Non starò qui ad elencare tutte le proprietà del latte materno, quanto sia utile per la creazione di anticorpi, sempre pronto, nella giusta quantità e alla giusta temperatura. Quello che voglio fare è invitare tutte le mamme a riflettere… soprattutto quelle donne che "per non rovinarsi il seno", o "non posso stare sempre con le tette all'aria"; a riflettere su quanti sacrifici comporti l'allattamento al seno. Dal semplice fatto di adattarsi ai ritmi di una nuova vita fino al dolore del seno sempre gonfio. Vorrei invitarle a riflettere sul fatto che ci sono mamme che a causa di gravi malattie non possono portare avanti l'allattamento ma lo vorrebbero tanto e mamme che possono ma si lasciano scoraggiare alla prime difficoltà. Care mamme, ogni caso, anche se siete ricorse al latte artificiale non dovete sentirvi mamme di serie B perché ogni bambino è diverso, ognuno ha le sue esigenze, e il vostro amore e la vostra dedizione per vostro figlio non sono minori a quelle di una mamma che allatta al seno. Per tutte le altre non lasciatevi scoraggiare da chi sostiene che non avete più latte, o che sia diventato acqua… Ogni mamma produce il latte in giusta quantità e composizione per il proprio bambino, ed è per questo che risulta in assoluto il migliore alimento per la sua crescita.
Ma ne siamo tutte consapevoli,le mamme ricevono le giuste informazioni e il giusto sostegno…
E' soprattutto su questo che dobbiamo riflettere
Sarebbe bello se ogni mamma che allatta potesse rivolgersi a qualcuno competente per farsi aiutare. Spesso così non è, ed è questa secondo me la causa dell'abbandono dell'allattamento da parte di alcune mamme; perché, parliamoci chiaro, allattare non è facile! Senti tutte le mamme che raccontano quant'è bella l'esperienza di allattare e tu ti senti uno schifo perché non ci riesci. Eppure hai letto tante riviste dove spiegavano che allattare al seno è la cosa più naturale del mondo, il primo istinto del neonato è proprio quello della suzione e basta porgli la tetta in tempi brevi dalla nascita per instaurare subito il legame madre-figlio. Tutte balle.
Allattare non è facile, il bambino non sempre si attacca subito e quando lo fa non è detto che lo faccia bene. I primi giorni fa male (usate tanta crema alla lanolina per lenire il seno), le più fortunate se la cavano con un po' di fastidio ai capezzoli che con i dovuti accorgimenti sparisce nel giro di una settimana. Le più sfortunate di solito hanno a che fare con le ragadi (spaccature del seno) che sono molto dolorose.
Ma è qui che non dovete cedere mamme: chiedete aiuto! Ai consultori, all'ospedale dove avete partorito, ad amiche che hanno allattato, non rinunciate. Ci vuole tanta pazienza ed a volte anche tanto coraggio. Vi dico chiedete aiuto perché se io l'avessi fatto prima non avrei sofferto tanto. Io ho quello che viene detto capezzolo cieco, e la mia bambina non ne voleva sapere di attaccarsi, era troppo difficile per lei, così ho iniziato ad usare il paracapezzolo (del quale non sarei a conoscenza se non avessi partecipato al corso pre-parto). Tutti, pediatra cmpresa, mi hanno messo in allarme "guarda che con quei cosi il latte va via presto". Ho chiamato subito l'ostetrica del consultorio per farmi aiutare a togliere i paracapezzoli ma ogni giorno il dolore aumentava. Ero arrivata al livello che se la bambina piangeva io avevo il terrore che fosse fame, quando ho iniziato a darle un certo ritmo con gli orari, io iniziavo a piangere già prima di allattarla per la paura del dolore, durante la poppata notturna ero lì sulla poltrona con i lacrimoni e mio marito che mi guardava "Domani compro il latte artificiale" e io "No, no! Ce la faccio, vedrai che poi passa". Ed è così, prima o poi passa. L'ostetrica mi ha molto aiutato, mi ha incoraggiato, ma soprattutto mi ha capito. Quando si è accorta che la cosa per me era molto dolorosa e stavo rischiando la depressione mi ha incoraggiato a continuare l'allattamento con il paracapezzolo che era comunque doloroso ma pian piano sopportabile.
Oggi posso ritenermi una mamma fortunata, a 3 mesi la mia bambina prende solo ed esclusivamente il mio latte, non sono più legata ai paracapezzoli in quanto la piccola ora è più forte e riesce a ciucciare anche senza. Il dolore ha iniziato a scemare intorno ai venti giorni e pian piano ho riacquistato il rapporto con mia figlia, all'inizio mi sentivo male perché avevo una bambina così bella e non riuscivo a godermela, l'allattamento mi stancava, tra una poppata e l'altra dormivo e durante la poppata piangevo per il dolore e non mi sentivo una grande madre, non sentivo di dare a mia figlia il giusto affetto.
conosco largomento attraverso mia sorella