Opinione su "Valencia"

pubblicata 05/05/2006 | ClarissaDalloway
Iscritto da : 07/10/2005
Opinioni : 52
Fiducie ricevute : 150
Su di me :
Buono
Vantaggi Una città a misura d'uomo, piacevole-piacevole, contaminata da un passato di "invidiabili" invasioni.
Svantaggi Attualmente in fase di ristrutturazione.
Eccellente
Bellezze naturali
Ospitalitá
Attrazioni
Gastronomia
Efficienza trasporti pubblici

"NON APARCAR. AVISAMOS GRUA"

Libero il letto dai cuscini, dispongo con cura maniacale indumenti su indumenti, folle parodia di un confronto alla americana, per osservare, ponderare, cambiare ma soprattutto abbinare…Canale 501, previsioni meteo 24 su 24, garantisce tempo variabile, possibili precipitazioni, temperature comprese tra i 9 e i 18 gradi. Grazie colonnello, penso che consulterò la fattucchiera sotto casa, per un secondo parere.
Confessione n.1: sono in partenza. Per dove? Valencia, Spagna, Europa , Mondo - nel caso voleste scrivermi -. Volo Vuelin (http://www.vueling.com), partenza ore 17:20 Milano Malpensa Terminal 1, arrivo previsto per le 19:15 di Valencia Manises. 'Fortuna che volo, albergo, orari e percorsi sono stati rispettivamente acquistati e pianificati dall'uomo di fiducia, Richard, responsabile - in tutti i sensi - del viaggio. E proprio insieme a Richard arrivo a Malpensa, dove "recuperiamo" gli elementi mancanti del gruppo, Anne e Jordi, "Piacere, Clarissa", "Piacere mio"…e le solite formalità, ticket, check in, scansioni, controlli, spogliarelli - via chiavi, monete, cinture e monili -. Imbarco.
Confessione n.2: adoro volare. Una volta "accaparrato" il posto finestrino per quanto mi riguarda i problemi sono finiti, mentre intorno, passeggeri guardinghi tentano vanamente di controllare angosce, stringono le loro cinture fino a diventare violacei e aggrappati al sedile borbottano agghiaccianti litanie…

Atterraggio in perfetto orario, l'aeroporto "work in progress" ricorda set hollywoodiani, mi guardo intorno mentre "l'uomo responsabile" cerca un taxi…e non si tratta di un qualsiasi taxi, o meglio non si tratta di un taxista qualsiasi. Un autentico stereotipo del latino: camicia sbottonata, petto villoso esibito con orgoglio e là, sotto la coltre scura, l'immancabile crocifisso dorato. Toglietevi dalla testa i modelli D&G "ispanico - siculi", il nostro "taxi driver" ha già passato da un pezzo la cinquantina, e ricorda parecchio quei padri di famiglia con clava alla mano e fucile a canne mozze sotto il letto. Però canta…«aaaaaahhh, aaahhh, aah corazon espinado, aaaaaahhh, aaahhh, aah como me duele el amor». Un lungo canto che ci accompagna fino all'albergo, per 8,5 Km.

Hostal Antigua Morellana (En Bou n.2 - 46001 Valencia, Tel/Fax 96 391 57 73), pieno centro, piccolo palazzo di tutto rispetto, recentemente ristrutturato, reso ancor più accogliente dalla gentilezza del personale - conduzione famigliare - per di più economico (camera singola con bagno 35 € a notte), ma soprattutto ordinato e pulito.
Resto immobile almeno 5 minuti filati a contemplare il mio regno per i prossimi tre giorni. Una camera spaziosa, luminosa con tanto di balconata…Certo in albergo si trascorre sempre il minor tempo possibile, tuttavia considerando terrificanti precedenti in ostelli spagnoli al limite della legalità, mi sembra necessario rispettare un minuto di silenzio. Più tardi accenderò un cero votivo.

Usciamo a sera tarda, la città è in fermento…Per un attimo ci illudiamo che i raggianti fuochi d'artificio siano in nostro onore. "Grazie mille Valencia, non era necessario, o forse sì…", poco dopo scopriamo che si festeggia il Santo patrono, San Vincenzo martire. Se il Italia - parlo per il nord - festività analoghe si riducono a fiere caotiche, in Spagna, a Valencia, il giorno di San Vincenzo corrisponde alla terza festività religiosa in ordine di importanza con tanto di recital sui sagrati delle 15 parrocchie, deliri di celebrazioni, processioni infinite, il tutto organizzato da simpatiche matrone in pizzo nero, fiere consorelle di antichi ordini, o confratelli barbuti in abito scuro.

Incuranti del clima febbricitante, cerchiamo un locale e ordiniamo paella. Lasciateci essere scontati, sono almeno quattro mesi che ne parliamo. La cameriera preoccupata per l'attesa ci propone qualche antipasto, diversi assaggi di "non si capisce cosa", illustrati nei particolari per circa 10 minuti. Piccolo particolare: nessuno intende una parola, e tutti gli amici guardano me, convinti che le sei ore di lezione di spagnolo prese tre mesi prima abbiano sortito l'effetto desiderato. Così mi metto a spiegare, diciamo pure ad inventare cercando di guadagnare tempo. Bisogna pure salvarsi la faccia, no?

La mattina seguente, dopo una breve sosta a "Il Tempio del Caffé" per il peggior caffé della mia vita - e io che credevo nella tradizione latino-americana -, prediamo il bus n.35 dalla pizza principale e raggiungiamo in pochi minuti la meta vera e propria del nostro viaggio: la Ciutat.
La Città delle Arti e della Scienza, ossia l'ambizioso progetto per conferire pregio alla già pregevole Valencia, un meraviglioso complesso architettonico concepito dal genio del concittadino Santiago Calatrava, i cui lavori hanno avuto inizio nel 1996 e saranno conclusi definitivamente entro il 2007. Definita come città nella città, sorge lungo l'originario letto del fiume Turia, oggi prosciugato e divenuto sito perfetto per sperimentazioni, oasi verdi, centri culturali.
La Ciutat occupa circa 350.000 mq, con i suoi cinque "palazzi", El Palau de les Arts Reina Sofía (ancora in costruzione), L'Hemisfèric (una sorta di "occhio", all'interno un apparato a metà strada tra il cinema ed il planetario, con proiezioni a 360 gradi), L'Umbracle (zona di accoglienza, comprende inferiormente gli spazi per il posteggio delle corriere mentre superiormente ospita un accattivante giardino), El Museu de les Ciències Príncipe Felipe (Museo della Scienza e della Tecnica) e L'Oceanogràfic (cito dalla guida «Il più grande acquario d'Europa, un impressionante parco oceanografico all'aria aperta posto su di una superficie di 100.000 mq. Al suo interno sono rappresentati tutti i differenti habitat marini di mari e oceani attraverso più di 40.000 specie diverse […]»).
Wow, mi sento Uma Turman in "Gattaca - Le Porte dell'Universo"!

La scelta cade appunto sull'Oceanogràfic. Una giornata davvero incredibile.
Per la prima volta l'architettura con la A maiuscola sposa l'ambito scientifico in modo completo e assoluto. Gli edifici sono appunto annoverati come i massimi esempi di "architettura organica" quella le cui forme suggeriscono la destinazione, l'impiego, la funzione. Basta uno sguardo alle imponenti strutture per comprendere, come talvolta è sufficiente osservare la copertina di un libro per iniziare ad assaporarne i contenuti.

L'ultimo giorno, come è giusto che sia è riservato alla città vera e propria.Una sorta di mosaico, forse ricco affresco nel quale ogni strato rimanda a periodi distinti. Dal lontano, lontanissimo II secolo a.C. - 138 a.C. anno di fondazione firmata Roma -, passando per la decadenza dell'Impero - III sec d.C -, al V secolo con il passaggio dei Visigoti e poi nel 700 degli Arabi e dei Berberi fino alla rinascita con il mito, con El Cid. Queste nozioni le ho apprese dopo, al mio ritorno, perché quasi sempre preferisco sapere soltanto il necessario dei luoghi che vado ad "esplorare", il che mi offre la possibilità di ragionare liberamente, sfruttare le mie conoscenze, oppure, nel caso specifico, "captare" tutte le varie contaminazioni.
Camminando per le strade di Valencia, con lentezza, sotto il primo sole tiepido della stagione, si assapora il ritmo di un modo di vivere completamente diverso. I colori, gli odori, il suono delle parole intorno…Emerge il desiderio di confondersi tra la gente, seguirla, unirsi al calore delle loro risate. Il Mercato Generale, con la struttura sfacciatamente liberty, quello del Cotone, convertito - per una volta con eleganza - in centro commerciale, la maestosa cattedrale, da visitare in rigoroso silenzio, domandandosi tra sé e sé di fronte ad uno degli altari più celebri "ma sarà davvero quello il calice dell'Ultima Cena?"
Wow, mi sento come Harrison Ford in "Indiana Jones e l'Ultima Crociata"!

E si fa sera. La città accende tutte le sue luci, i locali si animano. Ancora mi stupisco dell'abilita di questo popolo - quello spagnolo in generale - capace di creare un ambiente caldo e accogliente disponendo di una stanza quadrata, un secchio di vernice rossa, e un lampadario di design. Cena a base di tortillias, ristorante incredibile; atmosfera retrò, stucchi azzurri alle pareti, tavoli di legno, tovaglia di carta sulla quale si è invitati a disegnare - i lavori degni di nota saranno appesi -, cameriere da urlo. Lo battezzo Paco e l'addio è straziante - per me soltanto, purtroppo -…Amor de mi vida!
Wow, sento l'atmosfera di Hable con Ella!

Ed è già tempo di tornare…

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Commenti su questa Opinione

  • ariachiara pubblicata 03/04/2009
    Strepitosa opinione...Valencia mi aspetta!
  • lunarosa1968 pubblicata 04/04/2008
    BELLISSIMA OPINIONE, MOLTO SIMPATICA!!!
  • babaco pubblicata 18/11/2007
    Ho riletto questa opinione solo al ritorno, volevo vedere senza ricordare. Tu il primo sole di Maggio, io l'ultimo di Ottobre. Fuochi d'artificio anche per me, la sera dell'arrivo, eppur nessuna festa grande e popolare. Tu l' Oceanografic, io il Museo de las Ciencias Principe Felipe (non sono riuscita a tradire i pesciolini di Genova con la concorrenza!). Ma Paco non l'ho trovato.. ;-)
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Su Ciao da: 18/07/2000