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Col Microcredito possiamo cambiare il mondo!
Vantaggi Si aiuta direttamente la povera gente, da casa, senza spendere denaro
Svantaggi Poco sviluppato in Italia - risolviamo il problema!
Dettagli
| Velocità - tempi di caricamento | molto buona |
|---|---|
| Interfaccia e design | molto buona |
| Aggiornamento del sito | più volte al giorno |
| Attendibilità - qualità dell'informazione | molto buona |
| Utilità | utile |
Buonasera a tutti!
Alcuni di voi si saranno chiesti, nel corso degli anni: "Che senso ha spedire cibo per i bimbi africani? Non rischiamo di creare una generazione di affamati forse più grande di quella presente?"
La domanda, per quanto possa sembrare cinica, non è priva di fondamento. Ammettiamo di riuscire a sfamare tutti i bambini africani da oggi a vent'anni: scopo nobile, diranno molti di voi. Ma tra vent'anni continueremo ad avere non solo gli stessi bimbi di prima, ormai diventati uomini, ma dovremo sfamare anche i loro figli, e così via. Non possiamo continuare a sfamare il continente all'infinito: non è logico.
Ma la soluzione non è e non può essere lasciarli morire di fame. Ci dev'essere qualcos'altro... Kiva Foundation, organizzazione no-profit nata nel 2005 in California, ha ideato qualcosa di intelligente, rielaborando e riadattando il concetto di Social Lending e di Microcredito.
Il principio che sta dietro a Kiva è: "Dai oggi da mangiare ad un affamato, e lo sfamerai per un giorno. Insegnagli a coltivare, e lo sfamerai per sempre". Questa organizzazione non si pone come fine il mantenimento dello status quo, ma vuole investire in gente comune, abitante nel Terzo Mondo, al fine di creare attività primarie, commerciali ed industriali. Kiva raccoglie le richieste di contadini che vogliono acquistare un campo o comprare sementi, oppure di manifatturieri che vogliono costruirsi una nuova filiera ma mancano della materia prima, oppure un pescatore che ha bisogno di una nuova barca a remi...fornendo loro il capitale iniziale necessario, e richiedendolo indietro in rate mensili, con durata spesso non superiore ai 12 mesi, senza interessi. Così non si crea un sistema ad usura, incentivando il richiedente a rivolgersi a Kiva piuttosto che a prestatori truffaldini, ed in più - non chiedendo alcun interesse - si porta il richiedente ad avere maggior liquidità a disposizione, per poterla investire nuovamente senza aver necessità di richiedere ulteriori prestiti. E se non ce la fa a pagare in tempo? Pazienza, pagherà in ritardo: intanto Kiva non cerca profitto, e può comodamente attendere tempi migliori.
A questo punto, la domanda è: come fa Kiva ad avere sufficienti fondi per aiutare tante persone bisognose? Chi è il mecenate che dispensa dollari ai poveri? Semplice: tu. Chiunque può infatti associarsi a Kiva (è sufficiente una e-mail ed un account Paypal), e con 25 $ può iniziare a finanziare un progetto a sua scelta. I soldi verranno spediti all'imprenditore locale, che si impegna a pagare (secondo rate e tempistiche prestabilite, non contrattabili) quanto dovuto: niente di più, niente di meno. Così, dopo il tempo necessario, saremo di nuovo in possesso dei nostri 25 $ iniziali, pronti a re-investirli! Una beneficenza senza spendere denaro: non è straordinario?
Parlandone tra amici, sono sorte le stesse domande: "Ma ci sarà da fidarsi? Chi mi assicura che i soldi non li prenda qualche malintenzionato?" Domanda legittima, la cui risposta più immediata può essere "Quando fai beneficenza verso altre organizzazioni, sei sicuro che i soldi vadano al destinatario?" In Kiva, almeno, i soldi ti vengono restituiti...pronti per essere reinvestiti. Altra domanda ricorrente è "E se l'imprenditore non riesce a pagare il microdebito?": Kiva non è una organizzazione a scopo di lucro, e pertanto non può e non vuole ricorrere ad agenzie recupero crediti (sarebbe quantomeno assurdo ipotecare una barca a remi di un pescatore thailandese, o un Lama ad un commerciante peruviano...). Il denaro non restituito, quindi, non viene conteggiato da Kiva, che si 'cautela' non concedendo altri prestiti al moroso imprenditore: questi, vedendosi interrotta l'unica linea di credito a sua disposizione, è così incentivato a saldare il debito, non appena possibile. E' comunque sufficiente collegarsi al sito di Kiva per accedere alla sezione dedicata alle statistiche, per scoprire che l'imprenditore diventa moroso solo per un una percentuale di casi ben al di sotto del 5% (le statistiche sono in continuo cambiamento, per cui rimando al Kiva Website per dati precisi ed aggiornati). Ricordiamo che stiamo facendo beneficenza: nel metodo 'standard', siamo abituati a non veder tornare indietro il denaro, per cui - anche qualora succedesse un caso di morosità - non dobbiamo gridare "al ladro, al ladro!".
La mia esperienza in questo primo anno scarso di Kiva, comunque, è del tutto positiva. I prestiti concessi da me e dagli amici da me invitati sono sempre stati pagati in tempo, tranne un unico caso in cui l'imprenditore ha saltato una rata per poi saldarla il mese successivo insieme a quella regolare.
Inoltre, Kiva è dotato di uno shop site, nel quale è possibile acquistare abbigliamento ed accessori Kiva-Branded, i cui proventi sono destinati a Kiva per lo sviluppo delle sue attività, per la manutenzione del website, per il promoting e per il microlending. Alcuni accessori sono davvero carini, e quando farò un ordine provvederò a recensire il Kiva Shop attraverso Ciao!.
La serietà e la credibilità di Kiva sono attestate da commenti ed articoli di persone e testate famose, come Bill Clinton, BBC, CNN, Financial Times, Times, The New York Times, e così via. Kiva ha molti partner che la sostengono in più modi: Paypal, ad esempio, si impegna a non far pagare alcun tipo di tariffe per le transizioni da e verso Kiva, e così via.
Val la pena davvero di darci un occhio!
Vorrei inoltre chiedervi gentilmente una cosa: qualora vogliate iscrivervi, potreste scrivermi un PM con la vostra email, cosicché io possa invitarvi? Non ho alcun guadagno da ciò, semplicemente mi aiuterebbe a tenere i contatti con la rete dei Kiva Lenders da me portati nel mondo di Kiva: a breve creerò un Kiva Team, ossia un Team di prestatori ognuno dei quali ha facoltà di prestare a titolo personale, ma i cui prestiti vengono conteggiati a livello cumulativo. Vi chiederei inoltre suggerimenti sul nome da dare a questo Team. La presenza italiana in Kiva è finora davvero scarsa, in confronto ad altri paesi, per cui vorrei iniziare ad invertire la tendenza. Ovviamente, se volete, potete iscrivervi tranquillamente di vostra iniziativa, senza dover ricorrere ad un mio invito.
Buon Lending a tutti!
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Resoconto completo per un progetto fondamentale! Spero che convinca altri ad aderire!