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Van Gogh. Il sublime pittore del sensibile (Pierre Leprohon)

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!!!!Vincent Van Gogh!!!!

5  21.02.2008 (17.04.2008)

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Inizio con un verso appartenente ad una lettera di Vincent Van Gogh:

"E il mio scopo nella vita è fare quadri e disegni, più e meglio che posso; poi, al termine della mia vita, spero di andarmene ricordandoli con amore e tenero rimpianto e pensando: Oh, i quadri che avrei potuto fare!"


Vincent van Gogh
Lettera 338
19 novembre 1883

PREMESSA
Non sono una appassionata di arte moderna, amo di più l'impressionismo, il realismo, e lo stile liberty. Non parlo del classico in quanto studiando storia dell'arte ovunque c'è un rifacimento dello stile classico. A dire il vero, mi concentro di più su cosa abbia ispirato l'artista, cosa lo porta a dipingere determinati soggetti, cosa lo ispira, quindi il più delle volte tendi a spulciare la loro vita e si nota che la maggior parte di loro hanno avuto periodi traumatici durante l'infanzia, o fatti, azioni che lo portano a scaturire una emozione che si rifletterà sulla stessa opera.
Per citarne alcuni: Caravaggio quando fu accusato di aver assassinato un uomo, passa dallo stile classico e semplice, molto luminoso ad uno stile molto più cupo buio quasi angosciante, tanta era la paura e la rabbia di essere catturato e arrestato per un omicidio mai commesso.
Klimt rispecchia in molti quadri il dolore per la scomparsa del fratello oppure amava tanto il corpo femminile, e non riusciva a trovare la naturalezza di tale corpo in nessuna modella, questo lo portava al punto di dover andare a letto con tante donne per poi raffigurarle nei suoi schizzi mentre riposavano sul proprio letto, ormai stanche quindi del tutto naturali.
Vi cito questi perché molto famosi ma in realtà io mi vorrei soffermare sulla storia di Van Gogh, uno degli artisti più popolari, chiunque di voi lo avrà studiato a scuola anche perché è il pittore che ha affascinato una gran parte di noi, forse perché anche lui nella sua breve vita è stato tormentato da innumerevoli tristi vicende.


LA VITA:

La sua vita sembra quasi un romanzo, con una fine tragica e se si vuole, quasi assurdo. Molti di voi conoscono alcune di queste vicende, Van Gogh che si taglia un orecchio per portarlo ad una prostituta; Van Gogh che cerca di uccidere il suo caro amico Gauguin; Van Gogh che mostra evidenti segni di disturbi mentali, e questo lo porterà ad un ricovero in ospedale, ma questo non lo aiuterà, infatti dopo una prima ripresa e quindi torna a dipingere nella quiete di Auvers, improvvisamente Van Gogh si spara e muore.
Aggiungiamo anche che era povero, non riusciva a vendere nessuno dei suoi quadri e come altro ingrediente commovente in questa sua misera vita ci mettiamo anche le cure che suo fratello Theo gli dava, e che morirà a un anno distanza da lui.
Con tutti questi elementi sembra quasi di parlare di un libro che narra la storia di un personaggio mai esistito, ed anche per questo che Van Gogh è uno dei pittori più conosciuti, perché la sua storia incuriosisce, rende le persone quasi tristi nel pensare quanto deve aver sofferto questa persona, ed è anche questo che ci fa immaginare Van Gogh prima come personaggio, e poi come un pittore rivoluzionario.
Lo chiamo pittore Rivoluzionario, perché proprio grazie a lui ed altri personaggi come Cézanne, Gauguin e Seurat, ha contribuito in maniera determinante a superare l'Impressionismo e a gettare le basi dell'arte moderna. Questa rivoluzione, azionata da Van Gogh porta le sue opere ad un costo elevatissimo e le fanno amare da molti.


COSA E' L'IMPRESSIONISMO E LA RICERCA DELL'IMPRESSIONISMO PER VAN GOGH

Vincent van Gogh come ho detto prima è uno degli artisti più noti e amati dal grande pubblico. Non si riesce a rimanere indifferenti davanti ai suoi dipinti carichi di colore e di movimento.
Figura portante dell'arte dell'800 e precursore insieme a Cézanne e Gauguin, al superamento dell'impressionismo, facendo in modo che molti grandi artisti in futuro avrebbero seguito le sue mosse.
All'inizio della carriera Vincent van Gogh è attratto dalla vita dei contadini, dal loro lavoro, prende anche come soggetto i minatori, ma la cosa che più gli importa è dimostrare il dramma che la povera gente deve affrontare per vivere. I toni di questi quadri sono cupi e vanno schiarendosi a contatto dell'ambiente parigino.
Van Gogh quindi inizia col tranne spunto dall'impressionismo, insieme a Cezanne e Gauguin, e per impratichirsi, tutti e tre, con il colore usano il soggetto della natura. Usa come molti contemporanei del suo periodo, il "puntinismo" di Seurat e Signac, di cui è buon amico. Van Gogh rielabora il tutto in maniera personale sviluppano in maniera originale una nuova pittura.
Per questo artista la natura era un elemento di scaturire tante emozioni, capace di risvegliare sensazioni e sentimenti ogni volta nuovi ed inespressi in passato, infatti durante il periodo in cui si trovava ad Arles, gira in continuazione tante strade, e cerca paesaggi come campi coltivati, colline battute dal vento, cipressi, uliveti, casupole, fienili appollaiati tra i prati, che gli portino queste sensazioni, per poterle poi trasportare sulla sua tela. Nei suoi quadri cercherà di raffigurare queste strade in tutta la loro intensità distaccandosi completamente dalla sua visione personale, così facendo il quadro cercherà di raffigurare le reali sembianze che il luogo ci mostra.
Il canto della natura in un linguaggio mai raffigurato prima: L'opera impressionista è un canto dove il paesaggio raffigurato compare ogni volta con diverse tonalità, diversi movimenti, diverse note ma sempre in armonia con tutto il contesto. Un continuo crescendo e diminuendo di mutevolezza "dell'attimo" in cui si percepisce l'emozione propria di quel piccolo lasso di tempo - importantissima - e che non deve andare perduta.
L'Impressionismo non può essere riassunto perchè è un movimento, che per essere capito a fondo, deve essere analizzato profondamente in ogni suo aspetto. L'impressionista può prevedere, dal lato tecnico ed illustrativo, l'opera portata a termine, ma non conoscerà mai, in precedenza, il suo risultato emozionale finale.
Il Movimento impressionista lo possiamo definire come un avventura artistica, del tutto nuova, che mette fine alle ricerche dell'Ottocento. Lavorare all'aria aperta per riportare sulla tela tutti gli aspetti del mondo che circonda l'artista, cioè oltre al solito schematico paesaggio, anche la luce, il movimento e soprattutto l'attimo. La luce viene creata con accostamenti di macchie di colore, preparate sulla tavolozza e mai sfumate sulla tela, mentre il movimento della gente o degli elementi naturali, non è creato soltanto da un insieme di chiaro-scuri ma con l'aiuto dei diversi "attimi", ripresi nelle varie che la natura assume in più momenti della giornata, compresi quelli estremamente piccoli. Osserviamo l'autoritratto di Van Gogh in primo piano notiamo che contiene molti attimi. Mettiamolo a confronto con una comune fotografia che riprende esattamente tutte le caratteristiche di movimento in un determinato lasso di tempo, in cui l'atteggiamento di ogni singolo organo risulta in armonia con tutto l'insieme.
Con L'Impressionismo cambia il concetto della tonalità: è l'iride che riunisce i colori frammentati sulla tela e, questo concetto rimane ormai un principio di base della pittura moderna. Da qui nasce l'assoluta libertà di accostamento di macchie di colore piccole o grandi e la capacità di trasformarsi in una gradevole composizione al di la della tematica.
In pochi altri artisti la vita fu tanto legata all'arte, ma oltre le vicende tragiche dell'esistenza, contano le opere. Van Gogh ha preparato trent'anni di pittura; quel che presentiva, s'è avverato. Partito dall'Impressionismo, intesa la lezione dell'Oriente per l'impiego dell'arabesco disegnativo e delle preziosità coloristiche, egli si riallaccia al movimento romantico, ma lo supera per l'esasperata intensità della visione. Egli non rompe i ponti con il Naturalismo, ma va oltre; le sue magnifiche allucinazioni, che non preludono in nessun modo e in nessun momento all'arte astratta, aprono la via all'Espressionismo. Egli ne è il fondatore primo o, come dicono ora i nuovi savi, il maggior colpevole.


BIOGRAFIA:

Vincent van Gogh nasce nel 1853 a Groot Zundert, nel Brabante settentrionale.
È figlio di un pastore protestante. Ma ancora non è tempo di pittura: la natura, per Vincent ragazzo solitario è uno spettacolo sublime, che nelle sue passeggiate vuole già condividere con il fratello Theo. .Questa frase, se viene letta bene e scandagliata a fondo dà l'idea di ciò che van Gogh si proponeva di conseguire: il Bello.
Significa ricercare il nucleo centrale di ogni cosa, la bellezza, che non può che corrispondere alla bontà, all' essenza, all' amore.
- Nel 1869 Vincent van Gogh è all'Aia, dove lavora presso la succursale della galleria parigina Goupil. Comincia ad interessarsi all'arte.
- Nel 1875 viene trasferito alla sede centrale di Goupil, a Parigi. Ma, in piena crisi religiosa, dopo un anno si licenzia. Va a vivere a Ramsgate (Londra), e poi a Isleworth, dove diventa aiuto predicatore di un pastore metodista.
- Nel 1877 Van Gogh parte per Amsterdam, deciso a studiare teologia. Respinto agli esami di ammissione, si iscrive a una scuola per evangelizzatori. Parte, quindi, per il Borinage, una regione mineraria del Belgio meridionale, dove pensa di dedicarsi ai poveri.
- Nel 1879 ottiene un breve incarico a Wasmes, ma il suo fanatismo religioso non piace ai superiori, che non gli rinnovano il mandato. Realizza i primi disegni di poveri e minatori. Lui stesso vive in grandi ristrettezze. Theo, che lavora da Goupil a Parigi, gli invia aiuti economici.
- Nel 1880 Vincent van Gogh si iscrive all'Accademia di Bruxelles.
Si trasferisce all'Aia, dove prende lezioni di pittura dal realista Mauve.
Alla fine del 1883 torna in famiglia, a Nuenen. Qui allestisce uno studio e tiene lezioni di pittura. Dipinge scene di vita contadina e operai al lavoro, che culmineranno nell'opera I mangiatori di patate (1885).
- Nel 1886 è a Parigi, dove segue i corsi di Cormon e diventa amico di Toulouse-Lautrec e Bernard. Tramite Theo, conosce gli altri artisti impressionisti. Conosce Paul Gauguin, colleziona stampe giapponesi e dipinge all'aperto con Bernard.
- Nel 1887 van Gogh organizza al Café du Tambourin la mostra del gruppo "du petit boulevard", con Gauguin, Bernard. Si dedica a ritratti e paesaggi.
- Nel 1888 comincia ad attirarlo il Sud della Francia. Si stabilisce ad Arles, in Provenza. Progetta di costituire una comunità di artisti: quello che chiama "atelier del Sud".
Affitta la "Casa gialla", immortalata in alcune tele.
Con insistenza propone a Gauguin di raggiungerlo al più presto, allo scopo di dare vita a una sorta di comunità artistica. La convivenza dei due artisti dura alcune settimane, a causa dell'incompatibilità di carattere e della crescente instabilità psichica di Vincent. Dopo un tentativo di aggressione e la decisione di van Gogh di tagliarsi l'orecchio, Gauguin torna a Parigi. Van Gogh cade in grave crisi depressiva. Viene ricoverato presso l'ospedale di Arles.
- Nel 1889 van Gogh viene internato nel manicomio di Saint-Rémy. Qui dipinge scorci del giardino, cipressi e oliveti. Le ultime opere vengono esposte al Salon des Indépendants a Parigi.
A Bruxelles espone con il Gruppo dei XX. Il critico Albert Aurier nel 1890 scrive entusiasticamente su di lui sul "Mercure de France". Espone nuovamente al Salon des Indépendants.
- Nel 1890 Vincent esce dalla casa di cura, ma le condizioni psichiche sono sempre delicate.
Theo desidera averlo più vicino a sé. Così, alla fine di Maggio, Vincent si trasferisce ad Auvers-sur-Oise, presso il dottor Gachet. Si mette subito al lavoro. Sembra sereno. Ma il 27 luglio, colto da un'altra crisi, si spara un colpo di pistola.
- Vincent van Gogh muore due giorni dopo, il 29 luglio 1890. Ad assisterlo è Theo, che gli sopravviverà di poco.


MUSEI DEDICATI AI QUADRI DI VAN GOGH

Le sue opere importanti risultano suddivise tra numerosi musei sparsi in ogni angolo del globo.
Esistono due importante eccezioni: il Van Gogh Museum di Amsterdam e il Rijksmuseum Kröller-Müller di Otterlo. Sfortunatamente non sono ancora andata a vederli, in entrambi i casi si tratta di collezioni che si sono formate molto presto.
Addirittura, il Van Gogh Museum riunisce le opere pervenute all'ultimo successore di Van Gogh, Vincent Wilhelm, che le cedette allo stato olandese.
Oltre a questi, altri grandi musei europei e nordamericani conservano gruppi significativi di opere.


OPERE DI VAN GOGH

Donne che portano sacchi di carbone (1882)
Nel 1879 Vincent van Gogh, spinto da una forte vocazione religiosa, ottenne un incarico di predicatore dalla scuola metodista di Bruxelles e si recò nel Borinage, una regione mineraria del Belgio dove i lavoratori vivenano assai miseramente. Vincent aveva scelto di condividere pienamente la vita dei minatori, vivendo in una baracca, dormendo per terra e digiunando; ma a causa di uno zelo che rasentava il fanatismo, l'incarico non gli fu rinnovato.
Durante il periodo di permanenza nel Borinage, Vincent fece numerosi disegni dei lavoratori e la sua opera mostra l'intensità di chi aveva assistito di persona a tali scene.
Alla fine del 1881 Vincent si trasferì all'Aja, incominciando a prendere lezioni da Anton Mauve, suo cugino acquisito ed esponente di spicco della pittura europea. Vincent esegui sotto la supervisione di Anton i primi dipinti a olio e numerosi acquerelli. Il dipinto in questione risente, nella cromia e nello stile, dell'opera di Mauve, il quale, in accordo con i colori della terra olandese, accostava abitualmente grigi, marroni e bianchi sporchi.

Tessitore al telaio (1884)
Nel 1880 van Gogh, al culmine della delusione per l'esito della sua carriera di predicatore, camminò per quasi settanta chilometri per recarsi a Courrières a conoscere il pittore Jules Breton, uno dei paesaggisti di Barbizon, da lui particolarmente ammirato. Sconfortato dall'aspetto ordinato e borghese della sua casa, rinunciò infine a incontrarlo, ma il suo viaggio ebbe un risvolto inaspettato. Nel villaggio vide numerosi tessitori e fu colpito dal rapporto tra le grandi macchine e gli uomini al lavoro. Da queste osservazioni sarebbe derivata, a distanza di molti anni, una lunga serie di disegni e dipinti.
Nella tela in questione si scorge l'attenzione di van Gogh agli effetti di ombra che si insinua nelle varie parti del macchinario. Quest'ultimo non ha la consueta valenza negativa, di alienazione nel lavoro. L'artista vi scorge al contrario un significato positivo, nel connubio produttivo tra uomo e macchina, necessari l'uno all'altra, tanto che il tessitore, relegato in fondo al dipinto, ha una parte minore e il vero protagonista è il telaio stesso.

I mangiatori di patate (1885)
Si tratta del dipinto più importante del periodo olandese di Van Gogh, prima del suo trasferimento a Parigi.Con questo quadro il pittore vuole mostrarci la situazione economico-sociale di quel tempo.Singolare è la rappresentazione del volto e delle mani dipinti in modo caricaturale: con questo il pittore vuole esagerare e intensificare la realtà (la caricatura e la deformazione sono, infatti, un'esagerazione della realtà stessa, al fine di renderla più intensa).Il colore, che richiama le tecniche fiamminghe, è monocromatico; ciò fa sì che l'occhio non sia appagato ma percepisca la realtà attraverso l'interiorità di Van Gogh.

Paesaggio al tramonto (1885)
Il piccolo paesaggio venne dipinto a Nuenen, dove Van Gogh visse con i genitori. L'artista amava la campagna e si rifaceva alla gloriosa tradizione olandese della pittura di paesaggio, ma anche alla sua interpretazione modernizzata, fatta dagli artisti della "scuola dell'Aja". Il soggetto ha un apparenza casuale, addirittura banale, senza che nessun edificio significativo vi sia inserito.
La composizione è impostata con grande semplicità: lo spazio è diviso a metà dalla linea dell'orizzonte, sottolineata dalla fascia bruna del campo. La parte inferiore, più scura, è dominata dalla presenza centrale del fosso innevato, che introduce una nota luminosa; quella superiore invece, è giocata sul tono chiaro del cielo, la cui massa vuota è bilanciata dalle sottili e slanciate sagome degli alberi. Queti ultimi sono disposti, in modo asimmetrico, ai lati del fosso e ne risulta un'organizzazione degli spazi, dei pieni e dei vuoti, attenamente calibrata. Proprio dalla sua estrema semplicità deriva la suggestione dell'opera.

Natura morta con Bibbia e candelabro (1885)
Dipinse questa tela sette mesi dopo l'improvvisa morte del padre Theodorus, avvenuta il 26 marzo del 1885. Nella tela compaiono un romanzo moderno, una Bibbia aperta che occupa il centro del quadro e una candela spenta, elementi che si ricollegano alla tradizione del Seicento olandese e in particolare alla tradizione iconografica della vanitas. Pur ponendosi all'interno della tradizione storico-artistica, ne infrange gli schemi: vi è un ricorso al simbolismo personale che mira ad una ricostruzione della sua identità. Lasciandosi trasportare dal suo nuovo interesse per il colore e da una tecnica pittorica perfezionata nei suoi quattro anni di studio indipendente, Van Gogh istituì una serie di opposizioni tra grande e piccolo, aperto e chiuso, monocromo e colorato.
La candela spenta sta ad indicare la metafora comune della caducità dell'esistenza, ma anche l'assoluta sfiducia nei confronti di quella religione, nella quale Van Gogh s'era rifugiato negli anni precedenti.
In primo piano è raffigurato "La joie de vivre" di Émile Zola, uno degli autori preferiti di Vincent. L'opera rappresenta la conferma della modernità del suo autore: l'occhio dell'osservatore viene attirato dalla copertina gialla del romanzo moderno, come per sottolineare la tensione ideologica e religiosa presente tra Vincent e suo padre

Un paio di scarpe (1887)
Vag Gogh, nei primi anni di carriera, rapresentò spesso nature morte con scarpe, per esercitarsi e perché non aveva la possibilità di assoldare dei modelli da ritrarre.
Nonostante l'apparente banalità, l'opera dimostra con quanta attenzione Van Gogh seguisse gli sviluppi della pittura contemporanea. La composizione, resa dinamica dal taglio diagonale del piano del tavolo, è ulteriormente vivacizzata dalle pennelate veloci con cui è rappresentato il panno azzurro. L'artista cominciava a guardare anche agli impressionisti, con i loro colori luminosi e l'uso di inquadrature movimntate, non rigorosamente frontali. Rispetto al periodo olandese la cromia si è schiarita: all'azzurro è infatti abbinato un marrone chiaro e tocchi di bianco compaiono qua e là a rischiarare la superficie. Van Gogh presta notevole atenzione alla luce che rende mobili le superfici e che egli usa per descrivere alcuni dettagli, quali le stringhe attorcigliate, la pelle consumata, lo spessore dei chiodi della suola.

Il Restaurant de la Sirène ad Asnières (1887)
Il ristorante raffigurato è solo un pretesto utilizzato da Van Gogh per mostrare uno scorcio suburbano e per sperimentare le nuove tecniche apprese durante il soggiorno parigino.Vincent sì cimenta qui con uno dei soggetti tipici dei "pittori della vita moderna" scegliendo di rappresentare un luogo di ritrovo, colto in un momento di tranquillità; sembra di vivere l'atmosfera di un pomeriggio domenicale che tante volte Renoir e compagni avevano raffigurato. Pur dichiarando di non far parte del loro gruppo, Van Gogh aveva preso spunto dalla tavolozza chiara e dalla pennellata impressionista. L'uso del nero è ridotto al minimo e l'artista ricorre alle ombre colorate, ovvero a quella che era stata una delle maggiori innovazioni dell'impressionismo: ogni tinta si riflette sull'ambiente circostante e, di conseguenza, anche le zone scure non sono in realtà completamente buie.

Vaso di altee (1886)
Una volta trasferitosi a Parigi presso il fratello Theo, nel 1886, Vincent cominciò a dipingere una nutrita serie di vasi di fiori. Sin dalla prima metà degli anni '80 aveva inoltre iniziato a interessarsi alla teoria dei colori di Delacroix e a Parigi rimase particolarmente colpito dalle opere di Monticelli e dalle sue doti di colorista. Nel dipinto non emerge ancora l'influenza della pittura impressionista, che a Vincent inizialmente non piacque. In confronto alla tavolozza carica di Monticelli, quella di Monet e compagni, molto più chiara e luminosa, doveva apparirgli slavata.
Agli occhi dell'osservatore attuale, invece, il vaso di altee appare, proprio dal punto di vista cromatico, assai sobrio. Il rosso del tralcio più alto è infatti scuro, così come il verde delle foglie che fuoriescono dal bordo del vaso; anche i toni di quest'ultimo contribuiscono a dare all'insieme un tono di pesantezza, nonostante la presenza del fiore e degli boccioli bianchi e, soprattutto, del luminoso sfondo giallo verde.

Due girasoli (1887)
Inizialmente, sotto la fascinazione delle opere di Monticelli, Vincent aveva dipinto una lunga serie di nature morte con vasi di fiori. I due girasoli presentano una concezione assolutamente diversa: Van Gogh ha scelto di inquadrare soltanto le corolle, collocandole in primissimo piano, su uno sfondo azzurro. Ne risulta una visione di grande freschezza, che l'artista aveva creato contaminando idee preesistenti: da un lato, aveva trasferito sul soggetto floreale le sue nature morte di scarpe; dall'altro si era rifatto alle stampe giapponesi, che il pittore collezionava da tempo.
Il dipinto dimostra come Vincent avesse ormai assimilato diversi linguaggi e fosse in grado di padroneggiarli, usandoli in combinazione a proprio piacimento e creando in tal modo raffigurazioni nuove e personali.

Donna al Cafè Le Tambourin (1887)
Dipinta all'inizio del 1887, raffigura quasi sicuramente Agostina Segatori, proprietaria del Cafè ed ex modella di Degas; con lei Van Gogh (che le dipingerà un secondo ritratto) avrà una breve relazione finita tumultuosamente.
Influenzato dalle stampe giapponesi (sullo sfondo a destra si nota, appunto, una stampa di Kesai Ejsen), Van Gogh raffigura la donna seduta ad un tavolo del Cafè, con una sigaretta come abbandonata tra le dita, un boccale di birra davanti e lo sguardo perso nel vuoto, malinconico come non mai. L'atmosfera triste del quadro è accentuata dallo strano copricapo della donna, nonchè dallo sfondo cupo ancora legato al precedente periodo olandese del pittore. Sembra quasi voler comunicare la sensazione di abbandono e di confusione di numerose donne che, arrivate nella capitale con effimeri sogni di successo, si ritrovavano perse nella prostituzione o nell'alcool.

Giapponeseria: Oiran (1887) ,
L'apertura del Giappone all'occidente, a partire dal 1850, determinò una vera e propria invasione di arte orientale sul territorio europeo. Van Gogh si era avvicinato al mondo delle stampe giapponesi già durante il periodo olandese, ma il suo interesse crebbe una volta trasferitosi a Parigi, dove organizzò addirittura una mostra della propria collezione. Dalla copertina di un numero della rivista "Paris illustré", dove era riprodotta una figura in kimono, l'artista attrasse un quadro di dimensioni notevoli.
Vincent era diventato un vero fanatico di arte giapponese, tanto che il commerciante Bing, punto di riferimento per chi volesse acquistare arte orientale, gli aveva concesso libera circolazione anche in magazzino. Il Giappone arrivò per Vincent a coincidere con l'immagine di un mondo utopico, incontaminato, paradisiaco.

L'Italiana (1887) ,
Dipinto a Parigi in primavera - estate del 1887, raffigura Agostina Segatori, ex modella di Degas e proprietaria del Cafè Le Tambourin, con cui il pittore avrà una breve relazione rotta burrascosamente.
Nel dipinto Van Gogh sperimenta appieno quella tecnica impressionista appresa appena arrivato nella grande città. In particolare, è evidente l'influenza delle stampe giapponesi, che avranno su Van Gogh un'influenza determinante.
Grazie al legame con la Segatori, Van Gogh potrà esporre nella hall del Cafè Le Tambourin assieme ai colleghi Toulouse Lautrec, Emile Bernard e Paul Gauguin, formando il cosiddetto gruppo degli Impressionistes di Petit Boulevard, in contrapposizione agli Impressionistes du Grand Boulevard (Monet, Seurat, ecc.) che esponevano nella galleria del fratello Theo.
La Segatori posò per Van Gogh per un'altra tela (Donna al Cafè Le Tambourin) e quasi sicuramente per dei nudi. Quando il legame con la Segatori si ruppe, Van Gogh dovette introdursi nottetempo e furtivamente nel Cafè per recuperarvi le tele custodite.

Ritratto di père Tanguy (1887-1888) ,
Julienne François Tanguy era proprietario di un colorificio parigino. Van Gogh, ma come lui molti altri artisti dell'Impressionismo e del Post-impressionismo, si riforniva presso di lui.
Père significa padre, in francese ed era il soprannome di Tanguy, dovuto alla sua gentilezza e al suo spirito caritatevole, che lo spingeva ad acquistare i quadri degli artisti che altrimenti non potevano permettersi i materiali per dipingere.
Lo sfondo del quadro è composto da soggetti di ispirazione giapponista.

Il ponte di Langlois (1888)
Stile delle stampe orientali (di Hiroshige in particolare) che si deve la composizione e la gamma di colori di questa tela, che raffigura il ponte levatoio sul canale di Arles con delle lavandaie al lavoro in primo piano, mentre un piccolo calesse attraversa il ponte. Un piccolo filare di pioppi sullo sfondo a destra accentua notevolmente la profondità, ed i colori brillanti danno la lieta sensazione di un bel mattino di primavera-estate.
Van Gogh dipinse varie versioni di quest'opera (almeno cinque) con o senza lavandaie, o cambiando il punto di vista; innumerevoli, poi, i disegni o gli schizzi nelle lettere. Il ponte doveva il suo nome ad un vecchio guardiano, ma Van Gogh nelle lettere ne storpia il nome in Pont de l'Anglais.
Distrutto durante la seconda guerra mondiale, il ponte è stato ricostruito a scopo turistico nel dopoguerra, e poco lontano dal sito originale

I girasoli (1888)
I girasoli sono uno dei soggetti più celebri di Vincent, nonché uno dei suoi preferiti.
Tra i vari dipinti, ci sono tre versioni simili con quindici girasoli in un vaso, e due con dodici fiori in un vaso. Van Gogh dipinse il primo Vaso con dodici girasoli, che ora si trova alla e Neue Pinakothek di Monaco, in Germania, il primo Vaso con quindici girasoli, che ora è alla National Gallery di Londra, nell'agosto del 1888, durante la sua permanenza ad Arles, nel sud della Francia. Gli altri dipinti furono realizzati nel gennaio dell'anno successivo. Le tele misurano tutte The 93 × 72 cm. Una prima serie di quattro "Girasoli" era stata dipinta anche a Parigi, nel 1887.
Van Gogh iniziò a dipingere questi quadri a fine estate del 1888 e continuò durante l'anno successivo. Uno di essi andò a rallegrare la stanza dell'amico Paul Gauguin. I dipinti mostrano i girasoli in ciascuna fase della fioritura, dal bocciolo all'appassimento. Furono innovativi per l'uso dell'intero spettro giallo, anche grazie all'invenzione di un nuovo pigmento.

La Mousmé seduta (1888)
Il dipinto rappresenta una giovane ragazza di Arles, soprannominata dall'artista la Mousmé, dal nome di un personaggio del racconto Madame Crysanthème di Pierre Loti.
L'immagine è impostata in modo tradizionale, con la modella in posa contro uno sfondo monocromo; il suo abbigliamento diventa per l'artista pretesto per un gioco decorativo, con la lunga fila di bottoni rossi della giubba a righe verticali, che prolunga la nuvola dei grandi pois della gonna, che paiono galleggiare sulla massa scura. Van Gogh restringe la propria tavolozza a pochi colori, sapientemente usati e alternati sulla superficie; la sedia scura, con le sue forme curve e aeree, circonda la figura chiudendo lo spazio altrimenti vuoto sulla destra.

Seminatore al tramonto (1888)
Le raffigurazioni di soggetti campestri fu uno degli interessi di tutta la vita di Van Gogh, ispiratosi Jean-François Millet. Questo quadro fu dipinto in Provenza. Le raffigurazione di soggetto contadino furono al centro degli interessi di Van Gogh per quasi tutta la sua carriera.
Nel quadro Van Gogh si affida interamente ai colori; la tela è dominata da due tinte complementari: il viola del campo e della figura, contrapposto al giallo del cielo e delle spighe di grano. Gli abiti del seminatore hanno gli stessi toni della natura che lo circonda, con un'implicita identificazione; egli non è, però, al centro del dipinto, che è invece occupato dalla visione della sfera del sole, quasi accecante. L'andamento delle pennellate simula i raggi e anche il campo ha un andamento leggermente tondeggiante, come se dall'astro si sprigionasse una forza benefica, vivificante, che coinvolge tutto.

Salici al tramonto (1888)
Questo quadro è stato realizzato in Provenza. ha realizzato un'immagine di straordinaria forza, dotata di grande impatto emotivo. Una striscia azzurra centrale, contro cui si stagliano le sagome semplificate dei salici, sintetizzate in poche linee marroni, fa da spartiacque tra il cielo e il campo, due zone di colore caldo, cariche di rossi, arancio, gialli. Come nel seminatore al tramonto, il sole è un disco da cui partono lunghe striature di colore. A bilanciare la potenza di un simile cielo, Van Gogh ha dato largo spazio all'erba alta e secca del campo, inquadrata in primissimo piano. Sembra quasi di essere sdraiati nel prato, guardando verso l'orizzonte. Tra terra e cielo si frappongono i profili di tre salici spogli, disposti su una linea diagonale, che scandiscono l'immagine in modo ritmico.

Ritratto di Eugène Boch (1888)
L'opera doveva essere uno studio per "Il poeta contro un cielo stellato". Eugène Boch era un pittore scrittore belga che Vincent aveva conosciuto ad Arles. La fisionomia della artista è assai somigliante a quella reale, ma Van Gogh ne diede un'interpretazione in chiave simbolica. Vincent era molto interessato alle stampe giapponesi e vi si ispira per l'impostazione bidimensionale del ritratto. Il cielo notturno, punteggiato di stelle, dà all'immagine una atmosfera evocativa, acuita dal cerchio color ocra che, quasi fosse una aureola, circonda il capo di Boch. La figura, quasi interamente dipinta con toni caldi, sembra una specie di fiamma contro il colore freddo del cielo e il personaggio, dallo sguardo perso nel vuoto e l'aria malinconica, accentuata dalle pennellate che seguono la struttura delle ossa del volto, acquista in tal modo una strana vitalità.

Terrazza del caffè la seraPlace du Forum,Arles (1888)
Van Gogh dedicò diversi quadri a questo soggetto.Il dipinto è tra i più celebri di Van Gogh, che al caffè di Arles dedicò diversi quadri. La tela è animata dalla contrapposizione tra le superfici scure del cielo e degli edifici e il giallo brillante del locale, illuminato dalle lampade. A rendere l'immagine particolarmente affascinante è la prospettiva dell'inquadratura. Il primo piano è aperto verso lo spettatore, che ha la sensazione di incamminarsi lungo la strada acciottolata. Un gioco di richiami cromatici interni rende la visione armoniosa: il verde chiaro dei tavoli del bar è ripetuto nell'ambito della donna in piedi al centro, mentre il contrasto giallo-blu, che domina gli edifici, torna nel cielo stellato. La visione è completata dai personaggi che chiacchierano per strada o ai tavoli del caffè, che contribuiscono a rendere l'immagine allegra e animata.

Vaso di girasoli (1888) ,
I girasoli sono uno dei soggetti più celebri di Van Gogh, nonché uno dei suoi preferiti, rappresentati durante il periodo di Arles in oltre dieci versioni.
Vincent aveva cominciato a dipingere vasi di fiori sotto l'influsso delle opere di Monticelli, la cui cromia accesa aveva particolarmente colpito il pittore olandese. Van Gogh faceva ricorso anche al suo studio delle stampe giapponesi, come si evince dal contorno marrone marcato che ha la funzione di rendere le masse leggere e quasi elementi di un collage. Diverso è il discorso per i fiori, rappresentati attraverso tocchi più mobili, che seguono l'andamento di petali e foglie; i fiori acquistano in tal modo personalità, si animano, caricandosi di un significato simbolico, metafora della vitalità della natura. Il risultato finale è un'immagine vivace e gioiosa.

Ritratto di Joseph Roulin (1888)
Il postino Roulin fu uno dei migliori amici di Van Gogh ad Arles e uno dei più fedeli della sua vita. Andò a trovarlo in ospedale ogni giorno, in seguito al raptus durante il quale il pittore si era reciso l'orecchio e lo accompagnò a casa, una volta terminata la degenza.
Nel dipinto tornano alcune soluzioni già utilizzate per la Mousmé, quali il fondo monocromo fatto di tratti perpendicolari incrociati e la sedia dallo schienale arcuato. Esse sono però trattate in modo molto più abbreviato e sintetico e Vincent tende a eliminare ogni dettaglio secondario, concentrandosi soltanto sulle grandi superfici colorate. Le diverse parti di cui si compone l'uniforme sono delineate da spessi bordi neri, mentre, con una soluzione a contrasto, il rosa della pelle è vivacizzato da inserti rossi azzurri, che tornano a ravvivare anche la folta barba.

Ritratto di Millet (1888)
Raffigura il sottotenente degli zuavi Paul-Eugène Millet amico di Van Gogh ad Arles.Il sottotenente degli zuavi Milliet fu una delle persone con cui l'artista strinse amicizia ad Arles, dove si trovava in licenza, dopo aver combattuto nel Tronchino. Milliet era un artista dilettante e prese alcune lezioni di disegno da Van Gogh.
Lo zuavo è raffigurato a mezzo busto contro uno sfondo azzurro, dipinto in modo più libero rispetto ai ritratti della Mousmé e di Roulin. Anche Milliet è raffigurato in uniforme, sulla quale è appuntata una medaglia al valore. Van Gogh si concentra sul viso; descrive con attenzione le sopracciglia, la barba i lunghi baffi rossicci, le piccole orecchie a sventola, il naso. Il cappello storto dà al personaggio un'aria frettolosa, che ben si sposa con lo sguardo risoluto e l'espressione accigliata.

Les Alyscamps (1888)
Gli Alyscamps sono una necropoli di Arles, città del dipartimento delle Bocche del Rodano dove Vincent Van Gogh si recò spesso a dipingere nell'autunno del 1888, in compagnia dell'amico Paul Gauguin che qui lo aveva raggiunto con il proposito di creare un circolo di artisti.
Il quadro è parte di una serie di dipinti del pittore sullo stesso soggetto: il viale, in questa, viene ripreso da un inquadratura angolare che mette in risalto lo spazio prospettico che converge verso il punto in alto a destra della tela. Il viale alberato e la collina sulla sinistra, oltre al contrasto cromatico tra il viale ed il circostante giardino, accentuano la sensazione dimensionale che permea lo spazio pittorico dipinto da Van Gogh.

La casa gialla (1888)
Il soggetto del dipinto è uno scorcio di Arles, città nel dipartimento delle Bocche del Rodano, dove Van Gogh prese in affitto la casa ritratta al centro della tela in attesa dell'amico Paul Gauguin, con il quale avrebbe dovuto creare un circolo di artisti.
L'interno della casa è stato ritratto dal Van Gogh nella celebre La camera di Vincent ad Arles, mentre all'estrema sinistra della tela si intravede la piazza Lamartine, sede del caffè più volte da lui ritratto.

Il caffè di notte (1888)
Il locale raffigurato è il bar di Place Lamartine, ad Arles, di cui era proprietaria Madame Ginoux, ritratta in vari dipinti, tra cui L'Arlesiana.
I colori sono accesi e discordanti, danno una sensazione di disagio: Van Gogh infatti voleva esprimere la violenza delle passioni umane, che degeneravano soprattutto nei caffè. La scena è statica, manca la vivacità tipica di un locale pubblico: i personaggi raffigurati sono isolati, come chiusi in sé stessi.

La camera da letto (1888)
L'ambiente, un locale della "Casa Gialla" di Arles, piccolo edificio su due piani dove l'artista allora viveva e dove andrà a vivere anche Gauguin, è estremamente informale e naturale, con i tratti di una normale quotidianità, un letto rifatto, la finestra semiaperta, un tavolino da toilette con oggetti per la cura personale, lo specchio, l'asciugamano, una sedia accostata al letto, forse come comodino d'emergenza, quadri casualmente disposti, i ritratti degli amici Boch e Milliet, appesi alla parete in equilibrio precario. Il giallo solare e l'azzurro-violetto delicato e luminoso che costituiscono le tonalità cromatiche dominanti non riescono a rallegrare un ambiente che resta sostanzialmente claustrofobico, dove lo sguardo dell'osservatore è convogliato verso una finestra con le persiane chiuse, da cui nulla trapela della realtà esterna.
La forzata impostazione prospettica, che deforma con anticipazione espressionista lo spazio e gli oggetti, crea un angoscioso senso di instabilità, le due sedie vuote acquisiscono un profondo significato simbolico, metafora dell'attesa e dell'assenza, inconscio invito a sedersi rivolto ad un ospite che non c'è. Il quadro parla di aspirazioni semplici eppure irrealizzabili, di aspettative deluse, di incapacità di rapporti umani, di solitudine psicologica, di quella fatica di vivere.

La sedia di Gauguin (1888)
La sedia di Gauguin è elaborata. presenta tonalità scure, più cupe.La genesi del dipinto è legata ad un altro simile: La sedia di Vincent, dipinto nello stesso anno da Van Gogh, nel corso del suo soggiorno ad Arles. Qui, infatti, l'artista trascorse un periodo in compagnia dell'amico e pittore Paul Gauguin, durante il quale accarezzarono l'idea di formare un circolo artistico d'avanguardia, che avrebbe preso il nome di "Studio del Sud". In attesa di Gauguin ma anche in sua compagnia, Van Gogh si dedicò spesso alla raffigurazione di interni come La camera di Vincent ad Arles.
Rispetto a La sedia di Vincent, la seduta scelta per Gauguin è più raffinata, decisamente da salotto. Prevalgono qui tonalità più scure, nonostante le pareti siano di un delicato color turchese ed il tappeto adotti le tonalità del rosso e del giallo. Sulla seduta, vi sono una candela ed un libro.

L'Arlesiana (1888)
I colori forti e brillanti del dipinto sono caratteristici del periodo di Arles. La donna ritratta è Madame Ginoux, proprietaria di un bar dove Van Gogh si recava spesso.
L'artista realizzò il dipinto approfittando delle sedute di posa che Madame Ginoux concedeva a Gauguin, impegnato nella rappresentazione del locale della signora, per confrontarsi con un dipinto dell'amico.
Particolare è l'inquadratura, che taglia parte di uno dei libri posati sul tavolo e che sorprende la donna in un atteggiamento pensieroso, come una fotografia scattata a sua insaputa.

Spettatori nell'arena (1888)
È rappresentata l'arena romana di Arles,con un pubblico in subbuglio la Corrida.Il centro di Arles è dominato da un imponente arena romana, dove ancora oggi si svolgono le corride in estate. Van Gogh si recò a vederne una e rimase impressionato dallo spettacolo, e l'avvenimento divenne l'occasione per una delle rarissime scene di folla dipinte dall'artista. L'attenzione di Vincent è focalizzata sulle gradinate, l'artista non si sofferma a descrivere le persone singolarmente: ciò che lo interessava era trasmettere l'impressione della massa vociante. Van Gogh si avvicinò molto, in questo dipinto, alle soluzioni di Gauguin, arrivando anche a rinunciare alla sua cromia vivace, in favore di una quasi monocromia terrea, spezzata dai contorni neri con cui sono tracciate le figure.

La sedia di Vincent (1888)
La sedia di Van Gogh è semplice e senza pretese, una normale sedia di paglia su un pavimento dalle mattonelle rosse. La sedia di Van Gogh è eseguita con colori più chiari che suggeriscono la luce del giorno.Rispetto a La sedia di Vincent, la seduta scelta per Gauguin è più raffinata, decisamente da salotto. Prevalgono qui tonalità più scure, nonostante le pareti siano di un delicato color turchese ed il tappeto adotti le tonalità del rosso e del giallo. Sulla seduta, vi sono una candela ed un libro.

Donne bretoni (1888)
Il dipinto è una copia di un lavoro di Émile Bernard, guida del Sintetismo, che fu amico sia di Van Gogh che di Paul Gauguin. L'influsso di Bernard e delle sue teorie si nota nella linea di contorno accentuata, nelle campiture piatte e nei dettagli ridotti all'essenziale.
L'artista lasciò presto questo genere di pittura, perché contrario alle astrazioni: secondo il Sintetismo, infatti, il modo migliore per dipingere era basarsi sul ricordo e sulle idee, rifiutando la copia dal vero. Van Gogh, invece, preferiva ispirarsi direttamente alla natura e restare fedele al modello vivente. In una lettera a Bernard, esprime in modo brusco le sue opinioni: nonostante ciò, l'amico lo sosterrà e si prodigherà per far conoscere la sua opera

La Berceuse (1889)
Il dipinto raffigura Augustine Roulin, moglie

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dolcefatina83

dolcefatina83

17.04.2008 17:58

COPIATA

Gloris1976

Gloris1976

17.04.2008 00:17

Ed anche da qui //www.taozen.it/saggi/Vangogh.htm

Gloris1976

Gloris1976

17.04.2008 00:14

In parte copiata da //www.artdreamguide.com/adg/_arti/_v/_vango/arti.htm

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