioni, ma solo la forza delle parole che spesso sono pronunciate
Fotografie per V per Vendetta (James McTeigue Usa/Ger 2005)
V per Vendetta (James McTeigue Usa/Ger 2005) Fotografia 974663 tb
Poster
in forma arcaica, ma decisamente raffinata da ascoltare e particolarmente coinvolgente. Una maschera che non ha volto, che non viene giustamente svelato nemmeno nel finale. Una maschera che non può che rappresentare ogni singola volontà di ogni individuo oppresso dal regime totalitario, una maschera che è impossibile da dimenticare.
V è tutto questo, ma probabilmente anche di più. Chi interpreta V, anche senza farsi mai vedere, è Hugo Weaving, il famoso "Agente Smith" di "Matrix" o anche "Elrond" de "Il signore degli Anelli". E stavolta non lascia intravedere nemmeno il volto, ma si ripaga con una interpretazione eccellente, in cui da veramente il meglio di sé.
Grazie ad un ottimo doppiaggio poi, rende ancora meglio nella sua stravagante semplicità. V difatti è capace di uccidere con il sorriso, senza mai perdere la calma anche nei momenti di difficoltà. Perché combatte in qualcosa in cui crede ciecamente.
Le sue azioni sovversive, la sua mentalità, il suo modo di agire rendono V un personaggio per cui parlano le parole e i fatti e trovo splendidamente affascinante il fatto che in una società dell'apparire come quella attuale il suo volto rimanga ignoto per tutta la durata del film. Il suo modo di agire è teatrale, lascia su quasi tutto ciò che tocca un velo di magia ed è facile osservare come sia mentalmente e fisicamente sovraddotato. Non in possesso dei classici poteri da supereroe, ma in grado di agire al momento giusto e sfruttare le sue doti.

V è l'indiscusso protagonista del film anche se è accompagnato da una Natalie Portman che firma anch'essa una delle sue migliori prestazioni nei panni di Evey, fanciulla alla ricerca di una propria identità, in qualcosa in cui credere e magari per cui combattere. E miglior mentore di V non può trovare. Perché V ha indiscusso fascino e carisma. E' accattivante anche nei momenti in cui si dovrebbe dubitare della sua etica, ma è al tempo stesso romantico e dolce. E' maledettamente bastardo quando toglie ad Evey ogni sua certezza, quando la fa sprofondare nel buio più assoluto, ma solo per farla rialzare e per farle raggiungere il suo apice, proprio come vuole il detto "non si può risalire se prima non si è toccato il fondo".
Evey è una ragazza che vive nel suo piccolo mondo, formato dal lavoro, dal tragitto che deve fare per arrivare alla sede lavorativa, una persona purtroppo svuotata del suo ego e impoverita di ogni volontà. Questo finchè non incontra V, che le fa cominciare un feroce e cruento viaggio interiore, che le fa sbriciolare i suoi dubbi, derivanti dal regime assoluto in cui vivono.
Questo viaggio termina con la rasatura a zero di Evey e con il risveglio sotto una scena altamente evocativa come quella di una N.Portman, tutt'altro che deturpata nella sua bellezza, che alza le braccia al cielo sotto la pioggia dopo aver compreso il tipo di insegnamento impartitogli da V.
Quasi potrebbe correre un'analogia con tutti noi che ci vediamo il film, per capire, per provare a comprendere come mai V agisce, talvolta, in maniera così cruda e violenta.

Nel film dopo la conoscenza tra V e Evey, inizia il lavoro del fantomatico protagonista che tenta in ogni modo di scardinare le certezze di questo regime. Si comincia a delineare una trama decisamente più complessa di una banale vendetta e rivendicazione. Si vengono a scoprire i vari nodi che legano ogni personaggio facente parte dell'elitè a V, come per esempio i vari esperimenti su cavie umane. Ogni modo di uccidere risulta vagamente esaltante e soprattutto riesce ad agire in quel modo con una semplicità e una scanzonatezza quasi inaspettata.
V per Vendetta. Forse un titolo quasi sbagliato, dato che proprio il protagonista durante il film si spiega, a volte con dei lunghi monologhi (sempre interessanti e mai noiosi), dando la sua accezione e dando il suo perché ad ogni sua azione.

In sostanza è un buon film? Decisamente molto buono. Probabilmente se avete già letto il fumetto potrete notare diverse differenze, tra cui la mancanza di alcuni personaggi o l'uccisione di V da parte dei soldati invece che da parte di Finch oppure il fatto che Prothero, il membro dell'elitè, il famoso predicatore della televisione, non è ucciso nel fumetto, ma distrutto nella mente.
Tutto ciò però non deve trarre in inganno, si tratta di un lavoro decisamente buono e nonostante ci siano i fratelli Wachowski che potrebbero portare il film sul genere dell'azione, quest'ultima rappresenta solo una parte, perfettamente integrata, di tutto ciò che è l'intreccio principale.
Di film tratti da fumetti ne ho visti tanti, ma questo è probabilmente uno dei migliori riusciti. Facciamo qualche esempio: Barman Begins è diventato una mezza delusione, il fumetto trattava molto di più l'introspezione psicologica di B.Wayne così come il suo viaggio interiore.
Il recente Sin City ha fatto scalpore per il suo stile noir e curato, ma francamente mi è mancato un po' di concretezza e pertanto son rimasto deluso. O ancora i Fantastici 4, Hulk, tutti film che invece hanno solamente fruito di una buona dose di effetti speciali, ma che son risultati alquanto inutili e vuoti.
A parte il messaggio, la morale trasmessa, questo è un film che integra bene le parti action, comunque necessarie per la progressione della trama, con quelle parti molto più introspettive che trovano il culmine nella prigionia di Evey.
Teatrale, scenografico e profondo: in tre aggettivi ecco come si presenta agli occhi dello spettatore, ecco come ci fa immergere in questa storia a sfondo sociologico, ma mai noiosa. Interessante soprattutto per chi vuol provare a vedere un fumetto anche in un'ottica diversa da "è per bambini".
Non deve trarre assolutamente in inganno il fatto che il film sia una commistione di generi e che utilizzi sovente effetti speciali, quelli servono in particolar modo a caratterizzare nel modo migliore possibile il protagonista V, come il discorso iniziale con Evey durante le spettacolari e pirotecniche esplosioni che danno inizio alla vicenda.
Può far storcere il naso che l'amore tra Evey e V non rimanga completamente platonico, ma forse è stata proprio intenzione di Moore renderlo terreno, renderlo tangibile. Ai posteri l'ardua scelta se ha fatto bene o meno.
La colonna sonora inoltre è perfetta, perfettamente adeguata ai ritmi dei film, mai troppo presente e mai poco. Integrata quindi a tutto lo svolgimento della storia. Specie nella fastosa e spettacolare scena finale raggiunge il suo apice e quindi riesce a coinvolgere ancora di più lo spettatore.


Per chi fosse anche interessato a leggere l'opera originale consiglio di scegliere una tra le tante edizioni che ne sono uscite. E' difatti disponibile sia in versione economica da 5.90€, pubblicato da PMA Intermedia, oppure in allegato a La Repubblica a 9.90€ (potete richiederlo al vostro edicolante di fiducia se non sbaglio) oppure nelle edizioni da fumetteria che variano da 17€ o 25€. Particolare attenzione va fatta se si sceglie l'originale in bianco e nero oppure la versione, comunque ben curata, a colori.

La domanda che ci si può porre alla fine del film è se è giusto o sbagliato usare anche la violenza nonostante il fine sia elevato, come quello di liberare un popolo dall'oppressione. La risposta a questa domanda è ovviamente insita in ognuno di noi. Un'idea me la sono fatta, ma francamente spero di non trovarmi mai in una situazione simile dopo che il 1900 ci ha mostrato di cosa sono capaci i regimi totalitari.
Vorrei chiudere quindi con una citazione dal film:
"Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo. I governi dovrebbero temere il popolo".
Onore a V, un uomo che era solamente un'idea.

Una scheda in breve:
Titolo: V per Vendetta
Regista: J. McTeigue
Sceneggiatura: Andy e Larry Wachowski
Soggetto originale: V for Vendetta di A. Moore e Llyod.
Durata del film: 132'
Cast:
V: Hugo Weaving
Evey: Natalie Portman
Ispettore Finch: Steven Rea
Adam Sutler: John Hurt
Creedy: Tim Pigott-Smith
Lewis Prothero: Roger Allam
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Commenti su questa Opinione
konan23

konan23

27.01.2010 03:31

Ottima opinione!!!

konan23

konan23

27.01.2010 03:31

Ottima opinione!!!

Cassandra68

Cassandra68

11.03.2009 12:39

:-))) bacini cassandre.

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