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Opinione

per Zero Renato
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5 Stelle RENATO ....il mito continua...
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lunanera69

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Consigli per la lettura: accendere lo stereo e inserire un cd di Renato Zero, con “ Più su” o “I migliori anni della nostra vita” o “Nei giardini che nessuno sa”
E se non vi piace nessuna delle tre…non leggete questa recensione, perche’ altrimenti mi darete una valutazione negativa:-))))) . Vi avverto che è lunga..per cui mettetevi comodi:-)

“Questa vita ti sfugge se tu non la fermerai, se qualcuno sorride tu non tradirlo mai, la speranza è una musica antica e un motivo in più, canterai e piangerai insieme a me, lo vuoi tu, insegneremo al nemico quel poco di lealta’, insegneremo il perdono a chi dimenticare non sa, la paura che senti è la stessa che provo io, canterai e piangerai insieme a me..fratello mio! PIU SU!!!!”

IL MITO tra i miti …questo è Renato Zero, alias Renato Fiacchini, per i sorcini che da 30 anni lo seguono con immutato affetto per le eccezionali e incredibili emozioni che ogni volta Renato riesce a regalare loro.

Ho voluto iniziare questa recensione con i versi della canzone piu’ significativa (a mio parere), che racchiude un po’ tutti i temi principali della sua produzione.
La speranza, i sogni, la vita che va vissuta in un certo modo se non si vogliono perdere gli anni migliori, la fratellanza tra gli uomini, abbattendo le barriere dei diversi, l’amore verso chi non è come noi.
Tutti temi cari al cantante romano, che sapra’ portare in “scena” ogni volta regalando emozioni intense.

Sono cresciuta con la sua musica, che ha segnato molte tappe della mia vita… Ci sono sue canzoni che ogni volta che le ascolto riescono a darmi i brividi ed emozioni sempre diverse. Sicuramente ha segnato una svolta importante per la musica italiana, specie nei primi anni 70, quando parlare di certe tematiche risultava scomodo e anticonformista.
Ma Renato è sempre andato contro i tempi e contro tutti, spesso rimettendoci di persona, sovente criticato da discrografici, critici. A volte anche dimenticato (ma solo per poco ) dal suo pubblico.

Gia’ dal suo primo album Invenzioni, c’è la prima autodenuncia di Zero, una violenza subita da piccolo in “Qualcuno mi renda l’anima”. Un bambino, lui, in cambio di un’aquilone rosso, viene adescato e violentato e queste ferite rimarrano piu’ che nel corpo, nell’anima, che urla che rivorrebbe indietro, ma quell’anima candida non puo’ piu’ ottenerla.
La canzone fece scalpore all’epoca, perche’ erano ancora lontani i tempi in cui si parlava apertamente del flagello del 2000: la pedofilia.
Renato è stato quasi sempre accusato dalla stampa e discografici di voler denunciare cose inesistenti…
Gia’…peccato solo che aveva visto giusto…
E cosi’ una canzone nata nel 73, è forse la piu’ attuale del suo intero repertorio.

Qualche tempo dopo è la volta dell’album “Trapezio” e sara’ lo stesso artista a spiegare che il trapezio è una rappresentazione del circo della vita.
Dove se riesci a prendere al volo il trapezio (le occasioni), potrai essere considerato un vincitore…in caso contrario sarai un perdente.
Ecco quindi un primo approccio a uno dei temi tanto cari a Zero: vivere la vita..prima che ci sfugga di mano..
E sempre in Trapezio affiora anche il tema della droga, che sempre in quei tempi..sembrava un tema …forte(!) nella canzone “Hanno arrestato Paperino” o ancora l’indifferenza della gente in “Caos”.
Tutti argomenti che saranno ampliati nelle successive produzioni di Renato
Di quegli anni sono anche le celeberrime “No mamma no” una accorata preghiera alla mamma Ada “ sono troppo fragile mamma, ..no mamma no, solo non ci sto” e Inventi.
E sempre di quella produzione fanno parte anche Madame e il retro del 45 giri Un uomo da bruciare…un disco eccezionale, sicuramente piu’ bello del lato A, piu’ conosciuto commercialmente, che parla del garzone del droghiere che ora che ha le mance puo’ aspirare ad avere la ragazza sognata, perche’ le puo’ promettere l’acquisto della casa..ma per questo dovra’ rinunciare a tutti i suoi sogni…e allora…”l’avrai, l’avrai con slancio e amore, l’avrai ma tu non sai il prezzo che dovrai pagare. Scappa , fuggi e salva qualche cosa in te, e non lasciarti fare, non diventare un uomo da bruciare”
Ed ecco cosi’ anche la rinuncia dei sogni, un altro leit-motiv caro a Renato, sogni per i quali val la pena sempre lottare, se vogliamo ottenere qualcosa e se non vogliamo passare la nostra vita da vegetali, mentre la vita ci scorre a fianco… Quanti uomini bruciati ci sono in giro? Tanti..purtroppo..persone che hanno rinunciato a essere se stesse , in nome di carriere, denaro o facili promesse e inganni.
In quel periodo nasce anche Motel. Motel è un alberghetto per amanti, dove le lenzuola possono diventare “broccate e argento ” quando la persona amata è li, e quella stanza, sempre la stessa ormai, conserva nell’aria una parte di quelle due persone che li si incontrano, quasi a testimoniare il loro passaggio.
Ma è il momento anche di Paleobarattolo, una delle piu’ belle canzoni.
“Impariamo ancora se tu lo vuoi a ridere..sai cos’è che non va chiudere in scatola la liberta’, non ci sto vado via, cerchiamo scampo nella fantasia. Ora passo tutto il giorno a ridere della gente chiusa nei barattoli…”
Ora mi è tornato in mente..forse, da dove ho imparato…anch'io a ridere...:-)
Quante facce tristi si vedono oggi in giro, vero non c’è rimasto molto da ridere..ma vero anche che l’uomo si “veste di abiti preconfezionati”, indossa maschere, che tolgono la spontaneita’, con il risultato che non siamo neanche piu’ noi stessi, ma recitiamo ruoli che ci sono stati costruiti addosso da altri…

Ma la consacrazione al successo arriva con l’inimitabile Zerofobia (ce l’ho in cassetta, cd e LP:-)))
Anche chi non conosce Renato, non puo’ non conoscere canzoni come Mi vendo, Morire qui e la famosissima Il cielo (ripresa con piu’ ritmo da Fiorello in tempi recenti).
Ma forse la piu’ intensa (per chi conosce le tematiche di Zero) è Manichini, dove i manichini sono proprio quegli uomini, che si fanno manovrare sempre da altri, non accorgendosi di avere un’anima e quindi avere la possibilità di spiccare il volo e non essere piu’ manichini.Quanti manichini in questo nostra attuale societa!!!!!

Il cielo è una canzone che non ha bisogno di presentazioni… tutti l’avete sentita e cantata almeno una volta…
Musica intensa da brivido, parole che sono una poesia.
Il cielo rappresenta lo spazio infinito in cui possiamo guardare e cercare noi stessi, e in quello spazio capire che senza cielo non siamo niente…”ma che uomo sei se non hai il cielo” , perche’ se ci costringiamo con catene e costrizioni, avremo perso la nostra liberta’ …e quindi il nostro cielo..
Il cielo…quanti sogni in quel cielo!
Ho ascoltato questa canzone milioni di volte nella mia vita…adesso ce l’ho in cuffia, sono le 4.30 del mattino..e ancora una volta riesce a trasmettermi le stesse sensazioni del primo ascolto, quando poco piu’ che bambina, l’ho sentita per la prima volta..e quel crescendo finale, coi tamburi, mi ha dato la pelle d’oca, forse perche’ sto scrivendo i significati delle canzoni che hanno scandito la mia vita …(e mai sinceramente avrei pensato di farlo).
Quante volte mi sono ritrovata sotto quel cielo..
Speranze, sogni, progetti…tutti guardando nella direzione di quello spazio sconfinato…”che non è solo una macchia scura” e “quante volte avrei preso il volo” come canta Renato…ma sempre qui son restata..…

Dopo Zerofobia, il cantautore ripete il successo con Zerolandia, altro album onnipresente nella mia raccolta di dischi. E anche qui c’è un altro pezzo che ha segnato la mia adolescenza: “La favola mia”
Renato canta “con un gesto trasformo la nuda realtà, poche stelle di carta il tuo cielo ecco qua, ed inventa te stesso la musica mia, e dimentichi il mondo con la sua follia..Tutto quello che c’è fuori rimane dov’è, tu sorridi, tu piangi, tu canti con me, forse torni bambino e una lacrima va, sopra a questo costume che a pelle mi sta…”
Chi di noi almeno per una volta non ha desiderato rifugiarsi in una favola, dove tutti vissero felici e contenti, dimenticando problemi, preoccupazioni, noie, fastidi?
Basta poco per rifugiarsi in una favola, basta crearla..
Non serve la bacchetta magica..servono i sogni, serve conservare la capacita’ di stupirsi ancora per le piccole cose, di non dare mai niente per scontato, di conservare la curiosita’ per tutto..e il mondo ci sembrera’ un pochino piu’ accettabile, nonostante le sue brutture…
Ma Zerolandia è anche l’album di Triangolo, famosissima, Sbattiamoci, e Sogni di Latta, dove Renato canta “dipingi un sole se vuoi”…si perche se noi lo vogliamo possiamo cambiare la nostra percezione delle cose, e mutare una giornata brutta, storta, in qualcosa di piu’ bello che valga la pena vivere..o ancora piu avanti..”dipingi un cielo che non sa cos’è la radioattivita’, un fiore rosso che mi dia il suo profumo e di plastica non sia” : la speranza di un mondo migliore…e nell’ultima parte “dipingi un uomo se c’è che non porti la morte con se, che non distrugga gli ideali suoi, spacciando borotalco ai figli tuoi!”
Un uomo se c’è…dice Renato…perche’ in questo mondo non siamo neanche piu’ sicuri che esista almeno un uomo che si possa salvare e che non faccia del male agli altri…dopo certi terribili avvenimenti a cui assistiamo giornalmente..e soprattutto che non spacci droga ai figli di nessuno….

Dopo Zerolandia, è la volta di Erozero, contenente successi come Il carrozzone, Periferia, Baratto.
Periferia è forse la piu rappresentativa delle tre, dove Renato denuncia le condizioni di una periferia in degrado, “dove vivere è un terno alla lotteria” , dove non esiste Natale e la morte viene quasi invocata a scopo risolutivo del dolore che si prova.
Il carrozzone invece è la vita che scorre..che deve scorrere..anche se per qualcun altro si ferma.. “il carrozzone riprende la via, facce truccate di malinconia, tempo per piangere no non ce n’è, tutto continua anche senza di te”.

E’ il 1980 ed è il momento di Tregua, al cui interno troviamo Niente trucco stasera, una canzone autobiografica di Renato, dove il cantante dice di voler apparire senza trucchi, ne’ maschere, per essere se stesso, perche anche lui ha una storia, una vita..e non solo una scena “.
Sempre in Tregua c’è anche Amico che è stato uno dei massimi successi di Zero. Un inno all’amicizia quasi, perche’ l’amore puo’ finire…ma l’amicizia deve restare, dovrebbe restare..specie quando troviamo una persona che è complementare a noi ..”io e te lo stesso pensiero, io e te il tuo e il mio respiro, sara’ tornare ragazzi e crederci ancora un po’..

L’anno seguente è la volta di Icaro, un’antologia dei successi precedenti, piu’ un’inedito che diventera’ un successo in poche settimane : Piu’ su

Ho voluto iniziare questa recensione proprio con questa canzone, come dicevo all’inizio, perche’ tra tutte quelle di Renato, è stata quella che piu’ mi ha accompagnata nella mia vita . Piu’ su è la canzone dei sogni, la canzone della speranza, per quelli che non vogliono arrendersi, per quelli che vogliono lottare, per chi vuole cambiare il mondo e convincere gli altri che si puo’ si, se tutti facciamo qualcosa, basta anche un piccolo gesto, come un sorriso..a volte un sorriso ha il potere di cambiare gli eventi..
Ma dobbiamo agire noi…non possiamo dare agli altri il nostro compito..”tu spettatore vuoi davvero, io viva il sogno che non osi vivere te”
Smettiamo di correre inseguendo il denaro, e riprendiamo in mano la nostra vita, per poter dire di averla vissuta…

E arriva il momento di Artide Antartide, con Ciao Stefania, in onore di Stefania Rotolo, cara amica di Renato, scomparsa prematuramente, Sterili e la bellissima Pionieri.
Pionieri è la canzone del riscatto, per chi non vuole rassegnarsi, per chi ha pagato..” Lasciami provare...Se mi posso riscattare!Lascia che tramonti il sole...Lascia pure la vendetta, a chi, vendetta vuole!Agli ingordi, una vetrina...A chi geme una latrina...Al condannato un altro giorno...E chi avrà pagato... fuori dall'inferno”
Pionieri che vogliono scappare da un mondo che gli sta ormai stretto..che vogliono avventurarsi su nuove strade.. Molto belli questi versi della canzone: “Vieni via pure tu...Prima che sia troppo tardi...altrimenti, ti perdi chissà...Lascia che tocchino il fondo!Che si litighino il mondo...Casomai rintracceremo Noè!!!Porta il cane tuo fedele...un po' di riso, due candele...Porta il sogno più ardito che hai!Quando il cielo scoppierà... Noi saremo già lontani!!!”

Incide poi Via Tagliamento , in onore al luogo da dove era partita la sua carriera. Qui ci sono brani come Piper Club, che è il ritrovo di Roma, dove Renato aveva conosciuto i vip, che gli sarebbero stati di aiuto per la sua carriera, e le piu famose Soldi e Viva la Rai (a testimonianza questa della collaborazione del cantante con la Tv di stato in spettacoli come Fantastico)

E’ la volta poi di Calore, un mini disco con sole 4 canzoni, e la celeberrima Spiagge…una canzone leggera sicuramente , rispetto alla passata produzione di Renato.
Spiagge è il canto degli amori da ombrellone che passano ogni stagione e ogni estate si rinnovano nuovi…

Arriva il 1985 e con questo anno Identikit, un’altra antologia di successi passati, riaarrangiati e due inediti :
"La gente come noi" e "Io qui".
Segue Leoni si nasce, forse l’album meno conosciuto di Zero al grande pubblico.
Ma subito dopo Soggetti smarriti, fa ritrovare a Renato il suo pubblico e l’album vincera’ il disco d’oro.
Ricordiamo fra tutte la bellissima ostinato amore, un canto quasi disperato rivolto all’amore consumato in fretta, senza arte ne’ parte, l’amore maltrattato, bistrattato, che pero’ puo’ sopravvivere, deve sopravvivere..perche’ su di questo in fondo si basa la nostra esistenza.

Subito dopo è la volta di Zero, il nuovo album dove il pezzo piu’ rappresentativo è Siamo eroi, un pezzo non molto facile, sicuramente meno orecchiabile anche rispetto alla produzione passata di Renato, dove il cantautore dice “Ci abbiamo dato dentro, tu ed io.Per cambiare questo mondo, amico mio.Ma ormai, questa è una fabbrica di eroi,tanti Don Chisciotte, noi.Eroi... Ma quali eroi?”
E ascoltando questa canzone, resta come un sapore di sconfitta dentro…perche’ il mondo è sempre uguale purtroppo e gli eroi non sono riusciti a cambiarlo…rimane solo la possibilita’ di non arrendersi.

Il lavoro seguente di Renato sara’ Voyeur, un vero atto di denuncia sui problemi dell’incomunicabilita’ tra le persone. Dal titolo dell’album prende forma il pezzo omonimo, dove Zero canta : “Voyeur, voyeur, voyeur..siamo un po’ tutti voyeur. Irriducibili spie, smanie, segreti, bugie”
Ed è verissimo..siamo sempre attratti dai segreti dell’altro, come se nascondessero chissa’ che cosa…diventiamo tutti smaniosi di conoscere fino in fondo tutto cio’ che riguarda le sfere private degli altri, pensando che sia un modo per avvicinarci…ma in realta’ è l’esatto contrario…

E arriva anche il 1991, con Prometeo, dove tra vecchi e nuovi successi, c’è Spalle al muro, che partecipa al Sanremo di quell’anno risultando essere la vera vincitrice…anche se il primo posto sara’ occupato in realta’ da un’altra canzone.
Renato canta: “spalle al muro, quando gli anni son fucili contro”….” Vecchio diranno che sei vecchio, con tutta quella forza che c’è in te”
Un’altra denuncia quindi alla nostra societa’ dove pare che solo i giovani possono fare alcune cose…perche’ i vecchi vengono ritenuti privi ormai di valore e utilita’…
E chi si sente apostrofare cosi, si sentira’ davvero inutile, perche’ non trovera’ piu’ il suo posto nella vita sociale..

Sempre nello stesso anno Renato pubblica la Coscienza di Zero, dove troviamo tra le altre E la pioggia che va e Regalati una sera. La prima è dedicata al suo pubblico che lo seguiva nella tendopoli durante i concerti e a cui il cantautore dice che qualcosa sta cambiando..”ma non vedete nel cielo quelle macchie di blu. E’ la pioggia che va e ritorna il sereno”

Il 1993 vede l’uscita dell’album Quando non sei piu’ di nessuno con pezzi come Ave Maria (partecipante a sanremo riscuotendo un notevole successo), Amore al verde , L’altra bianca e gli album Zerofavola volume 1 e 2, antologie di successi

E arriviamo anche all’anno dell’Imperfetto, con la mirabile Nei giardini che nessuno sa, uno dei capolavori di Zero.
“siamo noi gli inabili che pure avendo a volte non diamo”
cosi canta Renato per disapprovare il comportamento dell’uomo comune, che si dimentica di chi è diverso, di chi è vecchio, relegandolo in giardini dimenticati…
In quei giardini, dietro le finestre, occhi malinconici aspettano di ricevere un po’ di felicita’, una carezza …ma queste tardano a venire…da chi dimentica …trincerandosi nei silenzi…per non ricordare..
Una poesia unica questi versi della canzone: “ti darei gli occhi miei per vedere cio’ che non vedi. L’energia, l’allegria per strapparti ancora sorrisi. Dirti si, sempre si, e riuscire a farti volare, dove vuoi, dove sai, senza piu’ quel peso sul cuore”
Una canzone che ogni volta che si ascolta…fa venire i brividi ..

L’anno seguente è la volta di Sulle tracce dell’imperfetto con un altro capolavoro : I migliori anni della nostra vita, che unisce alla musicalita’ dell’espressione musicale, l’intensita’ dei versi.
“sarà che noi due siamo di un altro lontanissimo pianeta. Ma il mondo da qui sembra solo una botola segreta.
Tutti vogliono tutto per poi accorgersi che è niente. Noi non faremo come l’altra gente, questi sono e resteranno per sempre ..i migliori anni della nostra vita…”
Parole che si incidono nei nostri cuori…e che ci lasciano questa canzone tra le migliori degli ultimi anni..

Gli anni successivi vedono due nuove antologie di successi: Le origini e Gli anni 70.
E nel 1998 Amore dopo amore…e un altro capolavoro: Cercami. Basta sentire i primi versi della canzone, per capire di essere davanti a un altro nuovo pezzo che lascera’ il segno nella produzione di Renato e nella musica italiana. Cercami se mi vuoi, io sono cosi come sono…questo il succo della canzone, che è da ascoltare sentendo bene le parole, per apprezzarla fino in fondo…come molte delle canzoni di Zero del resto, che non si prestano a una facile interpretazione.
Dello stesso album fa parte anche Figaro, un altro testo pieno di vibrazione e sentimento. “Ho libero accesso, ho la piu’ ampia facolta’ , di scrivermi addosso vere o presunte verita’, raccolgo di tutto, assorbo quei sentimenti e poi..li spendo, li spendo, sperando..li accendo, li accendo, interpretando..interpretando…”

Nel 99 esce anche Amore dopo amore , tour dopo tour, successi vecchi e nuovi insieme, che riscuotera’ un nuovo successo.

E si arriva agli anni nostri…I miei numeri nel 2000, con il mercante di stelle…dove Renato dice di essere un “venditore” di sogni..non di realta’. E questo non puo’ fare che bene pero’, perche’ solo sognando si puo’ sopportare la realta’ …troppe volte triste e crudele.
Vibrante anche il pezzo Il coraggio delle idee “ tu lo sai puo’ ancora vincere chi ha il coraggio delle idee”
Vediamo come in modo particolare in questi ultimi anni Renato si riallaccia a quella che era stata la sua produzione iniziale, con le tematiche di sempre: per vivere fino in fondo, bisogna non essere manichini, non farsi guidare dagli altri, ma osare..e pensare con la nostra testa.

Nel 2000 abbiamo anche Zeromondo, nuova raccolta e ..Tutti gli zeri del mondo…ovvero Renato canta successi di altri…dando spesso interpretazioni straordinarie come in Tu si’ na cosa grande , del grande Mimmo nazionale (Modugno, lo dico per i piu giovani).
Tutti gli zeri del mondo, raduna praticamente tutti i fans del cantante, zero è il numero perfetto, secondo la sua stessa definizione, e cosi Renato simboleggia nella grande arca, la “sua grande famiglia” (del pubblico) riunita.

2001 è la volta della Curva dell’angelo, un nuovo grande successo. Non cancellate il mio mondo è un altro pezzo paragonabile per intensita’ ai Giardini che nessuno sa .
“ Rivoglio indietro il mio mondo, con tutti i vizi suoi adesso me lo riprendo, decrepito se mai, signori io non lo vendo, lontano non andrei, non lo sopporterei, di staccarmi un solo istante dal mondo.”
Versi che fanno a lungo riflettere…

L’anno successivo abbiamo una nuova antologia, Zerofavola.

Il 2003 è l’anno di Cattura, con Come mi vorresti, Figlio, A braccia aperte. Canzoni che, visto che sono recenti, tutti conoscono…dove Renato canta ancora una volta se stesso, portando in scena le sue paure, la voglia di reinventarsi sempre, caratteristica di tutta la sua carriera, i suoi sogni..


Sicuramente in questa mia lunga carrellata ho lasciato indietro tanti pezzi di Renato che meritavano di essere ricordati…ma fare un commento a tutti i brani dei singoli album, sarebbe stata un’impresa titanica per me che scrivo e voi che mi leggete:-)
Ho preferito quindi risaltare quelle che sono state le canzoni rappresentative per me.. magari qualcuno di voi ne preferisce altre…magari non le amate proprio..
Chi non ama Renato in genere è perche non l’ha capito…perche’ non ama in fondo, neanche la musica in generale, perche’ le canzoni di Zero, sono musica, poesia, scena, incanto, sogni.
Io, noi sorcini che lo amiamo da 30 anni, invece diciamo, grazie di esistere, grazie per tutte le emozioni che ci hai regalato.
Lui, il mito tra i miti, il mio mito, che se non ci fosse bisognava inventarlo.

"Grazie di questo incontro...(potrei dire lettura:P)
... e grazie. C'eravamo proprio tutti ed eravamo davvero più veri di ieri.
Ehi, dico a voi...... a voi, indifferenti,
a voi che non ci conoscete bene.
Prestateci un sogno.
Lasciateci ancora sperare...
Perché questa notte sia eterna...
Perché sia una notte... d'amore!!!"

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Commenti

Avete domande riguardo Zero Renato? Domanda
Pagina 1 di 5 | 1 - 5 di 24 commenti
  • Guenda-Dubens 18/02/2011 14:27

    E' sempre stato un artista che ho apprezzato...molto sentiti i suoi brani come se nascessero sempre da un evento personale!

  • lions91 02/12/2007 22:06
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    anche io come te ....considero renato un mito.... la sua musica è poesia, emozione, adrenalina, passione,impegno , volontà, immaginazione, sollievo......GRANDE RENATO!!!

  • barbara7Cr 22/03/2006 23:11
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Sei una persona in gamba, si capisce da come scrivi e soprattutto da quello che scrivi. E' un piacere conoscerti.

  • fabiovillano 21/10/2005 11:06
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Salve, leggendo tra le righe della tua opinione o recenzione, come dir si voglia, su alcuni brani del mitico Renato Zero, è inevitabile emozionarsi, proprio come è successo a me, che per puro caso mi sono delicatamente addentrato nelle parole da te macchiate su queste pagine. Sei mitica.. Proprio come è mitica la passione, l'amore,l'affetto e la bellezza delle parole che regnano in ogni canzone di Renato.. Concludo con una sua strofa; " Vivo.... Il mio alibi è che vivo.. ... ".. Vivo sognando con le sue canzoni e con il suo amore per la musica...

  • spazzel 17/11/2004 19:20
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    semplicemente:"i migliori anni della nostra vita!"

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