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Opinione

per Volver (Pedro Almodovar)
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3 Stelle Crimini e misfatti
40 su 40 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi \\\\

Svantaggi \\\\

Dettagli

Genere commedia
Età minima per tutti
Regia buona
Attori decenti
Sceneggiatura mediocre
Colonna Sonora anonima
Qualità Video (DVD):
continua

L'autore

baol70 Dal 6 apr 2005

c'era una volta Ciao.it :). Nel frattempo divengo pallino argento, come passa il tempo continua

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Se tutti potessimo tornare. I nostri sbagli avrebbero meno sapore di sconfitta, le nostre umiliazioni avrebbero un peso più leggero da trascinare nei ricordi, i giorni che passano sarebbero meno crudeli specie se c' è stato il sole e nessuna pioggia di lacrime è venuta a sporcare l'umore.
Tornare come sinonimo di sopravvivere e vivere oltre, comunque, vivere meglio.

****
Due sorelle, vittime e carnefici, in tutti i sensi, delle proprie storie coniugali, dopo aver perso entrambi i genitori, vedono morire la propria amata e sclerotica zia, ultimo anello di congiunzione con le proprie origini ed i propri avi, provando un senso di dissoluzione e smarrimento, paura e commozione, prede di vertigini causate dall'inevitabile e prossime agli abissi della sconfitta perdurante.
Ma imponderabili eventi, dettati da tradimenti e mascoline perfide violenze, stringeranno il cerchio e permetteranno alle sorelle di riscoprire, con mistero e spiritualismo esoterico, quel senso e quel legame che se adeguatamente messo in opera non significa solo famiglia ma anche amore e sicurezza.
La mamma, nelle sue debolezze, nelle sue miserie, nel suo improvviso ritorno sarà la luce che dissolverà il buio. E si approderà a risoluzioni che doneranno la redenzione, i buoni e i sapienti trionferanno fiabescamente sul male e sugli sciagurati, ma si, vogliamoci tutti bene.

******
Non ho amato alla follia l'elegante viaggio ora carnale ora intimistico spirituale tutto al femminile intrapreso da Almodovar, tuttavia son stato non abbastanza cieco dal non cogliere la genialità tutta latina e la profondità irriverente e limpidamente caustica di questo mago del cinema iberico, sempre maestro e davvero ineguagliabile nel filmare e rendere tangibili mondi sconsolatamente privi di maschio o perlomeno desolatamente abbrutiti dalla loro presenza di fronte, di converso, ad universi femminili sapienti, cinematograficamente commistione di impalpabile e di solido.
In lui le donne, ora misogine all'eccesso, ora androgine come folletti fatui, sono a se bastanti e riorganizzano e ritessono le tela di destini maliardi e malefici e ricostruiscono le città dei sentimenti e delle emozioni evitando, spesso per necessità, la presenza ingombrante, tronfia, violenta e goffa dell'uomo.
In Volver, forse lo smalto che comunque vivificò sceneggiature e scene di passati capolavori si va sbiadendo o forse va alla ricerca di nuovi tracciati, cerca di lanciare le indiscutibili doti registiche (la scena iniziale del cimitero non può essere lasciata al caso, rimane impressa a fuoco come solo le scene madri sanno fare) verso nuovi orizzonti di gloria, fama, significato e significante.

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Ma la storia di Penelope Cruz and &, sorelle ed amiche solamente per l'anagrafe ma indissolutibilmente unite da quel mistero e da quella congiunzione animosa, animale e carnale chiamata "mamma", tra violenze sessuali, improvvidi abbandoni e miracolosi ritrovamenti, non rende giustizia a plot narrativi di impatto e sensazione, anzi spesso naviga a vista e quasi per istinto e eccheggia e rolleggia e fa venire il mal di stomaco a colui che soffre il male delle storie mal raccontate.
Ciò nulla toglie che sfavilla evidente il tocco quasi di realismo magico (quasi per depredare lo scrittore Marquez di una sua celebre prerogativa) del regista Almodovar, che nobilita ed arricchisce lo sforzo di stringere superstizione e carnalità, anima e corpo, femminilità e pragmatismo, mondo e sogno.
Un film molto più tenero dei precedenti, però, dove il gusto per sobillare gli istinti e i segreti più cupidi e rivelarli in maniera sgargiante e giocosa ma non volgare è attenuato, diluito, quasi un buon vino di entroterra ispanico annacquato da acque insapide e zuccherose quasi hollywoodiane, sterilizzato da sfilacciamenti e involuzioni della trama.
Sì. Davvero.
Tanto da venir dilapidato il cospicuo credito accumulato con vertiginosi e maliardi capolavori quali "Donne sull'orlo di una crisi di nervi" e "Tutto su mia madre".
La leggerezza e la sensuale carnalità di Almodovar forse qui trovano qualche vouyerstico eccesso nella promiscua serie di primi piani sulle terga della Cruz, comunque meritorie, fasciata a dovere da gonne strettissime e prorompente come le pin up rese immortali dal cinema italiano e statunitense degli anni cinquanta, particolare forse che sollazza il bramoso maschio bestia messa al bando dal film, ma non titilla eccessivamente il seppur voglioso ma inderogabilmente contenutistico esteta cinefilo, peraltro destabilizzato da cotanta femminilità posteriore.
Troppo soffici approfondimenti, troppi languidi e cantilenanti dialoghi, troppe occasioni mancate sono disseminati sconsideratamente nella pellicola, tanta da invocare qualche graffiante battuta più, qualche insolita situazione che possa spaesare lo spettatore più smaliziato, che invece, placidamente, scivola alla fine quasi immalinconito pensando a quelle donne che furono, a quel Almodovar che deve tornare, lui sì. Speriamo. In fondo è un film che si basa sulla speranza.

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Nel caso di queste visioni si pone sempre il problema se astrarsi dalla firma del noto regista o dalla bravura o meno dei nomi famosi che ivi vi recitano. Non sempre il giudizio che rimane, ricordate sempre soggettivo, può ammantarsi di tali presunte oggettività dimenticando i nomi e badando solo a forma e sostanza appena visionati dai vostri occhi e ascoltati dalle vostre orecchie.
Da vedere, sicuramente, con le riserve del caso, da consigliare in alternativa comunque agli stereotipi di massa ormai fluvialmente in voga, non accennando al regista, non sottolineando le smagliature.
In fondo al buon cinema ci si può sempre tornare.

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Commenti

Avete domande riguardo Volver (Pedro Almodovar)? Domanda
Pagina 1 di 9 | 1 - 5 di 43 commenti
  • killbill88 20/08/2008 21:15
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    bel film....la cruz irradia luce da ogni poro, soprattutto quando canta

  • Asiuletta 12/06/2008 00:31
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Uhm... Sarà ma non mi fido :-)) Di Pedro ho visto quasi tutto. Questo mi manca, e lo guarderò personalmente. La Cruz ultimamente mi piace moltissimo.

  • astrale 15/06/2007 01:06
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • DavideDN 24/03/2007 15:28
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    E' un film che non ho visto... Grazie per la recensione :) Ciao

  • DragonCori 17/01/2007 11:08

    Va giudicato il film senza giudicarne i contenuti, ma per me è film da storia... bellissimo

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