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Yakumo MI 34: una storia di famiglia...
Vantaggi Rapporto qualità/prezzo, finiture, componentistica
Svantaggi Sw: trattamento colori in modalità Auto; mancanza assistenza diretta.
Dettagli
| Risoluzione | |
|---|---|
| Qualità video | |
| Autonomia | |
| Praticità d'uso | |
| Rapporto pezzo/qualità | |
| Prezzo | 185 euro |
| Sistema operativo | altri |
continua
PREMESSA
Ebbene si! Pure io mi sono avvicinato al mondo delle fotocamere digitali...- Che la Ricoh non è una Ricoh, bensì una Aito(ed è pure marchiata come tale).
- Che la Aito è una grossa Casa orientale che ha deciso di cedere
i suoi progetti ad innumerevoli altre Case.
- Che l'Aito produce la stessa macchina marchiata con il proprio nome
(modello A 2003) ma che,
a differenza della Ricoh, monta un CCD da 3,34 MP, rinunciando all'estrema multimedialità della Caplio
RR 10 (registrazione suoni in formato WAW, memo voce, lettore MP3, 8MB di memoria interna).
- Che l'Aito è in vendita su CHL a 289 Euro, contro i 444 Euro della Ricoh.
- L'Aito ha ceduto il proprio progetto anche alla Jenoptik (produttore tedesco),
alla Yakumo (produttore orientale) ed infine pure alla Rollei.
Il modello A 23002 è identico in tutti e tre i listini. Stesso display,
stesso sensore, stesso corpo macchina (... come per la Caplio):
cambia esclusivamente il marchio.No... a dir il vero cambiano
anche altre cose - conseguenza del marchio - : il prezzo e la distribuzione.
Se L'Aito viene venduta in Italia a 289 Euro, il corrispondente modello
della Jenoptik viene venduto a 300 Euro in Germania (ma non in Italia);
la Rollei viene venduta anche in Italia a 465 Euro; la Yakumo non viene venduta in Italia;
la Ricoh (2.0 MP) costa a listino 444 Euro.
In effetti Yakumo è un marchio conosciuto a tutti coloro
che abbiano bazzicato in eBay: scorrendo le offerte
della categoria
ci si fa l'idea di apparecchi molto economici
che badano
più ad impressionare l'acquirente con sensori CCD mirabolanti,
tralasciando componenti più importanti quali una buona ottica,
zoom ottico ecc, ecc.
Un'idea un minimo migliore ce la facciamo ad esempio
quanto alle fotocamere della Trust (perché è un marchio
più familiare), senza però renderci conto
che quasi tutti
gli apparecchi di questa ditta sono anch'essi "presi in prestito"
da altri produttori:
molti modelli della Trust si ritrovano nello stesso listino Yakumo
(a prezzi più bassi) e in quelli di altre Case minori.
Concludo la premessa dicendo che l'idea che la A 23002 rientrasse
nei listini di produttori con un certo prestigio (vedi Rollei)
mi ha ben impressionato.
La Yakumo MI 34 l'ho pagata nuova 185 Euro.
L'apparecchio arriva in una confezione molto completa.
Nella confezione sono presenti:
Le istruzioni sono l'unica cosa non all'altezza del pacchetto:
tradotte in un italiano da "prima elementare", non spiegano praticamente nulla.
Per fortuna il manuale elettronico fornito in PDF (disponibile in molte lingue,
italiano compreso) è invece ben fatto e molto completo (34 pagine).
La macchina fotografica si presenta veramente bene.
Notevole il design (... anche se è una questione di gusti),
ma soprattutto la cura dei particolari. Scordatevi quegli apparecchi
un po' "plasticosi" e scricchiolanti: la MI 34 ha il case in alluminio,
con i due gusci frontale e retro satinati.
Le misure del corpo macchina sono 116.7 x 53.8 x 29.5 mm,
per un peso (senza batteria) di 172 gr.
Ottima cura è stata riposta nel progettare gli sportellini a molla
che proteggono le uscite (alimentazione e USB) e il vano della memoria aggiuntiva
(SD, che io ho subito portato a 128 MB). I tasti di navigazione sono comodi,
tranne forse quello dello zoom (che però io tendo ad utilizzare con il dito indice
per avere migliore presa sull'apparecchio: forse per questo non lo trovo comodo).
Una delle prime cose che salta agli occhi è la mancanza di mirino ottico galileiano.
L'unico modo di acquisire le immagini è mediante il display.
Si tende a considerare tale mancanza molto svantaggiosa, anche se
- dalle informazioni che ho preso - pare che non sia così grave: infatti il mirino ottico
normalmente sfalsa il campo di ripresa, determinando foto che non corrispondono
a ciò che inquadra il display. Inoltre in condizioni di scarsa luminosità,
display (di buona qualità) e mirino spesso si equivalgono.
L'unica utilità indiscussa del mirino galileiano sembra essere quella di poter risparmiare
le batterie,
non utilizzando il vorace display. Un rischio calcolato,
visto il prezzo preventivato per l'acquisto...
Il display in questione è piccolino (1,5 pollici LTPS), ma molto luminoso e dettagliato;
in effetti si tratta di un progetto Toshiba, dotato di 110.000 pixel
(come apparecchi molto più prestigiosi e costosi) e di una tecnologia che dovrebbe
limitare i consumi energetici.
Sul retro dell'apparecchio, nel lato superiore del display, si trovano i
tasti per impostare la risoluzione e le modalità del flash;
in quello inferiore, i due tasti per l'illuminazione del display
e per cancellare le operazioni; in basso a destra il tasto "menu/enter".
Sul lato destro ci sono: un tasto roller (per regolare lo zoom e muoversi nel menu,
anche in italiano) e un selettore a ghiera, che consente di impostare l'apparecchio,
scorrere gli archivi, fare scatti multipli e infine riprese in formato avi.
Sul lato superiore si trovano il tasto dell'otturatore e quello
d'accensione; di fronte, oltre allo zoom e al flash, ci sono il sensore del flash
e un led per controllare lo stato della batteria. Sul lato sinistro, protetta da un gommino, c'è l'uscita video-out,
che consente di visionare le foto sul televisore
(con l'apposito cavetto fornito in dotazione).
Innanzitutto la MI 34 possiede un obiettivo con lenti in vetro (non in plastica)
con zoom ottico 2x e zoom digitale 2x (... zoom che segue l'immagine a display).
Ha una focale di F2.9 - 3.8; quindi si dovrebbe trattare
di un obiettivo luminoso.
Parlo prima dell'obiettivo e della presenza di zoom ottico poiché, informandomi,
ho capito che il dato prestazionale del solo sensore CCD non è
un parametro sicuro per valutare una macchina digitale:
esistono in commercio molti apparecchi
(tra i quali, tanto per cambiare, i "Trust") che montano sensori molto performanti,
abbinando però ottiche povere - magari con lenti in plastica -
che fanno si che le foto siano sempretendenzialmente "velate".
In ogni caso la MI 34 monta un sensore CCD di 3.34 mega pixel,
con risoluzione effettiva di 3,1 MP...
Con interpolazione la macchina può scattare foto in formato 2848 x 2136,
ma finora ho evitato anche la prova: infatti mi risulta che
l'interpolazione non offra mai risultati eclatanti.
Il campo di ripresa si situa tra i 14 cm ed i 40 cm; la funzione macro,
ottima, tra i 7 cm ed i 4 cm.
Il bilanciamento dei bianchi opera attraverso le seguenti modalità:
automatico, sole, nuvoloso, fluorescente, tungsteno e neon leggero.
La compensazione dell'esposizione può essere fatta
anche manualmente (+/- 2.0 EV), con scatti di 0,5 EV.
La sensibilità ISO opera o in automatico o venendo impostata
sui valori ISO 200 - ISO 400. Il flash prevede 5 opzioni:
senza flash, forzato, automatico, sincronizzazione lenta
e riduzione occhi rossi. E' ovviamente presente la funzione autoscatto
e può essere impostato manualente anche il tempo di esposizione.
Si può inoltre regolare il tempo di spegnimento del display per
economizzare la durata della batteria (5 tempi da 1 a 5 sec)
e variare la luminosità dello stesso (4 livelli).
Infine i formati delle foto: il salvataggio avviene in Jpeg (Exif 2.1),
Tiff (formato non compresso) e avi (per quanto riguarda i filmati).
La memoria interna della MI 34 è di 16 MB e l'apparecchio
consente di scegliere per ciascuna risoluzione un'impostazione
"fine" ed una "normale". Ad esempio, con risoluzione massima non interpolata
(2048 x 1536) in 16MB ci stanno: 10 scatti in modalità "fine",
20 in modalità "normale" ed uno solo in formato non compresso (TIFF).
L'apparecchio accetta schede di memoria MMC o SD: le MMC raggiungono
tagli più elevati (le SD si fermano a 128 Mb), ma non permettono
la registrazione di filmati e rallentano i tempi di risposta dei salvataggi.
La batteria interna è al Litio, con una capacità di 900 mAh;
più precisamente, si tratta di una batteria utilizzata principalmente
dalle digitali della Fujifilm. Con la prima carica mi ha permesso
di scattare circa 85 foto in risoluzione massima
e quindi credo che la previsione di almeno 100 foto dichiarata
dal manuale sia plausibile (... 100 foto alla massima risoluzione
a me non paiono un risultato "scadente-mediocre", ma mi adeguo
alla classificazione di Ciao.com).
Infine, con l'apposito programma incluso nel cd-rom del sw
la Yakumo MI 34 può trasformarsi anche in una web cam;
tale funzione però non l'ho ancora provata.
DIFETTI
- la Canon Powershot A 70, che però costa 449 euro;
- la Fujifilm M 603, che viene 720 euro;
- l'Olympus Camedia C-350 Zoom (399 euro);
(... oltre ovviamente alle gemelle Ricoh Caplio RR 10 e Rollei DK 3000).
PRECISAZIONI
Del sw fornito a corredo non posso parlare; possedendoLINKS
Listino Yakumo:
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leonnox 30/05/2005 10:56
alla fine la ho comprata anche io ;)
filannino 10/01/2005 12:07
rifra73 07/05/2004 15:28
ottima e dettagliatissima opinione .. Ho visto diverse volte questa fotocamera su E-Bay ma ho sempr etemuto che nn fosse di qualità .. Mi devo ricredere .. Ciao
fedra76 02/04/2004 14:38
Una descrizione dettagliata dello strumento, e una quadro generale esaustivo sui contatti e gli scambi tra le varie case produttrici. Mi sono fatta un'idea estremamente precisa del prodotto e del suo collocamento nel mercato.
sto pensando di acquistare una Yakumo e questa opinione mi è DAVVERO utilisssima!!!!! GRAZIEEE!