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Opinione

per Zatoichi
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4 Stelle Lo "Zorro d'oriente".
4 su 4 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Kitano "cinema d'autore"

Svantaggi Violenza "normale" del Sol Levante

Dettagli

Genere drammatico
Età minima vietato min. 14 anni
Regia buona
Attori convincenti
Sceneggiatura mediocre
Colonna Sonora appropriata
Qualità Video (DVD):
continua

L'autore

lesmundial Dal 2 lug 2004

E' difficile giudicarsi, un pò meno presentarsi. Amo i più deboli perchè mi piace lottare... continua

Fidati di me

Il gusto giapponese è profondamente diverso dal nostro, l'estetica qui raffinata qui infarcita di barocchismi è difficilmente raccoglibile da un occhio occidentale forzatamente legato ai clichè da ristorante cinese, l'ironia spesso lascia interdetti, la violenza didascalica e volutamente irreale può infastidire.
Questo preambolo per sottolineare come le produzioni recenti di Kitano si inseriscano in pieno filone "cinema d'autore", con tutta l'attenzione al particolare e la dilatazione del tempo che ci si aspetterebbe da un prodotto del genere.

Takeshi Kitano è personaggio complesso, controverso, incontenibile, capace di oscillare da Hana-Bi alla conduzione di programmi televisivi sulle televisioni giapponesi.

Zatoichi è personaggio di alcuni film giapponesi anni '60 e paragonabile in qualche misura a Zorro.
Anche il film "Furia Cieca" con Rutger Hauer altro non è che una trasposizione apocrifa del personaggio Zatoichi.

Kitano mette in scena una classica rappresentazione di giappone antico, tra faide di famiglie yakuza ( di cui Kitano è esperto studioso ), contraddistinte dai famosi tatuaggi, vendette e donzelle in pericolo.

Zatoichi è un massaggiatore cieco e nomade, che vaga di villaggio in villaggio, ma anche un invincibile spadaccino, pronto a difendere gli oppressi.

La violenza dei combattimenti, per quanto rapidissimi, è notevole, esagerata, è immediato notare il diverso rapporto della nostra cultura con il sangue, mentre nelle produzioni occidentali le scene di violenza sono spesso gratuite, quasi sempre voyueristiche, qui le efferatezze sono trattate con una noncuranza a volte sconcertante, che le "normalizza" nel loro essere elemento funzionale della sequenza; per cui i fiotti di sangue, le dita mozzate, gli spietati fendenti di Zatoichi sono inscindibili dalla danza raffinata dei duelli ed in poche ( ed economiche ) inquadrature lasciano al palo tra le risate generali le roboanti cavalcate al rallentatore de "L'Ultimo Samurai".

Ultimo appunto, e altra citazione di Kitano, nel personaggio del Ronin avversario di Zatoichi, e nel modo in cui viene interpellato per tutto il film, dell'immortale "Joimbo - La guardia del corpo" (1961) di Akira Kurosawa.

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Commenti

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Pagina 1 di 1 | 1 - 4 di 4 commenti
  • epy 02/09/2004 19:58
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • germana54 03/07/2004 23:05
    Ha valutato l'opinione
    Utile
  • davide.priolo 03/07/2004 17:29
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • bellonet 03/07/2004 11:11
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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