Opinione su "Zona d'Ombra (P. Landesman - USA 2015)"

pubblicata 18/09/2017 | Bellatrix72
Iscritto da : 14/03/2004
Opinioni : 677
Fiducie ricevute : 718
Su di me :
E siamo ancora qui....pochi ma buoni....
Ottimo
Vantaggi Una storia vera narrata con limpidezza e pochi fronzoli... REALMENTE
Svantaggi una regia non frizzante
Eccellente
Regia
Sceneggiatura
Colonna Sonora
Qualità Video (DVD):
Qualità Audio (DVD):

"UNA SCOMODA VERITA'..."

Landesman - Smith e Omalu

Landesman - Smith e Omalu

Vi sento già sospirare! Sì....restiamo in tema Will Smith....uno degli attori che, avrete ormai compreso, mi piace di più in assoluto e di cui cerco di non perdere mai un film!
In più mettete che questo film mi è praticamente piovuto dal cielo...non potevo non parlarvene!!!



Pensavo di aver visto tutti i film con Will Smith....e invece mi sbagliavo...avevo perso una sua grande interpretazione, accidenti...nei panni del medico (un neuropatologo, oltre tutto) non l'avevo mai visto...
Mi sarei persa una sorprendente interpretazione e la cosa che mi meraviglia è non aver mai sentito pubblicizzare questo film, tanto da farlo passare inosservato alla mia attenzione... certi film non vengono pubblicizzati adeguatamente e si rischia così di perderli...
Per fortuna però l'ho scoperto casualmente e subito ho provveduto a colmare questa mia lacuna...

Zona d'ombra - Una scomoda verità

Che questo film sia tratto da una storia vera è quello che prima di ogni cosa invita alla sua visione... pare talmente assurdo, ma non ero a conoscenza di questa realtà spaventosa!
Ma andiamo per ordine, vi accenno la trama:

Will Smith veste i panni di Bennet Omalu e il film racconta la sua storia, quella di un medico di origine nigeriana ma di adozione americana, che con la sua scoperta fece tremare una delle organizzazioni più potenti del mondo, IL FOOTBALL AMERICANO!

Tutto comincia con una autopsia, come tutti i giorni, una cosa che Omalu svolge con estrema delicatezza, su ogni corpo inanime che arriva nel suo ambulatorio. I colleghi ridono di lui, lo prendono anche in giro per la sua delicatezza, secondo loro sprecata, verso corpi inanimi e freddi, lui invece non vede dei corpi senza più vita, vede persone e le tratta con la sensibilità e la gentilezza che gli riserverebbe se fossero ancora vive, li accarezza, tiene loro la mano, gli parla...perché prova pietà per loro, che sono stati uomini vivi, con sentimenti, sogni, desideri, affetti...e meritevoli di rispetto fino all'ultimo ,momento....
Cambia anche i bisturi che usa, da un corpo all'altro, sostiene che non sia dignitoso usare gli stessi attrezzi per ogni essere umano...altro segno di rispetto che lui sente di dover dare a quei corpi....rispetto abbastanza oneroso e poco apprezzato dalla struttura per cui lavora che non sopporta che lui butti nell'immondizia degli attrezzi usati una sola volta!

Il corpo che deve esaminare è quello di Mike Webster , una leggenda nel football americano, finito, però, in disgrazia per una patologia che lo affliggeva e che lo aveva fatto diventare pazzo, tanto da non avere più una casa e finire a dormire in una macchina.
L'autopsia mette in luce delle cose affatto chiare, e siccome il dott. Omalu non è il tipo che ignora e fa finta di nulla, archiviando il caso, decide di approfondire il suo studio con altri esami, i cui costi, non coperti dal suo ufficio, li sostiene personalmente, di tasca propria.
Questi esami al cervello di Webster danno un risultato spaventoso!
Una malattia degenerativa causata proprio dal footbal, e in special modo dai continui colpi che i giocatori subiscono alla testa nel corso di ogni partita.
La scoperta, per quanto ECCEZIONALE nel campo medico, mette a repentaglio la sua carriera e anche la sua vita, oltre a quella della sua famiglia...Omalu ha messo il naso in qualcosa che doveva restare silente nel mondo del football, questa scomoda verità irrita i vertici della società sportiva, perché allarma i giocatori e mette in discussione la sicurezza del gioco, anche l'inefficienza del casco protettivo.
Ma Omalu non si lascia intimorire dalle continue minacce che riceve, dopo quelli che sono diventati ormai tre casi di morte con le stesse caratteristiche, non può tornare indietro e negare o ritrattare quello che ha scoperto, anche perché si continua a mettere a repentaglio la vita dei giocatori, in maniera sciocca e superficiale!

I risvolti saranno tanti e faranno assumere alla storia delle pieghe inaspettate... Un dottore crede di fare un piacere alla comunità e invece si ritrova minacciato e vessato da una società che preferisce tacere e non sapere qualcosa che potrebbe mettere a rischio IL PASSATEMPO numero uno dell'America! Roba da pazzi!


Una storia VERA dicevo....eh sì...il tutto nacque da un articolo pubblicato da una certa Jeanne Marie Laskas su GQ, che rese noto il nome del dottor Omalu, che potete vedere in una foto abbracciato all'attore che lo impersona nel film.

Omalu, il primo che ha avuto il coraggio e la perseveranza di lottare perché questa patologia fosse compresa e accettata come REALE anche se metteva in discussione la sicurezza dello sport numero uno per gli americani : i traumi da scontro fanno impazzire i giocatori, li rende pazzi a tal punto da portarli al suicidio, e tutto questo è rintracciabile nei tessuti del cervello che Omalu analizza, c'è una prova tangibile e scientifica di tutto questo!
Ma molti scienziati invece di unire le loro forze per cercare di trovare una soluzione per aiutare queste persone, usano il loro potere per provare con tutte le loro forze a screditare questa scoperta scomoda!

Un paradosso pazzesco che fa salire il nervosismo dallo stomaco, pensando che anche i ragazzi in tenera età ( come nel film viene messo in primo piano) praticano questo sport e cominciano ad accumulare urti alla testa che nel corso del tempo li condannerà alla stessa patologia: La Encefalopatia traumatica cronica o CTE

Vi chiederete se alla fine ce la farà questo dottore a rendere pubblica la sua scoperta e a farla accettare come patologia riconosciuta che da diritto a coloro che ne sono vittime o alle loro famiglie superstiti, di ottenere un risarcimento cospicuo... beh, ve lo lascio scoprire da soli...è un film che intriga e si vede piacevolmente nonostante alcune piccole lacune....

Cosa ne penso

Bello quando attraverso un film si viene a conoscenza di una storia sconosciuta e non portata a conoscenza di tutti, soprattutto al pubblico italiano che non sembra toccato da questo sport come in America. Ovviamente se la storia avesse riguardato il calcio, l'Italia si sarebbe sentita più tirata in ballo....immaginate il nome di Totti che impazzisce e si toglie la vita in seguito ad un trauma da gioco...quanti suoi fans sarebbero stati interessati alla sua storia!
Questo lavoro ci mette, dunque, a conoscenza di un problema che TUTTORA non è stato ancora completamente risolto, perchè la NFL non ha ancora riconosciuto completamente il problema come derivante da cause di gioco...nonostante siano sempre di più i giocatori che hanno denunciato i sintomi e la patologia in stato avanzato. Molti di loro sono morti dal 2002 e molti altri ne soffrono tuttora...

Zona d'ombra è un film denuncia che attraverso il protagonista, un dottore che non ha paura di mettersi contro dei veri giganti senza pietà, mette in piazza un problema mai veramente affrontato... e visto lo scarso effetto ottenuto e il poco successo riscontrato, la denuncia sembra rimasta un urlo nel vuoto!

Le critiche che ho letto qua e là ,sul film, mi sembrano spesso , impietose...
Mettono in evidenza un WILL SMITH sotto tono, sommesso e in ombra... ma a me non è affatto apparso così...la sua interpretazione non è esplosiva come in altre pellicole ma, questa parte, a parer mio richiedeva un tono del genere...e non uno Smith brillante e simpatico come siamo abituati a vederlo....
La parte che riveste è proprio pacata come lui ce la mostra e la interpreta, la bravura di un attore sta anche nel diventare esattamente l'opposto di ciò che è stato finora se la storia lo richiede e Will ci riesce alla grande, reputo dunque tutte le critiche che ha ricevuto per questo film, un'altra vittoria ricevuta da un pubblico un po' superficiale.

Forse è vero che il regista poteva essere più incisivo e deciso nel trattare l'argomento, forse è anche vero che non fuga i dubbi ma li nutre, che non da risposte certe, che non svela soluzioni...ma io ci ho visto un mettere in scena la REALTA' proprio così com'è...soluzioni infatti non se ne sono trovate e notizie decisive sulla malattia non sono state svelate...allora perché il film doveva dare risposte che non esistono? In fondo chi ha visto Parkland dello stesso regista già saprà qual'è il suo livello espressivo, film cronaca con una cornice decorativa!

Magari non è un film che TUTTI apprezzeranno ( e questo farebbe comprendere perché gli estimatori di uno Smith diverso restano delusi da questo suo ultimo lavoro) ma se un film non è per la massa non vuol dire che non sia ugualmente un BUON FILM!

Ma non c'è solo Smith in questa pellicola che fa parlare di sé, c'è un Albert Brooks e Alec Baldwin, che se la cavano benissimo e assumono anche importanza come figure confinanti a quella del protagonista, non viene valorizzata molto la figura di Gugu Mbatha-Raw, la moglie sempre solidale, che funge da spalla del protagonista,m ma la sua parte diventa essenziale per ammorbidire e addolcire un po' la durezza della storia narrata.

Io esco fuori dal coro e dico che MI E' PIACIUTO , anche e soprattutto perché ho conosciuto un'altra faccia di quell'attore che amo tantissimo, sia in parti comiche che drammatiche, mi è piaciuto il ritmo, mi sono piaciuti i silenzi, i pensieri, e anche la storia romantica che vi si è svolta nel mezzo di una drammatica... ho apprezzato la storia vera e anche come è stata raccontata, non trovo nulla di cui rimproverare il regista e il suo cast... anzi, ve lo consiglio... potrebbe veramente piacervi!


SCHEDA TECNICA DEL FILM

GENERE: Drammatico
ANNO: 2015
REGIA: Peter Landesman
ATTORI: Will Smith, Alec Baldwin, Luke Wilson, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Gugu Mbatha-Raw, Eddie Marsan, Bitsie Tulloch, Stephen Moyer, David Morse, Albert Brooks, Matthew Willig, Paul Reiser, Arliss Howard
SCENEGGIATURA: Peter Landesman
FOTOGRAFIA: Salvatore Totino
MONTAGGIO: William Goldenberg
MUSICHE: James Newton Howard
PRODUZIONE: Scott Free Productions, Shuman Company
DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Italia
PAESE: USA


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Commenti su questa Opinione

  • sarad12 pubblicata 26/10/2017
    Eccellente descrizione, grazie
  • nataliakuzmina pubblicata 20/10/2017
    eccl
  • tammy.75 pubblicata 12/10/2017
    eccellente
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Su Ciao da: 19/06/2017