Opinione su "altri luoghi in Argentina"

pubblicata 07/06/2005 | lelo03
Iscritto da : 21/03/2005
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Ottimo
Vantaggi Assolutamente da vedersi una volta nella vita!
Svantaggi Nessuno
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" Le spettacolari Cascate di Iguacu"

ARCOBALENO PERENNE

ARCOBALENO PERENNE

Impetuose, impressionanti, travolgenti, scenografiche, maestose, avvincenti, di proporzioni straordinarie, uno scenario di potenza dantesca.
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Sono le cascate di Iguacu, al confine fra Brasile ed Argentina e Paraguay.
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Sono partita dall'aeroporto di Milano Malpensa con la compagnia Varig, scalo a San Paolo, poi mi sono imbarcata con destinazione Foz do Iguacu. Nel biglietto aereo non erano comprese le tasse d'imbarco che pagai in loco meravigliandomi per l'esosità.
E' consigliabile informarsi bene all'atto dell'acquisto del biglietto se la tassa è già compresa nel prezzo.

Le cascate distano una ventina di chilometri dall'aeroporto di Foz do Iguacu e sono parte integrante dell'immenso Parque Nacional do Iguacu (circa 260.000 ettari), istituito nel 1939 e riconosciuto dall'Unesco, nel 1986, come patrimonio culturale mondiale.

Gli alberghi hanno prezzi relativamente contenuti, si può alloggiare in hotel a quattro stelle spendendo circa 40 euro per notte in camera doppia.
Chi vuole dormire cullato dal rumore delle cascate, può soggiornare all'Hotel Tropical das Cataratas, (1° Cat. Sup. in doppia sui 100 euro) che gode di una felicissima posizione a poca distanza dalle cascate e presenta una struttura in sintonia con l'ambiente naturale.
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La prima volta che le ho visitate, mi sono trovata immersa in un improvviso temporale, l'acqua che cadeva copiosamente dal cielo incontrava gli schizzi alti e furenti generati dalla potenza dell'acqua che precipitava dall'alto, e mischiandosi rumorosamente offrivano uno spettacolo affascinante ma minaccioso.
Precipitando da un'altezza che va dai 65 ai 90 metri (per quanto riguarda la Garganta do diablo), formano un effetto di nebulizzazione che provoca il fenomeno dell'arcobaleno perenne.
Avevo una guida speciale, un amico argentino residente nella regione di Misiones, che è situata a sud di Iguacu, e ciò ha contribuito a farmi scoprire questo straordinario spettacolo naturale in modo più approfondito rispetto i canoni turistici.
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Le cascate nascono dalla confluenza del Rio Paranà e del Rio Iguacu.
Il fiume Iguacu percorre 600 chilometri, poi forma una curva a forma di semicerchio e si getta, rompendosi e formando circa 350 salti, facendo precipitare 1550 cubi d'acqua al secondo, prima di ricongiungersi al fiume Paranà, largo circa quattro chilometri, dove gli arcobaleni e le farfalle multicolori sembrano pennellate sulle pareti coperte da fitta vegetazione.
Uno dei salti che appare più sconvolgente nella sua prorompente bellezza è la Garganta del Diablo (la gola del diavolo) sul versante brasiliano, formata da 14 cascate che si riuniscono e si riversano in un dirupo lungo 90 metri.
Il lato brasiliano ha il vantaggio di offrire un'estesa ottica di osservazione che abbraccia visivamente tutta la maestosità delle cateratte.
La pioggia improvvisa di quella giornata, che inizialmente mi sembrava uno svantaggio, mi regalò emozioni di rara intensità. Camminare nelle passerelle che uniscono i salti delle cascate, sospesi nell'acqua gorgogliante, mentre la cateratta incombeva minacciosa su di noi, sopra la pioggia del temporale, intorno acqua e ancora acqua!!
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Il mio amico mi parlò di una leggenda che circondava l'origine delle cascate di Iguacu.
Secondo gli Indios Guaranì che abitano ancora la regione di Misiones, le cascate sono l'opera del loro dio, il Dio Serpente padrone del mondo.
La leggenda narra di una ragazza, Naipi, figlia di un capotribù, tanto bella da essere destinata a vivere esclusivamente al servizio di M'Boy, il Dio Serpente.
Naipi purtroppo si innamorò, corrisposta, di un giovane guerriero del villaggio, il suo amore era forte e per viverlo come desiderava, fu costretta a rompere la devozione terrena che le era stata imposta fuggendo con l'amato lungo il fiume.
Il Dio Serpente quando scoprì il gesto di rifiuto di Naipi, si vendicò creando un'enorme spaccatura nella roccia con la sua enorme coda, facendovi precipitare il fiume insieme ai due giovani innamorati, e trasformando Naipi in una roccia che è situata ai piedi di una cascata ed il giovane guerriero in una palma che sporge dai bordi dell'abisso.
La morfogenesi delle cascate di Iguacu, spiegata dagli studiosi, ne fa risalire invece la formazione a 120 milioni di anni fa, quando durante il periodo Cretaceo si determinò una larga e profonda spaccatura nella crosta terrestre.

Camminavo lungo gli svariati sentieri naturalistici (Sentiero Verde, Circuito Inferiore, Circuito Superiore, Sentiero Macuco) affascinata ed emozionata, quell'irrompere di tonnellate di acqua da ogni parete mi faceva sentire un puntino minuscolo in tanta immensità.
Lungo i sentieri si incontrano i tenerissimi quati, una sorta di simpatici animaletti appartenenti alla famiglia dei procioni a cui si è tentati di porgere il cibo che buffamente essi sollecitano alzando il dolcissimo musetto appuntito. Tuttavia occorre astenersi, vi sono cartelli che espongono il divieto a lettere cubitali.
Nel lato argentino, considerato il lato più suggestivo per gli scorci panoramici di superba bellezza, vi è una passerella che si spinge fino alla voragine principale, con quella pioggia appariva insicura e scivolosa, ma volli avventurarmi e venni investita dal rombo, dal fragore del fiume e dalla potenza dell'acqua che dall'alto precipita nel baratro e ne uscii completamente inzuppata ma esaltata dall'afflusso adrenalico scatenatosi nel mio corpo.
L'acqua in perenne movimento crea riflessi cangianti che spaziano dall'algido bianco all'avorio, e arrivano al verde passando dal delicato tono del rosa.

La pausa del pranzo ci vide seduti ad una delle tante churrascarie di Foz, a gustare il mitico churrasco accompagnato dalla squisitissima manioca fritta che insieme a tantissime varietà di verdure, troneggia nel rodisio (una specie di stand) a self service in mezzo alla sala.
Le churrascarie propongono il pasto al prezzo fisso di 10 dollari americani, e si può mangiare per ore senza spendere un ulteriore cent.
Il churrasco viene servito senza sosta dai camerieri, ogni commensale è dotato di un piccolo semaforino di plastica, se si tiene acceso il verde, ogni cameriere che transita con il grande ceppo pieno di tagli di carne cotti alla brace, ne lascia un pezzo, se si lascia acceso il rosso prosegue verso altri commensali.
La carne più appetitosa che si deve necessariamente assaggiare è rappresentata da un particolare taglio di carne di manzo, chiamato dai brasiliani con il nome di "picana".
Mai avevo mangiato fino a quel momento, carne dal sapore così prelibato.
Un'altra squisitezza è la carne di maiale servita in pezzi cotti alla brace unitamente a pezzettoni di ananas che conferiscono alla carne quel dolceamaro tanto stuzzicante.

Purtroppo alle cascate di Iguacù sono collegate anche notizie tragiche.
Le cronache locali, periodicamente danno notizie di persone che scelgono questo scenario per suicidarsi, gettandosi dalle passerelle poste fra i salti delle cascate, e queste drammatiche scomparse sono rese ancora più dolorose dall'impossibilità di ritrovarne i corpi, che misteriosamente vengono inghiottiti dai gorghi vorticosi del fiume e mai più restituiti.
Allo scopo anche di esplorare gli abissi dei vortici situati sotto le cateratte e contemporaneamente fornire una plausibile spiegazione scientifica alla inconcepibile scomparsa dei corpi, alcuni anni fa un gruppo di studiosi, a bordo in un batiscafo, si immerse nel turbinio delle acque minacciose delle cascate appartenenti al lato argentino.
Ma una volta inghiottito dai gorghi, il batiscafo non tornò più in superficie, scomparve insieme agli studiosi senza lasciare la minima traccia e vane risultarono le lunghe ed estenuanti ricerche sui tre lati delle cascate e lungo tutto il percorso del fiume Paranà.

La seconda volta che ho visto l'imponenza di quello scenario mi trovavo a bordo di un elicottero e la giornata era illuminata da un sole abbagliante.
Dall'alto si può ammirare l'estensione delle cascate con uno sguardo rapito dalla furia delirante che imperversa sotto. E' un'esperienza di una vastità suggestiva che difficilmente si rende efficace nella descrizione.
Le cascate viste dall'alto sembrano una spumeggiante ed enorme crepa di colore bianco che contrasta in modo spettacolare con il giallo del fiume che scorre impetuoso ed inarrestabile.

Avevo visto alcuni anni prima le cascate del Niagara e posso affermare senza possibilità di smentita, che impallidiscono se confrontate con quelle di Iguacu.

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Commenti su questa Opinione

  • melusina pubblicata 08/06/2008
    Devono essere un meraviglioso spettacolo della natura! Bye Bye.
  • MAMMAGY pubblicata 03/04/2007
    Che spettacolo che hai saputo raccontare !!!eccellente questo viaggio
  • halana pubblicata 19/11/2006
    Sono davvero spettacolari. Ci ho trascorso un fine settimana. Ciao
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Su Ciao da: 20/07/2000