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Opinione

per Zanna bianca (Jack London)
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5 Stelle il primo libro che ho letto
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Raccomandato: Si

Vantaggi straordinaria avventura

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Reperibilità
Layout:
Qualità Materiale buona
Prezzo 8

L'autore

pasqualone16 Dal 4 mag 2006

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Vi riporto qui di seguito la descrizione del primo libro che lessi da piccolo, spinto, insieme ai miei compagni di classe da un professore che ogni mese ci affidava un libro da leggere e commentare e anche se nei primi tempi tutti noi alunni odiavamo questo professore, dopo un pò capimmo che alla fine leggere dei bei libri veniva solo a nostro vantaggio.
Il titolo è Zanna Bianca e venne scritto da Jack London, sul filone del periodo dei cercatori ed esploratori.
Vi riporto alcune note in merito all'autore e alla stesura del romanzo.

"L'AUTORE.
Nato a San Francisco il 12 gennaio 1876, Jack London è uno dei pochi scrittori ai quali arrisero in vita successo e ricchezza. Era figlio di un girovago, ed i suoi genitori ben presto si disinteressarono di lui: dovette badare a se stesso in un'età in cui di norma i fanciulli non hanno altri pensieri che lo studio e il gioco. Fece tutti i mestieri: lo strillone di giornali, il pescatore clandestino di ostriche, il lavandaio, l'agente di assicurazioni, il coltivatore, il cercatore d'oro nel Klondike, il corrispondente nella guerra russo-giapponese ed infine lo scrittore.
Era l'epoca in cui l'America stava mutando radicalmente. L'emigrazione era aperta a tutti. Dall'Europa arrivavano i diseredati, i poveri, gli oppressi, gli avventurieri; tutti spinti da un desiderio di libertà, di emancipazione, di avventura.
Il paese da agricolo si stava trasformando in industriale. Le città sorgevano e si ingrandivano vertiginosamente, la lotta per emergere e farsi una posizione diventava frenetica. Non era più l'America presbiteriana ed austera dei tempi dei pionieri. La presenza di individui diversi fra loro per razza, cultura, tradizione, il progredire della scienza, e delle nuove teorie materialistiche, sociali, filosofiche, contribuirono senza dubbio a creare nel paese e nei suoi abitanti una grande confusione ma anche ad imprimerle quella forza e vitalità che negli anni a venire avrebbero fatto dell'America una potenza mondiale.
Pochi scrittori furono come Jack London figli del proprio tempo. Intelligentissimo, forte, robusto, dotato di un'indomita forza di volontà, autodidatta; non c'era rischio, lavoro, impresa, teoria che non lo interessasse. Grandissima influenza ebbero certamente sul suo spirito assetato di sapere e aperto a tutte le idee e ricerche, la «Teoria dell'evoluzione» di Darwin, la filosofia di Nietzsche e il socialismo di Zola. Questa sua cultura appresa affrettatamente e senza metodo e conseguentemente non meditata né assimilata a fondo fece sì che le sue opere siano a volte prolisse, caotiche e contraddittorie pur essendo pervase da un profondo spirito vitale.
Tutti i personaggi dei romanzi di London sono esseri fuori del comune, siano essi uomini o animali. Esseri forti, pregiudicati, rotti ad ogni eccesso e ad ogni sregolatezza, dominati solo dall'istinto primordiale della sopravvivenza e della lotta. Ma Jack London era anche un romantico ed a modo suo un poeta, sensibile alla bellezza della natura e alla forza dell'amore inteso come riscatto dalla brutalità.
I suoi romanzi sono in gran parte autobiografici. Tante erano state le esperienze della sua vita trascorsa sotto le più svariate latitudini e in ambienti quanto mai eterogenei che non era certamente il materialeche gli mancava per le sue creazioni. Cercatori d'oro, minatori, pescatori, contrabbandieri, ubriaconi, indiani, cacciatori sono i protagonisti dei suoi romanzi e in ognuno di essi vi è un po' della sua vita.
Il suo successo fu enorme. Guadagnò oltre un milione di dollari che però sperperò e dissipò in spese pazzesche: possedeva uno yacht di oltre quindici metri e un lussuosissimo ranch. Si fece erigere persino un castello che bruciò durante la costruzione. Tentò anche la politica, ma il suo socialismo era più teorico che concreto e non gli procurò che amarezze ed incomprensioni. Era in fondo un solitario e un
disilluso della vita e già in "Martin Eden" (che è del 1909) vi è in
germe l'idea del suicidio che sette anni dopo, il 22 novembre 1916, egli attuerà nel suo splendido ranch «Beauty», disperato e deluso dalle sue aspirazioni che in fondo non gli avevano portato che insoddisfazioni e scontento.


Opere
Jack London fu scrittore fecondissimo. Nella sua breve vita
scrisse più di quaranta romanzi, tradotti in tutte le lingue, una
ventina dei quali anche in italiano. I principali sono:
"Il richiamodella foresta" (1903),
"Zanna Bianca" (1906),
"La valle della luna",
"La piccola signora della grande casa",
"Il lupo di mare",
"Il vagabondo delle stelle".

I più direttamente autobiografici sono
"Martin Eden" e "John Barleycorn".

Di ispirazione socialista sono invece:
"Il popolo dell'abisso" (1903), "La guerra delle classi"
(1905), "Il tallone di ferro" (1907), "Rivoluzione" (1910).

Scrisse inoltre molti racconti che pubblicava su riviste, o raccoglieva in volumi.

LA VICENDA.
Il libro comincia con la corsa sulla neve di una slitta trainata dai
cani; sospinta e incalzata dal freddo e dalla presenza sempre più incombente dei lupi guidati da una lupa rossa.
Viene la primavera, la natura si ridesta, i torrenti non sono più
imprigionati nel ghiaccio, la terra si ricopre di fiori, ogni creatura
rinasce alla vita e le tane, i nidi, gli anfratti sono pieni di
cuccioli. Anche la lupa è divenuta madre. Tutto il giorno sta nella ana oscura a custodire e alimentare i suoi lupacchiotti mentre Onee eye, il padre, è in giro a cacciare per lei e per i piccoli. Ma la fame, l'inseparabile compagna degli animali selvatici, è sempre in agguato. One Eye, nel quale si sono ridestati gli istinti paterni, è costretto ad andare sempre più lontano in cerca di preda, finché un brutto giorno non ritorna più. I lupacchiotti languiscono, mugolano e ad uno ad uno soccombono, tranne lupetto grigio; la natura ha attuato ancora una volta una delle sue leggi fondamentali: la selezione! Il
più forte è sopravvissuto. Zanna Bianca è costretto ora a trascorrere lunghe ore da solo, mentre la madre è in giro a caccia. C'è una cosa che lo colpisce e lo interessa in modo straordinario: quella cosa luminosa in fondo alla tana che ha il potere di far sparire sua madre.
Un bel giorno si decide: avanza verso questa cosa misteriosa, finché davanti al lupetto stupefatto si presenta tutto un mondo nuovo e sconosciuto. Per Zanna Bianca è finito il periodo della vita vegetativa e sta per iniziare la vita nel vero senso della parola.
Bellissima è la sua prima esperienza di caccia, quando, avventuratosi fuori dalla tana, s'imbatte per caso in un nido di pernice.
Poi è di nuovo la fame che sospinge lui e la madre in luoghi sempre più lontani e meno sicuri. E' la fame che costringe la madre ad avvicinarsi nuovamente all'uomo. Kiche, la madre, era nata in una tribù indiana e non aveva dimenticato le voci e i richiami degli uomini.
Zanna Bianca la segue e in tal modo fa la conoscenza dell'Uomo e rimane stupefatto. L'Uomo può alzare e far volare le cose per lanciartele addosso, l'Uomo è capace di creare una bellissima cosa rossa e luminosa, il fuoco, ma è causa di un inenarrabile dolore, se uno si avvicina troppo ad essa. L'Uomo possiede il cibo, ma guai a prenderlo; allora l'Uomo prende le cose e te le getta addosso, oppure ti dà una terribile strigliata con un randello. Nel campo vivono tanti cani, adulti e cuccioli, che non accettano Zanna Bianca; lo attaccano, lo mordono, lottano con lui, forse sentono in lui il lupo e ne hanno paura. Fra tutti primeggia Lip-Lip, un
cucciolo più anziano e più grosso di Zanna Bianca. Lip-Lip è per Zanna Bianca un vero incubo.
Il tempo passa e Zanna Bianca impara a trainare la slitta. Ora non più corse sfrenate in libertà, ma correre, correre con gli altri cani che sembra lo inseguano e che invece sono prigionieri come lui. Zanna Bianca si chiude in se stesso, si apparta, è feroce, nessuno più osa cimentarsi con lui, nessun animale è in grado di resistergli. La sua fama si diffonde anche tra gli uomini, e questa sarà la sua rovina.
Un uomo, un certo Beauty Smith, essere profondamente avido e vile, lo vuole per fare di lui un cane da combattimento ed arricchirsi in tal modo con le scommesse.
Questo sarà il periodo più atroce e terribile di tutta la vita di
Zanna Bianca. Ora egli è veramente un lupo. Un lupo nel vero significato che noi diamo a questo nome. D'ora in poi le sue uniche qualità saranno la ferocia, la crudeltà e un prepotente istinto di ribellione. Zanna Bianca lotta, lotta sempre più disperatamente, quasi posseduto dal demone della distruzione, finché un giorno sta per soccombere. Non così però deve compiersi il suo destino. Nauseato dalla vista di tanta ferocia e di tanto sadismo, interviene Weedon Scott, un ingegnere che compra l'agonizzante Zanna Bianca, lo cura e
lo salva.
In un primo tempo Zanna Bianca è quasi disorientato dal cambiamento che si è verificato nella sua vita, non sa quale atteggiamento assumere, perciò continua a starsene appartato e a ringhiare, poi, lentamente, giorno per giorno, abbandona la sua difesa. Viene il giorno in cui finalmente si lascia accarezzare. Da quel momento Scott prende nella vita di Zanna Bianca il posto più importante. Zanna Bianca è totalmente soggiogato, non può più vivere senza il suo dio.
Se Scott per un po' di tempo deve allontanarsi, Zanna Bianca non mangia più, si ammala. Quando Scott deve tornare in California e pensa di lasciarlo in buone mani, Zanna Bianca fugge e lo raggiunge sul battello e Scott è costretto a portarlo con sé. Zanna Bianca non sarà mai più un lupo, ma anzi un prezioso cane da guardia che salverà la vita al padre di Weedon Scott."

Riflessioni
Di riflessioni se ne potrebbero fare tante e di diversi tipi: è infatti bello il valore che un adulto potrebbe dare a questo romanzo oppure un ragazzo, in relazione ad ambienti e stili di vita diversi, ma che riconducono ad un vita, almeno così come ci viene narrata semplice per quello che essa è.
Molto ben fatta è la descrizione degli ambienti caratteristici, che rimandano a tempi andati.
Le corse poi in slitta vengono raccontate con una certa enfasi che sembra proprio di riviverle mentre si legge questo libro (è proprio quest la magia dei libri, che nessun altra cosa può far rivivere).

Vorrei rispondere a chi mi accusa di aver copiato la biografia dell'autore e il riassunto della vicenda:
la vita e le opere dello scrittore sono quelle e non ci posso fa nulla e poi il contenuto del libro è quello e se in questo modo viene raccontato in modo chiaro e conciso non ci posso far proprio niente. E non mi sembra che io mi sia mai lamentato di qualcuno poi!!!

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Commenti

Avete domande riguardo Zanna bianca (Jack London)? Domanda
Pagina 1 di 4 | 1 - 5 di 17 commenti
  • Sargas 25/07/2007 09:45
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • annamagda 10/03/2007 19:48
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    è anche uno dei miei primi libri!

  • OLIMPIC73 15/12/2006 08:33
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • prallina 12/12/2006 12:39
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    mi hai aiutata a ricordare.. grazieee = )

  • angel5 10/12/2006 14:09
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    ho letto i commenti sotto e io nn sapevo nulla di sti siti delle copiature io ti do molto utile

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