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| Valutazione | 49 Opinioni |
Un film mostruoso
Vantaggi Bei costumi, immagini curate nei dettagli e Hugh Jackman più sexy che mai
Svantaggi Troppa carne al fuoco, e un’eroina che ancheggia su stiletto tacco 12 anche nei momenti di maggior pericolo
Dettagli
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Dracula, Frankenstein, Mr Hyde, l’Uomo Lupo… Chi manca all’appello? Alla Mummia il regista di Van Helsing, Steven Sommers, aveva già dedicato i suoi due precedenti film, e ci avrà dunque messo un bel segno sopra. Gli assenti, nella fattispecie l’Uomo Invisibile, il Mostro della Laguna Nera, il Mutante di Metaluna, Godzilla e King Kong, non si preoccupino: potrebbero trovare spazio in un secondo tempo di questo fumettone che recentemente ha riscosso discreta fortuna nelle nostre sale cinematografiche. Trattasi di un episodio particolarmente cruento nell’avventurosa vita di un cacciamostri di professione, tale Gabriel Van Helsing (figura liberamente ispirata a quell’Abraham Van Helsing che nel capolavoro di Bram Stoker è uno studioso di vampiri) qui interpretato dal testosterone dell’australiano Hugh Jackman. Ha un bel dire e ridire Sommers che ha scelto proprio il bel Jackman per la sua capacità di recitare con perizia anche i ruoli più dinamici: io dico che il ruolo dell’ammazzavampiri con la tendenza ad ululare alla luna gli spettava di diritto, dopo aver indossato i peli di Wolverine nell’altra saga del fumetto X-Men, non foss’altro perché con un personalino come il suo ha costretto molte delle mie consimili, io in testa, ad ululare verso il nostro satellite e verso lo schermo. Troviamo con lui anche la bellissima Kate Beckinsale nel ridicolo ruolo della principessa zingara Anne Valerius, una che percorre il cammino della vita a colpi di bacino e che più che a parole si esprime a gemiti. Un altro bel soggetto in questo film è l’affascinante Richard Roxburgh (già innamorato geloso di Nicole Kidman nel coloratissimo Moulin Rouge!) nel ruolo chiave Conte Dracula, a cui il nostro Van Helsing è legato da un oscuro passato. Finalmente viene concesso un po’ di spazio anche alle sue leggendarie tre mogli, interpretate dall’italiana Silvia Colloca, dalla scultorea Elena Anaya e da Josie Maran in un momento di libertà fra una pubblicità Maybelline NY e l’altra. Ovviamente non pretendiamo che la loro presenza sul set sia più che decorativa, essendo già graziate da una sceneggiatura che le prevede mammine preoccupate dei loro mostruosi e gracili figlioli, e da una regia che ne sfrutta l’alto potenziale recitativo riprendendole in scene lesbo-chic.
Fra i mostri, gran rilievo è dato alla creatura del Dottor Frankenstein, una figura che, con la sua drammaticità e il suo desideriio di normalità e di amore, darebbe lustro anche al filmetto di serie B più sgranato. Interpretato con giusta intensità da uno sconosciuto, tale Shuler Hensley, è anche l’unico personaggio del film a non aver richiesto uso di effetti digitali (ben 980, laddove alla Mummia ne furono dedicati 450), in quanto il povero attore se ne è stato buono buono sulla sedia trucco per 4 ore e mezza, ogni giorno. Si tratta dell’unica figura di questa pellicola ad esser stata tratteggiata con rispetto, non tanto del destino che gli era stato riservato da sua “madre” Mary Shelley, quanto proprio della sua inumana umanità. In un film dove tutto è glamour e compiacimento, la creatura sembra essere l’unica a saper vedere realmente le cose per quelle che sono, e a mio parere possiede più eroismo lui col dolore della sua natura, dello stesso protagonista, un personaggio tutto azione e irruenza. Ma fare la psicanalisi ad un film così è tempo perso: Steven Sommers non è Bergman e non vuole nemmeno provarci. Il che non è un obbligo, ovviamente:
Van Helsing è il tipo di film che va visto e basta, perché è curato nelle immagini, nei costumi, ha quell’ironia ruffiana che ti fa fare la risatella qui e lì, e quel tanto di violenza che basta a far saltare dalla sedia per scuotersi dal torpore della settimana lavorativa, perciò se volete passare due ore e mezza in maniera convenzionalmente alternativa, andate a vederlo con tutti i sacchetti di popcorn che riuscite ad afferrare all’entrata del cinema. Ma vi avverto: non aspettatevi grandi cose. E se uscite dalla sala ringhiando come il protagonista quando vede la Luna, non dite che non ve l’avevo detto.
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Stephen Sommers Kate Beckinsale;Hugh Jackman;Richard Roxburg;David Wenham;Shuler Hensley;Elena Anaya. |
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REGISTA: Stephen Sommers| ATTORI: Hugh Jackman;Kate Beckinsale;Richard Roxburgh;Robbie Coltrane;Will Kemp| PRODUZIONE: Universal Pictures| DATA DI... |
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molto bella la rece. Io pero' potendo dare -3 stelle gliele avrei date... innegabili i costumi e gli effetti speciali, ma sono riuscito ad addormentarmi gli ultimi 20 minuti, e non mi succede mai.... E' pure lungo, speravo durasse meno, durante la proiezione con tutte le mie forze speravo durasse 80-90 minuti. L'ho odiato.