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Realismo magico
Vantaggi Possibilità multiple di lettura: allegorica, analogica, psicanalitica.
Svantaggi Un po' forzato in alcuni punti.
Dettagli
| Contenuti | |
|---|---|
| Reperibilità | edicola |
| Layout: | buono |
| Qualità Materiale | buona |
| Prezzo | 5,90 € |
Yann Martel è nato in Spagna (1963), ma è canadese. Ha studiato filosofia, ma scrive letteratura. Ha ricevuto il Premio Booker per un romanzo, ma è un abile scrittore della prosa breve. Non assomiglia a nessuno, per cui è comparato con tutti. Oltre alle voci contrastanti della critica, Martel ha il merito di non scrivere due libri nella stessa maniera. Il suo primo libro (The Facts Behind the Helsinki Roccamatios) è una raccolta di racconti per il quale è stato comparato con Calvino o con Borges. Segue poi Seif, un romanzo asimmetrico sul destino incerto dell'immigrato, e La vita di Pi, libro che gli valse il Booker Prise nel 2002.
Yann Martel scrive veloce e deciso, cosi come vive, e il tema prediletto nei suoi libri è la sopravvivenza nelle situazioni estreme.
Il romanzo La vita di Pi comincia con una nota dell'autore sulla scrittura. Così cominciano le stranezze del testo di Martel. Il narratore parte per l'India per cercare l'ispirazione per poter scrivere un libro ambientato in Portogallo(!!). Ma le sue fatiche sono inutili e il narratore incontra un vecchio misterioso che gli promette di raccontargli una bella storia.
Il vecchio si rifiuta però a raccontare e indica l'eroe della storia come legittimo narratore. Martel crea quindi un'ambiente ideale per sostenere la storia nella storia e attira il lettore con questa imponderabilità offerta dalla finzione pura. Il personaggio - eroe - narratore è Piscine Molitor Pater. Pi è il diminutivo opportuno del suo nome intero, dovuto ad una piscina di Francia ( come si fa a chiamarti il figlio Piscine?). Forse non per caso, Martel sceglie un nome che ricorda Pip, l'eroe di Grandi Speranza di Dickens
In questo momento interviene un cambiamento al livello narrativo. Martel sceglie la soluzione della narrazione in prima persona (lo stesso Pi).
La seconda parte del romanzo ci racconta l'avventura di Pi dopo il naufragio. Buttato nel mare, lui si sveglia in una scialuppa insieme ad una zebra, una scimmia, una iena e una tigre. Lo troviamo davanti ad una nuova lezione: la sopravivenza. Qui, per dire la mia, l'immaginazione del lettore è un po' forzata. Poco a poco, le regole della sopravivenza portano ad un risultato bizzarro: nella barca rimangono Pi e la tigre. A questo punto diventa chiaro che la convivenza tre i due sopravissuti, per 227 giorni, è assolutamente inverosimile. Uno dei episodi simbolici di questa parte è quando i naufragi trovano una strana isola deserta ma piena di vegetazione. Nella mente di qualsiasi lettore, il seguito dello scenario è scontato: Pi vivrà per un tempo l'avventura di Robison Crusoe, poi sarà salvato da una nave. Martel trasforma questo punto critico della narrazione in un momento di anticlimax, rifiutando all'eroe la possibilità di Crusoe: l'sola è "abitata" dalle pianti carnivori. Qui la nozione di " uccidi per vivere" è estremamente evidente, mettendo in ombra quella di "mangia per vivere". Pi deve credere nel salvataggio e deve diventare il padrone della natura ostile. Prega ogni giorno le sue divinità e studia in dettaglio il comportamento del tigre Richard Parker e della natura circondante.
A mio modesto parere, la parte più interessante del romanzo è costituito però dagli ultimi sei capitoli.Questo modo di racconto in racconto (l'autore ci racconta che Pi ci racconta che ci racconta una storia - e non ho sbagliato le ripetizioni) suggerisce domande a quello che legge il romanzo. Domande legate al processo di creazione, di interpretazione o di recettività
Una storia strana e tollerante che unisce nella maniera postmoderna diversi ingredienti. È una storia che ti farà credere in Dio. È una storia che descrive la vita del personaggio nei momenti tragici, grotteschi, ilari. Una storia fantastica in alcuni parti, una storia pungente, se volete, come quella di Jonathan Swift, una storia moralista, come quella di Defoe, una storia emozionante come quella di Dickens.
Come suggerisce lo stesso Yann martel, il romanzo è una storia legata alla fede, che ci fa continuare a navigare instancabili nell'universo della finzione, sopportando con pazienza le intemperie, i naufragi e gli incontri con la selvatichezza, sicuri che ad un certo momento, in un modo o nell'altro, arriveremo alla spiaggia.
Anche se, come aveva promesso all'inizio, non mi ha convinto a credere in Dio e rimango la stessa agnostica, il libro mi ha fatto riflettere tanto sul modo di vedere e sentire la fede, la natura, la famiglia, la condizione dell'uomo su questa terra.
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annasegr 15/09/2006 14:27
Melina2811 15/09/2006 07:48
bertobrach 09/09/2006 18:47
ottima recensione.. Ora che ho più tempo sicuramente lo leggerò! ciao!!!!
chiccabirba 08/09/2006 12:11
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334 p., brossura Avventura |
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Vita di Pi (Bestseller) (Yann Martel) Pagine: 334, Brossura, Piemme |
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Vita di Pi, il libro di Yann Martel edito da Piemme |
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Molto interessante!