Il prete senza clergyman

5  27.01.2009

Vantaggi:
Si fa del bene, si conoscono persone uniche

Svantaggi:
Bisogna tapparsi il naso per non sentire il puzzo dell'ipocrisia che c'è intorno

Consiglio il prodotto: Sì 

IlMarsigliese

Su di me: "Se ti senti disposto a essere conciliante, chiediti soprattutto che cosa ti rende in realtà co...

Iscritto da:13.03.2007

Opinioni:86

Fiducie ricevute:191

Condividi questa opinione su Google+
In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 65 utenti Ciao

Volontariato…
Bella parola…
Di solito si parla solo di cose belle, di buoni sentimenti, ma questa è una storia agrodolce…
Quello che voglio raccontarvi è una mia esperienza personale nel campo del volontariato, un episodio particolare che mi ha allontanato per sempre da quel mondo e dal mondo della Chiesa Cattolica così come la intendono gli alti prelati che di volta in volta lanciano moniti su argomenti che conoscono davvero troppo poco, persone che predicano bene e razzolano male, che vedono la pagliuzza nell'occhio degli altri e non la trave che c'è nel loro…
Cominciamo dall'inizio.
La mia è una famiglia profondamente cattolica, ricevo la formazione scolastica in un istituto privato religioso, fin da piccolo la messa domenicale e del primo venerdì del mese è un precetto cui non posso sottrarmi.
Mia madre mi impone la frequenza ai gruppi di ragazzi della parrocchia, ricevo tutti i sacramenti, ma comincio ad avere pesanti scontri, arrivando anche alle mani, con tutti: coetanei, animatori,…
Non mi sento una pecorella del gregge, mi sento da sempre un lupo solitario, uno che fa di testa sua e male si integra con chi gli dice cosa deve fare.
Una personalità forte come la mia stona con quei miei coetanei che sono così allineati e così diversi da me…
Tanto per capirci, corre la primavera dell'anno 1983, rischio di non ricevere la cresima perché la domenica di Juventus-Roma, partita che in quegli anni decide lo scudetto, vado allo stadio invece che al ritiro con il vescovo… Ad un altro ritiro vengo beccato a giocare a carte in uno scantinato con altri ragazzi invece di fare "deserto" come ci avevano detto di fare il parroco e gli animatori…
L'unico con cui vado davvero d'accordo è don Andrea P., il sacerdote che segue i giovani: carattere simile al mio, a volte scontri molto duri, ma stima reciproca; troviamo sempre un modo per rimettere in carreggiata la nostra amicizia.
Lo chiamano a condurre una parrocchia di periferia, quartiere molto difficile. Ci perdiamo di vista e io perdo il mio punto di riferimento in quell'ambiente che mai ho amato troppo per la troppa ipocrisia che lo permea…
Mi allontano progressivamente da tutto quel giro, ma mi sento cattolico dentro, voglio comunque potere fare del bene alla gente...
L'occasione si ripresenta nell'inverno del 1986… Il preside della mia scuola passa classe per classe a chiedere se qualcuno di noi sarebbe disposto a dare qualche ripetizione a dei ragazzi di una scuola media del centro.
Accetto subito!
In quegli anni avevo due rientri dalle 14 alle 17 al martedi ed al venerdì, ma gli altri giorni della settimana sapevo di potermi gestire il tempo e due ore a settimana potevano saltare fuori.
Ci mettiamo d'accordo per il mercoledì successivo.
Partiamo con il pullmino della scuola e raggiungiamo la centralissima via XX settembre a Torino, a due passi dal Duomo…
Entriamo in una scala buia, disordinata, saliamo le scale. Non fossi con il mio preside ammetto che avrei paura, l'ambiente è da film horror…
Al piano ci aspetta una figura molto particolare.
Una specie di Bud Spencer… Un omone grande e grosso con un barbone così, vestito con una tuta da meccanico. Ma la cosa che più mi colpisce fin da subito è il suo sorriso. Un sorriso solare che spunta timido da quel barbone nero da Mangiafuoco.
Ci fa entrare nella sua umile dimora, noto soprattutto tanto disordine ed un clergyman appeso al muro. Lui è don Sandro M., se non fosse per la croce che porta appesa al collo mai penserei che possa essere un sacerdote…
Ci presenta i ragazzi che dovremo aiutare… Sono tutti figli di famiglie disagiate che frequentano una scuola media del centro, alcuni sono anche già stati al carcere minorile, altri sono stati quasi buttati fuori di casa e vivono quasi sempre con lui…
Mi domando come sia possibile una situazione simile nel salotto buono di Torino, a neanche 100 metri dal Duomo, ma la risposta l'avrò solo molto tempo dopo, in un giorno per me molto brutto…
Situazione assolutamente non facile, ovvia diffidenza iniziale, anche un po' di paura, ma ci buttiamo nel lavoro e ci diamo da fare…
Piano piano loro si fidano sempre più di noi e noi capiamo che possiamo davvero fare qualcosa per loro. A fine anno vengono tutti promossi. Loro hanno almeno la terza media, noi ci sentiamo orgogliosi per quel poco che abbiamo potuto fare per aiutarli.
Ma la mia amicizia con don Sandro non finisce lì…
Lui vorrebbe aumentare il numero di persone accolte, ma non ha fondi dalla curia…
Per aiutarlo, dalla nostra scuola riusciamo ad organizzare una raccolta fondi per regalargli un furgone con cui andare svuotare le cantine per rivendere il materiale ancora utilizzabile e cercare di raccogliere qualche soldo in più…
Alla fine riusciamo a trovare un rabberciatissimo furgone mandato in disuso dal comune, furgone che rimettiamo in sesto e che gli doniamo. Sappiamo che è un carcassone, ma di più proprio non potevamo; lui ci fa un sorriso che ho nel cuore ancora oggi a tanto tempo di distanza…
Quanti giorni abbiamo passato insieme… Sporchi fuori, ma belli dentro…
Poi arrivano gli anni dell'università, il tempo è poco ed inevitabilmente mi allontano da lui, ma ogni tanto ripasso a trovarlo e lui è sempre lì, in quella stamberga così accogliente, con la sua stufa a legna perennemente accesa, con il disordine, con il clergyman sempre appeso al muro e la tuta addosso, con il barbone che piano piano sta ingrigendo un po' ingentilendo la sua figura così imponente…
Finchè arriva il giorno, uno dei più brutti della mia vita, in cui leggo la notizia a tutta pagina sulla Stampa: morto il prete senza clergyman, e vedo il suo faccione…
Cerco di andare al funerale, pensando che sia in Duomo, vista la vicinanza. Invece no.
Viene impedito il funerale in Duomo dalla curia, di lui non si sa più niente, non so neanche dove sia sepolto, non posso neanche andare a depositare un fiore sulla sua tomba, anche se sono sicuro che non ne sarebbe stato contento e che avrebbe preferito vedere spendere quei soldi per aiutare gli altri…
Mi riallaccio a quanto detto qualche riga più sopra: adesso ho capito perché la curia permetteva che vivesse in quelle condizioni. Era un prete troppo scomodo!! Troppo uomo e troppo poco sacerdote, anche se per me il vero sacerdote è quello che predica poco e lavora tanto.
Tempo fa, tornando da Roma con un volo Alitalia, mi è successo di volare con l'attuale cardinale di Torino, lui ovviamente in business, tanto paga lo stato italiano, io in economy…
Di fianco a me era seduto uno dei suoi "tirapiedi"… So che il termine è più adatto ai gangster mafiosi, ma se non è mafia questa…
Aveva un pacco di foto spesso come il libro "Guerra e Pace", formato gigante… Chissà quanto costavano l'una… Lui che bacia la mano al Papa, lui che fa le corna al Papa, lui che sorride al Papa, lui che sistema il cappello al Papa… Non era meglio usare tutti quei soldi per fare del bene?
Sono rimasto disgustato… E quando mi è tornato in mente il mio amico ed il trattamento che il predecessore di questo cardinale gli ha riservato mi è venuta davvero voglia di mettergli le mani addosso… Non è questo che predicava Gesù…
O ho letto il vangelo al contrario per tutto questo tempo o non ho ancora capito niente.
Quanti soldi vanno sprecati quando proprio di fianco ci sarebbe chi li sa usare meglio… Mah… Quante volte, specialmente in questi ambienti, l'apparenza delle cose è più importante della sostanza? Quanto dava fastidio questo personaggio che, solo contro tutto e contro tutti, si prendeva la briga di aiutare gli emarginati invece di emarginarli ulteriormente?
Resta il fatto che adesso don Sandro M. è in cielo che ci aspetta…
Non gli chiedo di tenermi un posto, sarebbe troppo presuntuoso da parte mia e soprattutto non penso di meritarmelo, al massimo gli chiedo di venirmi a trovare quando lo raggiungerò, ovviamente il più tardi possibile, e mi piazzeranno a chiappe insù nel girone più squallido dell'inferno con qualche demonio che passerà il tempo punzecchiandomi a dovere…
Lui ora è là, io sono ancora qui, la sua opera resta nei ricordi miei e di chi ha collaborato con lui, ma mi resta l'orgoglio di potere dire, quando sento parlare di lui, che un pezzettino di quello che ha fatto l'ho fatto anche io!

Ciao don!
Condividi questa opinione su Google+
Link Sponsorizzati
Valuta questa Opinione

Che utilità avrà questa Opinione per una persona che sta prendendo una decisione d'acquisto?

Istruzioni su come votare

Commenti su questa Opinione
kappa49

kappa49

25.03.2010 17:33

ho capito ora......il perchè mi hai invitato a leggerla.......................siamo della stessa idea...mi compiaccio..........grazie per averci raccontato un pezzo della tua vita.......k

sabrina2007

sabrina2007

16.06.2009 13:13

Per fortuna all'interno della Chiesa ci sono persone come questo prete senza clergyman:-)

mammatynca

mammatynca

08.06.2009 10:37

no comment.........si commenta da sola ciao

Pubblica commento

max. 2000 caratteri

  Pubblica il tuo commento


Le valutazioni dell'Opinione
Questa Opinione su Volontariato è stata letta 859 volte ed è stata così valutata dagli iscritti:

"Eccellente" per (65%):
  1. kappa49
  2. sabrina2007
  3. mammatynca
e ancora altri 49 iscritti

"molto utile" per (34%):
  1. thebest4ever23
  2. doomer
  3. gianna44
e ancora altri 24 iscritti

"utile" per (1%):
  1. glm2006ITALY

La valutazione generale di questa Opinione non si basa solo sulla media delle singole valutazioni.